Tumore del seno, in Italia la mortalità ridotta del 6% in cinque anni
"Anche il trattamento chirurgico - sottolinea Samuele Massarut, direttore dell'oncologia chirurgica senologica del Cro di Aviano e coordinatore della Rete senologica del Friuli Venezia Giulia - è diventato nel tempo sempre più personalizzato e meno invasivo"
UDINE. In Italia si conferma il calo dei decessi per tumore della mammella, la neoplasia più diffusa nella popolazione femminile. Grazie alla progressiva diffusione dei programmi di diagnosi precoce e ai continui avanzamenti terapeutici, la mortalità si è ridotta di circa il 6% nell'arco di cinque anni. Oggi la sopravvivenza netta a cinque anni supera l’88% a livello nazionale. Inoltre, i dati mostrano che nelle forme diagnosticate in stadio iniziale la sopravvivenza a cinque anni supera il 95%, con un miglioramento costante anche nelle fasi più complesse della malattia. In questo contesto si apre a Udine la 23/esima edizione di "Focus sul carcinoma mammario", convegno nazionale che da oltre vent'anni rappresenta un appuntamento di riferimento per l'aggiornamento scientifico e clinico sulla patologia.
"Ogni anno in Italia i nuovi casi di tumore della mammella sono oltre 53.000, di cui circa 1.300 in Friuli Venezia Giulia ", afferma Fabio Puglisi, professore ordinario di oncologia medica dell'Università di Udine e direttore del dipartimento di oncologia medica dell'Irccs Cro di Aviano. "I progressi degli ultimi anni - prosegue - hanno portato a risultati molto incoraggianti: oggi la sopravvivenza netta a cinque anni supera l'88% a livello nazionale e si mantiene su valori analoghi anche nella nostra regione".
"Nel tumore della mammella in fase precoce - sottolinea Lucia Del Mastro, docente ordinaria e direttrice della Clinica di oncologia medica dell'Irccs Ospedale Policlinico San Martino, Università di Genova - si è consolidato il ruolo degli inibitori CDK4/6 in associazione alla terapia endocrina, con una significativa riduzione del rischio di recidiva e un beneficio anche in termini di sopravvivenza".
"Ulteriori informazioni fondamentali - prosegue Puglisi - provengono dalle analisi condotte direttamente sul tessuto tumorale mediante Next Generation Sequencing, una tecnologia che consente di indirizzare la scelta terapeutica verso trattamenti sempre più mirati e personalizzati".
"Anche il trattamento chirurgico - sottolinea Samuele Massarut, direttore dell'oncologia chirurgica senologica del Cro di Aviano e coordinatore della Rete senologica del Friuli Venezia Giulia - è diventato nel tempo sempre più personalizzato e meno invasivo".