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Sotto gli occhi di mamma Fiona May

Larissa è campionessa europea

di salto in lungo Under 20

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Straordinario a Boras, in Svezia: a 17 anni Larissa Iapichino è la campionessa europea under 20 del salto in lungo. La figlia d’arte, con papà Gianni e mamma Fiona May a fare un tifo scatenato in tribuna, e poi commossi, riesce nell’impresa al termine di una finale stupenda, un botta e risposta continuo tra l’azzurra che trionfa con 6,58 (+1.2), la svedese Tilde Johansson (6,52 e ieri oro nei 100 ostacoli) e la britannica Holly Mills (6,50).

Larissa è medaglia d’oro della stessa manifestazione che mamma Fiona May aveva vinto nel 1987 a Birmingham con la maglia della Gran Bretagna. Tutta in crescita la gara dell’azzurra che comincia con 5,93 sotto la pioggia. Poi si apre il cielo e arrivano 6,37, 6,33, 6,51, il 6,58 vincente e il 6,53 finale.

Così vince la più giovane di tutte, che è anche la più forte, pur essendo ancora allieva per via dell’età: ma non c’è problema, e Larissa batte atlete più vecchie di due anni.

Quello della ragazza che da bambina si fece conoscere per lo spot della Kinder girato con la mamma è il quarto oro azzurro nella rassegna continentale in Svezia, eguagliato il record storico di San Sebastian 1993, nella mattinata in cui l’Italia festeggia anche per l’argento di Riccardo Orsoni nei 10 km di marcia e il bronzo di Elisa Ducoli nei 3000 metri. Quella di Boras 2019 è davvero una grande Italia, nel segno di questa «bimba», come la chiama ancora papà Gianni, che appare una predestinata e dello sprint d’oro sui 100, venerdì scorso, di Vittoria Fontana e Lorenzo Paissan e dell’altro oro, sui 400, di Edoardo Scotti. Ma gli occhi sono tutti per Larissa, che ha festeggiato con questo oro i 17 anni compiuti giovedì scorso.

«Non ci credo, è stato pazzesco - dice -: è stata una gara bellissima perchè ad un certo punto eravamo in tre in due centimetri: o reagisci bene o reagisci male. Fino all’ultimo salto è stata una gara con i brividi. Al primo salto con la pioggia ero ‘impanicatà, pensavo non sarei riuscita a saltare. Poi però mi son detta che dovevo soltanto fare del mio meglio e ci ho provato. Vincere a 17 anni significa tantissimo, le mie avversarie erano molto quotate, la svedese Johansson e l’inglese Mills soprattutto. È come uno shock, sono riuscita a fare 6,58 e a vincere il titolo. In tribuna c’erano tutti i miei compagni, mia mamma Fiona, mio papà Gianni e mia sorella Anastasia, ed è stato bellissimo».

«È stata una gara non facile, con vento spesso contrario - continua Larissa -, ma siamo riuscite tutte a fare ottimi salti nonostante condizioni pessime. Si parte da qui, la settimana prossima forse andrò agli Assoluti di Bressanone e il prossimo anno (c’è già chi spera di vederla a Tokyo 2020 n.d.r.) vedremo. Intanto ci godiamo la festa, abbiamo fatto un Europeo pazzesco, è una grande Italia».

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