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Sinner stratosferico a Milano

e Djokovic lo esalta:

"Diventerà un stella"

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Più che un giudizio è un'investitura quella che Novak Djokovic riserva a Jannik Sinner: "E' sicuramente la prossima stella" del tennis mondiale.
Il campione serbo rivela di aver guardato in tv la finale della Next Gen vinta dal giovane azzurro di Brunico. "Aver vinto, in quella maniera, contro de Minaur è davvero impressionante - le parole di Djokovic -. Ho visto la finale della Next Gen. Jannik è sicuramente la prossima stella che i tifosi seguiranno. Io lo conoscevo già prima". Merito dell'attuale coach di Sinner, Riccardo Piatti, già allenatore dello stesso serbo. "Mi sono allenato diverse volte all'Accademia Piatti nel corso degli ultimi anni - racconta Djokovic -. Jannik si è sempre dimostrato un ragazzo molto molto volenteroso ed educato. E' in buone mani perché Riccardo è un'ottimo coach. Sono sicuro che sanno quello che stanno facendo, e i risultati sono lì a dimostrarlo".

Per Sinner, il torneo dedicato ai 20 migliori giovani del mondo è stato trionfale, ma non porterà avanzamenti nel ranking mondiale (non dava infatti punti). Sinner rimane al posto 94, anche se ha battuto in questa settimana tre avversari che sono nei primi 30 del mondo. In compenso, il giovanissimo altoatesino ha portato a casa il premio di 370 mila euro.


L'anno d'oro del ragazzo di Brunico

Una settimana magica a Milano, a conclusione di un anno d’oro. Che fosse nata una stella qualcuno lo diceva da tempo, certo è che l’escalation di Jannik Sinner, 18 anni e tre mesi, ma colpi e carattere di un veterano, adesso fa scattare l’applauso dei più grandi del tennis mondiale: Novak Djokovic non usa mezzi termini per scrivere il futuro dell’azzurrino, ormai ex promessa della racchetta. «È sicuramente la prossima stella» l’incoronazione del campione serbo. Il trionfo alle Next Gen finals ha lasciato a bocca aperta un pò tutti, perché Sinner - zero titoli in carriera fino a ieri - non ha lasciato scampo a Alex De Minaur, uno che a Milano era arrivato, forte del 18/o posto nella classifica Atp, quasi sicuro di rimettere le mani sul trofeo.
E invece il ‘rossò di San Candido, classe 2001 in un’ora e quattro minuti si è sbarazzato dell’avversario più titolato e conquistato il suo piccolo grande pezzo di storia. E tanta ancora ne dovrà scrivere, Djokovic non ha dubbi su questo: «Aver vinto, in quella maniera, contro de Minaur è davvero impressionante - ha aggiunto il serbo -. Ho visto la finale della Next Gen. Jannik è sicuramente la prossima stella che i tifosi seguiranno. Io lo conoscevo già prima».
Certo un’investitura importante per il campioncino che, nato sui monti, non sembra volersi montare la testa. «È giusto sognare, soprattutto nel nostro sport. Ho provato a far vedere a tutti che posso competere a questo livello. I tornei delle scorse settimane mi hanno dato fiducia. Ora sono molto contento» ha detto Sinner dopo aver sollevato il trofeo in un torneo a cui ha avuto accesso con una wild card. Ma ha ripagato tutti, pubblico soprattutto, con una cavalcata perfetta. Si diverte, dice, lui che da promettente sciatore (a 13 anni era campione italiano di slalom gigante) ha deciso di virare sul tennis, che da hobby diventa una professione. E i risultati gli stanno dando ragione: in un anno, il 2019 appunto, l’altoatesino è riuscito a scalare la classifica fino a entrare nella top 100 (95/o posto).
Mamma cameriera, papà cuoco, entrambi lavorano in un rifugio alpino in Val Fiscalina, Sinner alla ribalta non era abituato.
Riservato e poco social, è in campo che tira fuori la grinta leonina. In una stagione in cui l’Italia racconta successi che non conosceva da quasi mezzo secolo, Sinner è sicuramente il predestinato che alimenta i sogni azzurri sul futuro. Intanto c’è il Challenger di Ortisei e poi da preparare la stagione 2020. Con una promessa che guarda molto lontano: Sinner ha le idee chiare, vuole diventare numero uno. Lo ha già detto.

 

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