Giomi: «Sono contrario all’eventuale rientro dell’atletica russa alle Olimpiadi di Rio»

«L’eventuale rientro dell’atletica russa alle Olimpiadi di Rio? Sono contrario». È il parere del presidente della Fidal, Alfio Giomi, sull’eventuale riabilitazione dell’atletica russa verso i prossimi Giochi di Rio 2016 a seguito dei ripetuti scandali di doping. «Vedo quanto siamo attenti noi a tutto - spiega Giomi a margine di un evento andato in scena al Foro Italico -, probabilmente in Russia, da quello che sappiamo e vediamo, non ci sono le condizioni per un loro rientro. Noi naturalmente non votiamo, però ci sembra che francamente la strada da dover percorrere sia un pochino più lunga di quella che si pensa debba essere».

Secondo Giomi, «che il problema non fosse il doping nell’atletica - conclude - è il segreto di pulcinella e c’è chi ha fatto finta di non vederlo. Il doping è un problema universale che riguarda tutto lo sport. L’atletica ha il torto di averlo contrastato con più forza perchè quanto fatto dall’atletica non lo hanno fatto tutti. Poi la Iaaf (del passato, ndr) ha tutte le sue colpe e non basta mai perchè si può sempre fare meglio, ma l’atletica la sua parte l’ha fatta».

Poi Giomi ha parlato della situazione dell’atletica italiana, in particolare di Alex Schwazer e del testo che il marciatore ha svolto, il 13 marzo scorso, sotto la supervisione dei tecnici della Federatletica dopo essere entrato negli ultimi due mesi di squalifica per doping. «Abbiamo semplicemente visto un allenamento di Schwazer sul percorso in cui si allena sempre e lo abbiamo valutato. I risultati sono quelli di un atleta che dimostra di essere sulla strada per tornare ad essere quello che ha vinto l’oro nel 2008». Risultati incoraggianti in vista della prossima Coppa del mondo di marcia che si svolgerà a Roma il 7 e 8 maggio e che vedrà l’altoatesino, oro a Pechino nella 50 chilometri, andare in cerca del pass per le Olimpiadi di Rio 2016. «Sarà la strada a dire se questa è anche la realtà - sentenzia Giomi -, lo sarà per lui e per tutti gli altri nostri marciatori che quel giorno saranno schierati in campo e che si giocheranno il posto per l’Olimpiade. Siamo convinti che non ci sarà solo Schwazer da guardare ma anche dei giovani meno conosciuti al grande pubblico, ma che sono sulla strada per rinverdire la marcia italiana. A Schwazer diamo il giusto peso in relazione alle tantissime cose che facciamo e a tutti i successi aggiungerei anche il 20% di aumento dei tesserati rispetto al 2012».


Quanto ai possibili malumori degli altri atleti nei confronti di un possibile rientro di Schwazer nella squadra azzurra, Giomi è chiaro: «In questo momento l’impegno più grande degli atleti italiani è prepararsi al meglio per Rio. Poi ognuno avrà i suoi sentimenti personali e appartengono alla sfera personale e privata che è giusto che ognuno abbia. Noi non abbiamo nessun ruolo in questo senso».

Presente alla Coppa del mondo di marcia a Roma ci sarà anche Giuseppe Fischetto, principale accusatore di Schwazer nel processo penale a Bolzano, nelle vesti di delegato antidoping della Iaaf: «Una coincidenza», tende a sottolineare Giomi.
«Nell’ambito della Iaaf - spiega ancora il presidente della Federatletica - Fischetto continua a ricoprire il ruolo che aveva prima e in questa veste è stato più volte delegato antidoping della Iaaf. È comunque una persona seria, professionale e rispettosa di tutti. Quindi non credo che il fatto che ci sia lui possa avere alcun significato particolare.
Non ci vedo nulla di strano».

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