Pandemia / Sport

Covid, società e atleti negativizzati sono in attesa del nuovo protocollo sul ritorno alle gare: "convalescenza" ridotta, ma il ministero prende tempo ed è caos

La Federazione medico sportiva ha inviato a Roma una settimana fa le regole sugli esami necessari per il rientro dopo la malattia: per gli under 40 che sono stati asintomantici o quasi, l'attesa prima di rifare la visita di idoneità scende da 30 a 7 giorni; per gli over 40 a 14 giorni. Ma per ora restano in vigore le norme di un anno fa, molti chiedono appuntamenti ai centri medici e fra gli atleti e le società c'è incertezza (e irritazione) sulle procedure

TRENTINO Due giorni di vaccinazioni non-stop e cinque centri hub in più

TRENTO. La Federazione medico sportiva italiana ha elaborato un nuovo protocollo "Return to play" per il rientro alle competizioni degli atleti che hanno avuto il covid: si tratta di  regole che in parte semplificano quelle, particolarmente complesse, attualmente in vigore come previsto da una circolare ministeriale del 13 gennaio 2021.

Un punto fondamentale di questa novità è la riduzione a una settimana per gli under 40 e a 14 giorni per gli over 40 (in entrambi i casi se con ciclo vaccinale completo) del periodo di sospensione fra la negatività certificata e le nuove visite sportive (vi sono poi altre categorie specifiche, per i casi completi si veda il documento qui sotto).

Ora, però, questo nuovo protocollo è da parecchi giorni al vaglio delle autorità sanitarie centrali (Istituto superiore, Comitato tecnico scientifico e ministero) col  risultato che nel frattempo, a fronte dell'impennata di contagi delle ultime settimane, si moltiplica il numero di atleti che ai vari livelli, stando alle norme vigenti, sono costretit a trenta giorni di convalescenza dopo l'attestata guarigione, prima di poter tornare alle gare.

Si moltiplicano così anche le richieste di ripetizione della visita medica per attività agonistica, uno dei requisiti per poter riprendere l'attività dopo una positività certificata.

La ripresa dei campionati, dunque, è condizionata anche da questo fattore di rigidità e di ritardo burocratico romano, malgrado i medici sportivi abbiano aggiornato le raccomandazioni, una decina di giorni fa sulla base delle evidenze scientifiche più recenti: ma senza il via libera ministeriale quelle nuove indicazioni non hanno alcun valore.

Anzi, se fossero applicate per rilasciare i certificati di ritorno all'agonismo e poi da Roma arrivasse una circolare che adotta il nuovo protocollo ma con qualche modifica, si rischierebbe di invalidare tutte le visite effettuate nel frattempo sulla base della versione originaria del protocollo.

Così, nell'attesa, aumentano giorno dopo giorno, anche in Trentino, gli atleti e le relative società sportive che non sanno esattamente come procedere, mentre le scadenze agonistiche si avvicinano e le "rose" degli idonei si assottigliano.

Ora le società sportive, così come i rappresentanti dei medici sportivi, stanno sollecitando il ministero affinché proceda con la formalizzazione delle nuove regole, per evitare una paralisi nel mondo dello sport di base.

Scrive in una nota la Federazione medico sportiva italiana per presentare il nuovo impianto diagnostico: "In qualità di Federazione medica del CONI e unica Società Scientifica riconosciuta per la Medicina dello Sport dal Ministero della Salute, ha elaborato il nuovo protocollo “Return To Play” per la ripresa dell’attività sportiva per gli atleti risultati positivi e guariti dal Covid-19.

Il protocollo è stato aggiornato in base alle più recenti evidenze medico-scientifiche in relazione all’infezione da SARS-CoV-2, che dimostrano come le complicanze cardiache (in particolare, la mio-pericardite) siano rare nei giovani atleti e si risolvano in genere favorevolmente in tempi relativamente brevi, anche in considerazione del fatto che gli atleti sono soggetti sani, essendo stati sottoposti periodicamente a screening per idoneità agonistica ai sensi della legislazione italiana. Il documento, in linea con le più recenti decisioni assunte dal Governo contro la diffusione dei contagi da Covid-19, tiene conto del mutato contesto sanitario nazionale e dell’avanzamento della campagna vaccinale.

L’obiettivo, in accordo con il CONI, è quello di favorire la ripresa dell’attività sportiva dopo infezione da SARS-CoV-2 in condizioni di sicurezza per l’atleta, senza ulteriore aggravio del Sistema Sanitario Nazionale -già molto impegnato nella gestione dell’emergenza pandemica- e limitando gli esami diagnostici necessari e, di conseguenza, i costi a carico delle famiglie.

Sono stati, perciò, identificati i soli approfondimenti diagnostici essenziali, circoscritti in relazione all’età, alla presenza o meno di patologie individuate come fattori di rischio, allo status vaccinale, oltreché allo stadio clinico della malattia, nel massimo rispetto della tutela della salute degli atleti.

Il presente documento ha valenza scientifica, in quanto position statement della FMSI, società scientifica riconosciuta per la Medicina dello Sport dal Ministero della Salute.

L’aspetto legislativo rimane di competenza del Ministero della Salute, a cui tale documento è stato inoltrato, unitamente al Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Comitato Olimpico Nazionale Italiano".

Ecco il nuovo protocollo che, se accolto dal ministero, sostituirà quello introdotto dalla circolare di un anno fa.

RITORNO ALL’ATTIVITÀ SPORTIVA AGONISTICA IN ATLETI COVID-19 POSITIVI GUARITI.

La Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), in qualità di Società Scientifica riconosciuta dal Ministero
della Salute, tenuto conto delle vigenti normative, linee-guida e raccomandazioni applicabili in materia di
idoneità all’attività sportiva agonistica in atleti che abbiano contratto infezione da SARS-CoV-2, considerata l’evoluzione del quadro epidemiologico e clinico dell’infezione stessa e analizzata l’ampia letteratura scientifica nazionale e internazionale inerente alla problematica, ha elaborato il presente documento.

PREMESSE
La FMSI, nell’affermare l’utilità del protocollo sino ad ora in vigore ai fini della tutela della salute degli atleti, ne ha aggiornato i contenuti sulla base delle più recenti evidenze scientifiche, tenendo conto precipuamente delle seguenti considerazioni:
1) vi sono forti evidenze in letteratura che dimostrano come le complicanze cardiache (in particolare, la

mio-pericardite) siano rare nei giovani atleti e si risolvano in genere favorevolmente in tempi
relativamente brevi, anche in considerazione del fatto che gli atleti sono soggetti sani, essendo stati
sottoposti periodicamente a screening per idoneità agonistica ai sensi della legislazione italiana;

2) l’esperienza clinica attuale rileva un numero assai minore che in precedenza di quadri da infezione SARS-
CoV-2 da moderati a severi e critici, in particolare nei giovani e giovanissimi atleti;

3) molteplici studi epidemiologici hanno evidenziato come la grande maggioranza degli atleti giovani e
giovanissimi, specie quelli risultati positivi all’infezione nell’ambito di uno screening scolastico o sportivo,
sviluppi un quadro clinico paucisintomatico o del tutto asintomatico.

La FMSI sottolinea inoltre, in riferimento all’attuale contesto sanitario, la validità di quanto espresso in una circolare del Ministero della Salute: “I primi dati sull’efficacia dei vaccini nei confronti della variante Omicron suggeriscono che la stessa sarebbe in grado di ridurre l’efficacia dei vaccini nei confronti dell’infezione, della trasmissione e della malattia sintomatica, soprattutto in chi ha completato il ciclo di due dosi da più di 120 giorni. La terza dose riporterebbe, tuttavia, l’efficacia dei vaccini a livelli comparabili a quelli contro la variante Delta conferendo una buona protezione nei confronti della malattia grave. Per tali ragioni è opportuno promuovere la somministrazione della terza dose di richiamo (“booster”)” (Circolare della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute prot. n. 60136 del 30/12/2021, recante “Aggiornamento sulle misure di quarantena e isolamento in seguito alla diffusione a livello globale dellanuova variante VOC SARS-CoV-2 Omicron”).

Ciò premesso, occorre ribadire che nella valutazione degli atleti guariti dalla malattia è indispensabile

identificare le possibili conseguenze della stessa sui vari organi ed apparati, soprattutto cardiovascolare e
respiratorio, tenendo in considerazione anche gli effetti del decondizionamento conseguente alla malattia.

INDICAZIONI GENERALI

Il medico valutatore, specialista in Medicina dello Sport, ai fini del primo rilascio o del rinnovo dell’idoneità
sportiva, ovvero nei casi di infezione da SARS-CoV-2 sopraggiunta in corso di validità della certificazione alla
pratica dell’attività sportiva agonistica, ai fini della ripresa dell’attività sportiva, dovrà differenziare gli atleti
in:

A. Atleti Covid-19+ (positivi) accertati e con guarigione accertata, secondo la normativa vigente.

A giudizio del medico valutatore, gli atleti saranno suddivisi a loro volta, secondo la classificazione del
National lnstitutes of Health e riportata anche nella Circolare del Ministero della Salute del 30/11/2020
recante “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2” (Tabella 1), in:

A.1 Atleti che abbiano presentato “Infezione asintomatica o paucisintomatica (presintomatica in Tabella
1)” o “Malattia lieve” e che comunque non siano ricorsi a ricovero ospedaliero e/o terapie antibiotiche,
cortisoniche o epariniche a causa di infezione da SARS-CoV-2;

A.2 Atleti che abbiano presentato “Malattia moderata” o che comunque siano ricorsi a ricovero
ospedaliero e/o terapie antibiotiche, cortisoniche o epariniche a causa di infezione da SARS-CoV-2;

A.3 Atleti che abbiano presentato “Malattia severa” o “Malattia critica”.

B. Atleti Covid-19- (negativi) e atleti asintomatici (non testati) nel periodo della pandemia.
Nel gruppo A1, è necessaria la valutazione dell’atleta in relazione all’età (atleti sotto i 40 anni oppure sopra

i 40 anni compiuti), alla presenza o meno di patologie individuate come fattori di rischio cardiovascolare (ad esempio diabete, ipertensione, ipercolesterolemia), allo status vaccinale.

Per tali atleti è necessario, oltre alla visita medica effettuata dallo specialista in Medicina dello Sport, un
approfondimento con i seguenti esami diagnostici:

1. ECG basale;

2. Test da sforzo con monitoraggio elettrocardiografico continuo (anche con step-test) sino al
raggiungimento almeno dell’85% della FC max, per gli atleti sotto i 40 anni e con anamnesi negativa
per patologie individuate come fattori di rischio cardiovascolare; oppure

Test ergometrico incrementale massimale con monitoraggio elettrocardiografico, per gli atleti sopra
i 40 anni e/o per gli atleti con anamnesi positiva per patologie individuate come fattori di rischio
cardiovascolare.

I summenzionati esami vanno eseguiti:

. non prima che siano trascorsi 7 giorni dall’avvenuta guarigione da SARS-CoV-2 accertata secondo la
normativa vigente per gli atleti sotto i 40 anni, con anamnesi negativa per patologie individuate come fattori di rischio cardiovascolare e che abbiano ricevuto la dose booster, ovvero abbiano completato il ciclo vaccinale primario nei 120 giorni precedenti, ovvero siano guariti da infezione da SARS-CoV-2 nei 120 giorni precedenti;
oppure

. non prima che siano trascorsi 14 giorni per gli atleti sopra i 40 anni, per gli atleti con anamnesi
positiva per patologie individuate come fattori di rischio cardiovascolare e per gli atleti che non abbiano
ricevuto la dose booster, ovvero non abbiano completato il ciclo vaccinale primario nei 120 giorni precedenti, ovvero non siano guariti da infezione da SARS-CoV-2 nei 120 giorni precedenti.

Acquisita l’idoneità o l’attestazione di “Ritorno all’attività”, l’atleta potrà riprendere gradualmente gli
allenamenti e/o l’attività, sotto l’attento controllo del Medico sociale e/o del Responsabile sanitario della
società sportiva.

Per gli atleti professionisti e gli atleti d’interesse nazionale e internazionale appartenenti al gruppo A1, è

necessaria l’esecuzione di una visita medica effettuata dallo specialista in Medicina dello Sport integrata
obbligatoriamente con i seguenti approfondimenti diagnostici:

1. ECG basale;

2. Test ergometrico incrementale massimale con monitoraggio elettrocardiografico;

3. Ecocardiogramma Color Doppler.

I summenzionati esami possono essere eseguiti immediatamente a seguire l’avvenuta guarigione da SARS- CoV-2 accertata secondo la normativa vigente.

Qualora un atleta dilettante intenda, per motivi agonistici di livello nazionale o internazionale, ridurre il
periodo intercorrente tra l’avvenuta guarigione e l’esecuzione degli esami, potrà adottare il protocollo
valevole per i professionisti.

Nel gruppo A2 e A3, data l’assenza di una solida evidenza scientifica circa la prevalenza e la gravità di
eventuali complicanze a carico dei vari organi e apparati, è necessario integrare gli esami previsti dalle
normative per la certificazione alla pratica della specifica disciplina sportiva con gli approfondimenti
diagnostici di seguito dettagliati, non prima comunque che siano trascorsi 30 giorni dall’avvenuta guarigione, come indicato nella Circolare della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute prot. n. 1269 del 13/01/2021 recante “Idoneità all’attività sportiva agonistica in atleti non professionisti Covid-19 positivi guariti e in atleti con sintomi suggestivi per Covid-19 in assenza di diagnosi da SARS-CoV-2”.

Nel gruppo A2, oltre alla visita medica effettuata dallo specialista in Medicina dello Sport, sono necessari i
seguenti approfondimenti diagnostici:

1. Test ergometrico incrementale massimale con monitoraggio elettrocardiografico e valutazione della
saturazione di O2 a riposo, durante e dopo il test;

2. Ecocardiogramma Color Doppler;

3. ECG Holter 24hr. Inclusivo di una seduta di allenamento o di sforzo;

4. Esame spirometrico con determinazione di: capacità vitale forzata (FVC), volume espiratorio forzato al
primo secondo (FEV-1), indice di Tiffenau, picco di flusso espiratorio e flussi a volumi intermedi e massima
ventilazione volontaria (MVV); tali esami spirometrici dovranno essere effettuati anche per gli sport della
Tabella A;

5. Esami ematochimici (Emocromo completo, ALT/AST, Gamma GT, Creatininemia, CPK isotipi cardiaci, LDH,
PT/PTT, INR, Elettroforesi proteica, PCR, Ferritina, Esame urine completo).

Nel gruppo A3 (soggetti con malattia severa o critica, molto rari nella popolazione sportiva in generale e
rarissimi in quella giovanile), oltre alla visita medica effettuata dallo specialista in Medicina dello Sport, sono
necessari gli approfondimenti diagnostici previsti per il gruppo A2 integrati con il Cardiopulmonary Exercise
Test (CPET).

È facoltà del medico valutatore richiedere, per gli atleti appartenenti ai gruppi A2 e A3, un’ulteriore visita
dello specialista di branca competente in base al coinvolgimento d’organo.

Qualora nel corso della visita medica e/o da quanto emerso dalla documentazione esaminata il medico
valutatore ne ravvisi la necessità, ha facoltà, inoltre, di richiedere per gli atleti di ciascun gruppo (A1, A2 e
A3) ulteriori accertamenti (a titolo esemplificativo: ECG dinamico Holter, diagnostica per immagini
polmonare, esami ematochimici, valutazione cardiopolmonare integrata durante test ergometrico
incrementale massimale, etc.).

A tale scopo sono stati emanati dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, unitamente alla SIC Sport e
all’ANCE, all’ANMCO e alla SIC, specifici protocolli quali, in particolare, i Protocolli Cardiologici per il Giudizio di Idoneità allo Sport Agonistico.

Una volta ultimato l’iter di esami, il medico valutatore, rilascerà:

1. in caso di primo rilascio/rinnovo periodico della visita medica, il “certificato di idoneità alla pratica
dello sport agonistico
”;

2. in caso di sopraggiunta infezione da SARS-CoV-2 con certificazione in corso di validità, l’“attestazione
di ritorno all'attività (Return to Play)”
come da Allegato C (da conservare in copia nella scheda
valutativa dell’atleta, unitamente alle risultanze della visita medica e degli accertamenti eseguiti).

L’esecuzione della visita medica finalizzata al “Return To Play” deve essere effettuata da uno specialista in
Medicina dello Sport, preferibilmente lo stesso che ha concesso la precedente idoneità alla pratica della
attività sportiva agonistica e preferibilmente presso la stessa struttura di Medicina dello Sport presso la quale sia stata effettuata la visita medico sportiva finalizzata al rilascio del detto certificato, così da poter valutare la cartella clinica in senso longitudinale e confrontare gli approfondimenti diagnostici eseguiti.

Nel gruppo B gli Atleti dovranno effettuare gli accertamenti sanitari previsti dalla normativa ai fini
dell’eventuale riconoscimento dell’idoneità, nonché ulteriori esami specialistici e strumentali richiesti dal
medico valutatore su motivato sospetto clinico.

Si ritiene che per gli atleti che non siano risultati positivi e per gli atleti positivi guariti già sottoposti a “Return
To Play” si debba procedere all’effettuazione della visita di idoneità nel rispetto della scadenza naturale della precedente certificazione, adottando il protocollo standard sport-specifico. Per gli atleti positivi guariti già
sottoposti a “Return To Play” che presentano una nuova positività da reinfezione, si ritiene che debbano
essere considerati come nuovi positivi e, quindi, debbano effettuare nuova procedura di “Return To Play”.

Si ricorda, infine, che tutti gli atleti al termine della visita dovranno sottoscrivere il documento denominato
“Allegato A” (da conservare in copia nella scheda valutativa dell’atleta). Qualora l’infezione da SARS-CoV-2
sopraggiunga in corso di validità della certificazione di idoneità alla pratica dello sport agonistico, l’atleta è tenuto ad informare - oltre che il proprio Medico di Medicina Generale o il Pediatra di Libera Scelta - il Medico Sociale della Società/Federazione Sportiva Nazionale/Ente di Promozione Sportiva/Disciplina Sportiva
Associata e, ad avvenuta guarigione, a trasmettere al medico specialista in Medicina dello Sport o alla
Struttura di Medicina dello Sport certificatori dell’idoneità in corso il modulo allegato denominato “Allegato
B” (da conservare in copia nella scheda valutativa dell'atleta), affinché possa essere valutata l’opportunità di procedere al rilascio dell’attestazione di “Ritorno all’attività”.

Il presente documento ha valenza scientifica, in quanto position statement della FMSI, società scientifica
riconosciuta per la Medicina dello Sport dal Ministero della Salute. L’aspetto legislativo rimane di competenza del Ministero della Salute, a cui tale documento è stato inoltrato, unitamente al Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

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