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Rugby, tormento ed estasi

Il Trento è in C1

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Hanno sofferto, hanno lottato, non hanno mai mollato e alla fine ce l'hanno fatta: i ragazzi del Rugby Trento hanno conquistato la promozione in serie C1. Sul campo neutro di Noriglio di Rovereto ieri pomeriggio la squadra di coach Massimo Soldani ha infatti vinto per 19-13 la finalina playoff contro il Rav Altovicentino.
È stata una partita molto equilibrata, giocata di fronte a un folto pubblico di entrambe le parti, in cui i gialloblù sono stati a lungo in vantaggio, sono stati rimontati ma hanno saputo ribaltare il risultato negli ultimi dieci minuti, proprio quelli fatali una settimana prima ad Alpago.

Le due squadre si conoscevano bene, essendosi già affrontate nella stagione regolare. All'andata in casa il Trento si era imposto per 28-18; a Schio, nell'ultima giornata, aveva perso per 12-13. E ieri l'allenatore Soldani ha dovuto fare i conti con alcune importanti assenze: mancavano, fra gli altri, Cantonati, Palombi e capitan Cuka, infortunatosi venerdì scorso, protagonisti di ottime prestazioni nelle precedenti partite di playoff. Così il coach ha portato in panchina anche due ragazzi che quest'anno non avevano mai giocato. Ma a fare la differenza è stato il cuore e lo spirito di gruppo che il Trento ha sempre dimostrato in questa stagione.
A sbloccare la partita, dopo una decina di minuti, ci ha pensato il Rav trasformando una punizione: 0-3. Poco dopo la mezz'ora di gioco i gialloblù si portavano in vantaggio grazie a una meta di Jacopo Pocher, non trasformata: 5-3.

La ripresa partiva bene per il Trento grazie alla meta messa a segno da Mattia Benatti e trasformata: 12-3. Sembrava fatta, ma l'Altovicentino era capace di reagire, di andare in meta e trasformare: 12-10. Dopo pochi minuti ecco lo spettro della beffa per i trentini; punizione calciata tra i pali dal Rav che così si portava in vantaggio: 12-13. Erano momenti di sofferenza pura per i ragazzi di Soldani, bravi però a non scoraggiarsi e a buttarsi in avanti con grinta, premiata a due minuti dalla fine della partita da una meta (trasformata) di Niccolò Panza: 19-13. Al fischio finale l'apoteosi e la festa per la promozione.
Legittima la soddisfazione di Massimo Soldani, che ha preso in mano la squadra nella scorsa estate dopo essere stato il coordinatore del settore giovanile del Rugby Trento: «Oggi la parola d'ordine era giocare e i ragazzi lo hanno fatto fino alla fine, credendoci sempre. Il contrario di quanto avevamo fatto una settimana prima ad Alpago quando, a dieci minuti dalla fine, avevamo smesso di giocare. Alla squadra avevo detto che avremmo dovuto farlo fino all'ultimo secondo, anche in caso di punteggio sfavorevole. È stata una partita tirata dal primo all'ultimo minuto, abbiamo sofferto tantissimo ma adesso possiamo finalmente gioire».

«È un sogno che diventa realtà - prosegue l'allenatore -, è il coronamento di un anno di duro lavoro in cui sono stato supportato da tutto lo staff e dalla società. Abbiamo fatto mille cose che in passato non si facevano. Oggi avevo cinque giocatori fuori per infortunio ma la rosa ampia ha pagato. E ha pagato metterci il cuore, la vera forza di questo gruppo. Come in tutte le finali, ha vinto la squadra che voleva provare a fare qualcosa di più».
E adesso? «Ora si fa festa e per due settimane non voglio pensare a null'altro. Poi bisognerà cominciare a programmare la prossima stagione perché la C1 veneta è un campionato di altissimo livello».

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