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Atletica leggera in crisi nera,

Malagò convoca il presidente Fidal

 

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Campo Coni, giornata dell'atletica del Galilei

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Il nuoto italiano, anche dopo i recenti Mondiali di Budapest, continua a regalarci record e allori, mentre l’atletica leggera azzurra continua a non raggiungere risultati di un certo spessore, come dimostra l’unica medaglia racimolata nei Mondiali di Londra.

Un paradosso che il presidente del Coni Giovanni Malagò ha voluto commentare così: «È un discorso molto lungo e complesso che in parte ha dei rilievi tecnici, fermo restando che il nuoto ha fatto decisamente molto bene e nell’atletica i indubbiamente risultati li abbiamo visti - ha detto - Io incontrerò il presidente della Fidal Alfio Giomi dopodomani; per rispetto non ho mai parlato di atletica fino al nostro incontro perché trovo sbagliato e scorretto farlo prima di un confronto con il presidente federale. Una cosa mi sento di dirla, con tutto il rispetto: siamo un Paese di 60milioni di persone e 8mila chilometri di coste e credo che ogni famiglia porti i bambini in piscina a imparare a nuotare, mentre portare a fare atletica e alquanto più complicato soprattutto se ci sono sirene di altre discipline sportive».

«I numeri dei tesserati sono sotto gli occhi di tutti, anche se questo non deve essere un alibi, ma penso che comunque l’atletica sia il simbolo di tutto quello che è lo sport in assoluto a prescindere dalle singole discipline», ha aggiunto Malagò.

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