Italia

Fino a 3mila euro al mese: il "caro Rsa" strangola le famiglie dei malati di Alzheimer

Mario Possenti, segretario generale della Federazione italiana Alzheimer, conosce bene il dramma quotidiano di queste famiglie: alla Helpline Pronto-Alzheimer arrivano ogni giorno chiamate disperate

MILANO. Fino a 74mila euro per un ricovero in residenza sanitaria assistenziale, con rette che possono arrivare a 3mila euro al mese. È il conto che le famiglie italiane si trovano ad affrontare quando un loro caro viene colpito da Alzheimer o da un'altra forma di demenza grave: 2.242 euro al mese di retta media, per una degenza che dura in media 33 mesi. I conti sono presto fatti, e le famiglie si trovano troppo spesso sole a farli. Un peso economico insostenibile, aggravato da liste d'attesa che in quasi la metà dei casi superano l'anno, e da un sistema normativo che lascia troppe zone d'ombra su chi debba farsi carico dei costi.

A fare chiarezza, almeno in parte, ci sta provando la magistratura. La sentenza n. 233/2025 della Corte d'Appello di Trento ha riconosciuto il diritto di un'erede alla restituzione di oltre 162mila euro versati per la degenza di un familiare, comprensivi di interessi e spese legali per tutti i gradi di giudizio. Un caso emblematico che si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, confermato anche dalle Corti d'Appello di Firenze e Milano: quando le prestazioni erogate in Rsa risultano inscindibilmente integrate con l'assistenza sanitaria, come accade nelle demenze gravi, i costi devono essere sostenuti dal Servizio sanitario nazionale.

Il nodo è tutto qui. La legge distingue tra componente "sanitaria" della retta — a carico del Ssn — e componente "sociale", legata all'assistenza residenziale, che ricade invece sulle famiglie. Ma nella pratica, per un paziente con Alzheimer avanzato, questa distinzione è spesso artificiosa. «L'evoluzione giurisprudenziale sta progressivamente chiarendo che, in presenza di patologie neurodegenerative, la distinzione tra componente sanitaria e assistenziale perde rilevanza», spiegano i legali del network Consulcesi & Partners.

In Italia le persone con demenza sono oggi oltre 1,4 milioni, secondo il rapporto The Prevalence of Dementia in Europe 2025 di Alzheimer Europe, e il numero è destinato a crescere. Le circa 13mila Rsa presenti sul territorio nazionale offrono complessivamente 430mila posti letto, concentrati soprattutto al Nord, ma nessuno sa con certezza quante strutture siano effettivamente attrezzate per accogliere pazienti con demenza.

Mario Possenti, segretario generale della Federazione italiana Alzheimer, conosce bene il dramma quotidiano di queste famiglie: alla Helpline Pronto-Alzheimer arrivano ogni giorno chiamate disperate. «I ricorsi non sono la soluzione», dice però con nettezza. «Non si può pensare di andare avanti a colpi di sentenze. Chiediamo una legge nazionale che faccia ordine.» Solo alcune regioni del Nord rimborsano fino al 50% della quota sociale della retta; in molte altre non è previsto alcun aiuto.

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