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Il Festival dalla A alla Z
Un successo da blindare

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Grande partecipazione, splendida convivenza tra campioni e tifosi, evento unico nel suo genere. Il 2° Festival dello Sport è stato un successo. Dalla A alla Z una guida a quattro giorni di emozioni. Nella speranza che l’evento rimanga a Trento anche dopo il 2020.

A come Atmosfera

Da piazza Dante a piazza Fiera scendendo fino al Muse in questi giorni si respirava un’aria energizzante nei luoghi del Festival: ragazzini impegnati nei camp, piazza Duomo a tutta cultura fra libri e dibattiti, campioni tranquillamente a spasso per le vie del centro storico. E il bel tempo, come l’anno scorso, ha baciato la manifestazione.

B come Bernardi

Mister Secolo ha vinto in tutto il mondo, eppure presentando la sua biografia ha evidenziato il legame profondo che lo lega a Trento, la sua città. Partito dal Cus, tornò dal 2002 al 2004 per giocare nella Trentino Volley agli ordini prima di Bruno Bagnoli e poi di Silvano Prandi, nell’anno in cui l’Itas vinse la stagione regolare ma, decimata dagli infortuni, venne eliminata ai quarti di finale da Perugia. Quell’avventura finì in maniera poco serena e da allora Bernardi nella sua città è sempre stato vissuto come avversario e null’altro. Sarebbe bello che ora, in coincidenza con i 20 anni della Trentino Volley, quel filo in qualche modo venisse ricucito. E che il Lollo mondiale venisse percepito come patrimonio della città.

C come Campriani

Ovvero quando è la testa a fare la differenza. Il tiratore tre volte campione olimpico ha raccontato come ha fatto a vincere tre anni fa a Rio quando, per la prima volta, il regolamento permetteva rumori di fondo: musica, applausi, tifo. Situazione insolita. E Niccolò che fece? Andò ad assistere alla finale della gara femminile e registrò tutti i rumori per riascoltarli un centinaio di volte nei due giorni successivi e far diventare normale ciò che per gli atleti era anomalo. Geniale.

D come Doping

Edwin Moses ha fatto della battaglia contro le sostanze proibite la sua ragione di vita. Lui che rimase imbattuto per 9 anni, 9 mesi e 9 giorni, alle Olimpiadi di Seul, in cui venne squalificato Ben Johnson, fu sconfitto da due atleti che poi sparirono dalla scena. Quest’anno a Doha la saltatrice in alto Antonietta Di Martino ha ricevuto il bronzo postumo dei Mondiali di Berlino 2009 per la squalifica di Anna Chicherova, atleta di quella Russia ancora bandita come nazione nelle competizioni di atletica. Nel 1988 ne presero uno per educarne cento. La lezione non è ancora stata capita.

E come Emozioni

Variegate quelle vissute nei quattro giorni di Festival: dal bambino che chiede l’autografo al campione agli adulti che ritrovano gli idoli della propria infanzia, dalle testimonianze degli atleti paraolimpici agli sportivi che sul palco si commuovono vedendo foto e video delle loro imprese. Un toccasana per la mente e per il cuore, momenti che soltanto lo sport sa regalare.

F come Festival della Gazzetta dello Sport

Premessa: soltanto la “rosea” ha la forza di convincere tanti “fenomeni” a partecipare alla kermesse. Rcs, però, dovrebbe forse essere meno gelosa della propria creatura e blindare meno le star, riservando a se stessa interviste e foto esclusive, fatte salve  minime concessioni alle solite Rai e Sky. Perché senza i soldi di Trentino Marketing, senza gli uomini, le donne e le strutture messe a disposizione da Provincia e Comune di Trento realizzare il Festival sarebbe impossibile. Ancor meno ad accesso gratuito.

G come Giovani

Splendida l’idea di affollare l’auditorium di studenti per assistere alla dotta dissertazione del professor Mauro Berruto e alla lezione di vita della famiglia Maddaloni. Tempo sottratto ai banchi di scuola ma messaggi che rimarranno per sempre ai ragazzi attenti a recepirli. Sarebbe bello che le registrazioni di alcuni incontri venissero messi a disposizione delle scuole perché lo sport, palestra di vita, è anche cultura.

H come Hashtag

Il Festival può e deve essere veicolo di promozione turistica della nostra città. Eppure sui social l’hashtag ufficiale è soltanto #ilfestivaldellosport, senza citare Trento. Un’occasione persa.

I come Innovazione

Quest’anno la kermesse ha avuto il merito di valorizzare il distretto della scienza al Muse, dove si è gettato uno sguardo al futuro con le esibizioni di moto e auto elettriche e sono stati allestiti gli stand in cui spiegare cosa sta facendo la tecnologia a favore dello sport. Furbescamente i gazebo erano a forma di palla, quasi a simulare quel planetario che tanto sta facendo discutere la politica nostrana. Quasi a dimostrare che lì, alla fine, male non starebbero.

J come Jugoslavia

«Fatichiamo a emergere nelle discipline individuali, ma abbiamo vinto e continuiamo a vincere negli sport di squadra perché noi abbiamo fatto la guerra», hanno spiegato i campioni del basket Djordevic e Danilovic. La voglia di combattere, la forza del gruppo è emersa anche negli Europei di volley di quest’estate, dominati dalla Serbia sia al maschile che al femminile. Per vincere - si dice spesso - bisogna aver fame. Che, a livello sportivo, nel mondo slavo non si placa mai. 

K come Kompatscher

Non sappiamo se il Landeshauptmann fosse stato o meno invitato all’incontro sulle Olimpiadi 2026. In ogni caso un’assenza stonata considerato che fra sette anni si gareggerà anche in Alto Adige, ad Anterselva, nel biathlon. 

L come Logo

Quest’anno era diverso da quello della prima edizione, quando campeggiava la farfalla del Trentino. Ora, accanto al simbolo Ifds, soltanto una scritta piccola piccola: Trento. Il contratto tra Gazzetta dello Sport e Trentino Marketing scadrà l’anno prossimo, quando le Olimpiadi di Milano-Cortina saranno ancor più vicine. Facciamo gli scongiuri, sperando che quella scritta nel 2021 non venga sostituita da un’altra città.

M come Malagò

Il presidente del Coni, artefice della vittoria nella sfida con Stoccolma per l’assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026, lo scorso anno non era a Trento perché impegnato in Argentina ai Giochi olimpici giovanili. Quest’anno c’era e ha potuto rendersi conto dell’efficienza asburgica dell’organizzazione trentina. Una carta in più, ci si augura, per difendere dagli attacchi milanesi la location olimpica di Baselga di Piné per il pattinaggio di velocità su ghiaccio.

N come Novità

Lo scorso anno sommessamente avevamo suggerito di allargare i luoghi del festival abbracciando il PalaTrento e le aule universitarie. Messaggio recepito. Bene così.

O come Olimpiadi 2026

Sono state il filo conduttore del Festival 2019. Le attese sono molto alte, le difficoltà non mancano, le frizioni e le incertezze pure ma le opportunità sono imperdibili e sbagliare non si può. Toccherà proprio a Malagò mediare tra il nuovo governo e le amministrazioni regionali e provinciali a guida leghista. Sprecare un’occasione simile per beghe politiche sarebbe un peccato mortale.

P come Partecipazione

Camp affollati da ragazzini entusiasti, sale tutte sold out, diretta streaming con migliaia di visualizzazioni: è questo il vero successo del Festival.

Q come Quadarella

Ha vinto medaglie iridate nelle gare in stile libero, anche se su distanze più lunghe, gareggia nel circolo Aniene di Roma, è bella e spigliata. Quando la Divina dirà basta dopo Tokyo 2020, Simona Quadarella sarà già pronta a sostituire Federica Pellegrini nell’immaginario collettivo. E, perché no, a essere fra qualche anno la madrina del festival.

R come Ronaldo

Che coppia con Vieri! Dopo l’Inter del triplete nella prima edizione, quest’anno è toccato all’Inter che poteva essere e non fu. L’etica del lavoro e la dedizione assoluta dei giocatori ai dettami di Mourinho poterono più dell’estro e della classe infinita dei due bomber. Ma, ne siamo convinti, nel cuore dei tifosi nerazzurri per Ronnie e Bobone c’è un posto più grande di quello riservato a Milito ed Eto’o.

S come Schumacher

Strana sensazione nel visitare la bella mostra allestita al palazzo delle Albere. Un omaggio straordinario a una persona in vita che parrebbe più consono per chi non c’è più. Anche perché noi speriamo nell’ennesimo miracolo di Schumi, il più grande.

T come Tomba

I suoi ultimi successi risalgono a 20 anni fa, eppure lui resta un divo al punto di potersi permettere di vivere tuttora di comparsate. Merito dei suoi grandissimi successi sulla neve ma anche della sua simpatia e della sua guasconeria. L’immagine al giorno d’oggi è tutto. L’Albertone nazionale lo sapeva già nel secolo scorso.

U come Umiltà

«È sempre stata la mia forza», ha confessato Roberto Baggio davanti a un Teatro Sociale gremito. Il “Divin codino” è umile non solo a parole, anche nei fatti, al punto, al termine del suo incontro, di ringraziare tutti i presenti per essere intervenuti. Merce rara nel mondo del calcio attuale, da cui non a caso Roberto si è estraniato. Un vero peccato, perché del suo esempio ci sarebbe bisogno come il pane; gioia doppia avere il privilegio di ascoltarlo a Trento.

V come Van Basten

Il suo ingresso all’Auditorium Santa Chiara è stato salutato da un’ovazione e da cori da stadio. Alcuni ragazzi sono rimasti nove ore in fila ad aspettare per essere sicuri di esserci. L’ eleganza del “Cigno” rimarrà un segno indelebile fra gli appassionati ma il suo mito è anche alimentato dal fatto di aver dovuto abbandonare a 28 anni a causa di guai fisici. Chi smette da vincente, lascia un ricordo più duraturo.

W come Wierer

Ci sarà pure un motivo se alla presentazione degli azzurri al Muse gli atleti del biathlon hanno ricevuto più applausi di quelli dello sci alpino. Con i suoi successi la Doro nazionale affascina anche gli appassionati d’oltreconfine, con il suo sguardo profondo ammalia milioni di follower. Noi però speriamo di rimanere ipnotizzati da una vittoria iridata nei Mondiali organizzati l’anno prossimo nella sua Anterselva.

X come Xenofobia

«Il razzismo nel calcio è colpa delle tifoserie organizzate», ha spiegato Julio Velasco dal palco del Sociale. Peggio ancora se vi è connivenza con le società. La Juventus ha denunciato le frange malate dei suoi ultras: è l’unico modo per eliminare una delle peggiori piaghe del calcio italiano.

Z come Zanardi

Lui - al pari di Bebè Vio, Oney Tapia, Assunta Legnante, Manuel Bortuzzo e Martina Caironi - ha saputo trasformare un incidente in opportunità. Un grandissimo esempio per le persone malate e invalide, una lezione per tutti noi che ci lamentiamo per nulla e ci arrendiamo di fronte a difficoltà ridicole.

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