Tennis

Sinner sui cambi nello staff: già decisi dopo Halle, per ora non cerco sostituti e penso a Wimbledon

Dopo l'addio al manager nello scorso marzo, il pusterese numero uno al mondo ha annunciato negli ultimi giorni la fine della collaborazione con il preparatore atletico Marco Panichi e il fisioterapista Ulises Badio
IL GIALLO I due non erano presenti a Londra con il team di Jannik

ROMA. "Non c'è una ragione specifica e vi posso assicurare che non è accaduto nulla di eclatante. Credo ci siano solo dei momenti in cui si deve fare qualcosa di diverso". Così Jannik Sinner al media day di Wimbledon ha spiegato i motivi dei cambi nel suo staff.

"Era una cosa già decisa da tempo - ha detto il n.1 al mondo -. Finora mi sono sempre trovato bene e abbiamo fatto grandi cose, ma ho voluto fare qualcosa di differente e ora sono curioso di sapere cosa accadrà a Londra nelle prossime due settimane. Ho deciso di cambiare dopo Halle".

Dopo il cambio manager dello scorso marzo, Jannik Sinner ha annunciato negli ultimi giorni la fine della propria collaborazione con il preparatore atletico Marco Panichi ed il fisioterapista Ulises Badio.

Entrambi erano entrati nel gruppo del campione azzurro al posto di Umberto Ferrara e Giacomo Naldi, con cui il rapporto lavorativo era stato chiuso dopo il caso clostebol.

Panichi e Badio, dopo una lunga collaborazione con Novak Djokovic, si erano infatti uniti a Sinner a settembre del 2024.

A Wimbledon, al momento, Sinner è accompagnato dai coach Simone Vagnozzi e Darren Cahill, e dall’osteopata Andrea Cipolla, mentre si attendono comunicazioni sui nomi di chi sostituirà Panichi e Badio.

 

Ma Sinner sempre oggi ha precisato: "Al momento non abbiamo pensato a sostituti, non è il periodo adatto. Di sicuro ci sono delle possibilità, capisco che il timing sia stato strano ma avendo lavorato molto prima non subirò ora le conseguenze di questa decisione".

"Al momento non cerco nulla. Qui a Londra ho ben altro a cui pensare" ha aggiunto, spiegando cosa però ritiene fondamentale quando si lavora in gruppo.

"Innanzitutto voglio che ci sia un rapporto di fiducia sia con me che con il resto del team. Mi ispiro molto anche al lavoro di cuoco di mio padre, in cucina bisogna andare d'accordo con le persone per lavorare assieme.

Ma ora non ci voglio pensare, devo affrontare un torneo importante. A volte le cose succedono. Il timing non è il migliore, ma avendo lavorato tanto questo non dovrebbe influire tanto in questo torneo, che è speciale per me. Sono pronto per giocare, mi sto allenando bene. Non ho pensato a chi arriverà, le opzioni sono tante ma non è il momento adatto per pensare a questo".

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