Sanità

Col picco d’influenza, esauriti i posti letto in ospedale

Il primario Lanzafame: «Colpiti soprattutto bambini e over 65, ma il livello di incidenza in Trentino in questo momento è tra i più bassi d’Italia». Gli esperti ribadiscono che, nonostante la comparsa anche di sintomi gastrointestinali, la gestione dell'influenza rimane in gran parte simile a quella delle stagioni precedenti

di Patrizia Todesco

TRENTO. «Il livello di incidenza della 51ª settimana, quella che va dal 15 al 21 dicembre, è stato tra i più bassi d'Italia, il 9,8 per mille rispetto al 17,1 in Italia e la maggior parte dei casi si sono registrati in età pediatria o tra gli over 65. Dovremmo essere al picco. Mentre lo scorso anno era stato a metà gennaio, quest'anno, come già era avvenuto nella stagione 2023/2024, c'è stato un anticipo e la curva dovrebbe aver toccato il suo massimo», spiega il professor Massimo Lanzafame, primario di Malattie infettive al S. Chiara.

Incidenza bassa, ma la pressione sull'ospedale S. Chiara in queste settimane di dicembre si è fatta sentire. «Ci sono stati 180 accessi per influenza al S. Chiara nel mese di dicembre - conferma Lanzafame - e questo tra accessi al Pronto soccorso e ricoveri nei vari reparti, soprattutto in geriatria, medicina e pneumologia». In questi reparti si è registrato il tutto esaurito di posti letto con necessità, in alcuni casi, di ricoverare i pazienti in altri ospedali di valle.

«Fortunatamente il numero di pazienti gravi è limitato. Uno in medicina ad alta intensità, due in rianimazione e altri che hanno avuto necessità di supporto respiratorio in pneumologia», dice Lanzafame. «Il problema è che questi pazienti spesso devono essere isolati dagli altri e quindi le stanze si esauriscono velocemente. Per questo è importante la vaccinazione, per limitare la circolazione del virus anche se quest'anno il vaccino preparato non conteneva il sottotipo che sta circolando ora, la variante K, e quindi il vaccino aiuta a ridurre il rischio di ospedalizzazione e morte, ma frena meno la circolazione del virus».

Per il primario Lanzafame non siamo comunque di fronte ad un'emergenza. «Si tratta di una situazione che si verifica ogni anno in questo periodo, quest'anno in anticipo rispetto ai tempi ma questo vuol dire che probabilmente in gennaio le cose andranno meglio», assicura. Gran lavoro anche in pediatria e neonatologia.

«In neonatologia abbiamo avuto qualche caso di piccoli che hanno avuto bisogno di supporto respiratorio maggiore e in pediatria ci sono stati parecchi ricoveri per influenza ma nulla di particolarmente grave», spiega il primario Massimo Soffiati. Oltre ai casi in cui è necessario il ricovero, questa influenza sta dando parecchio lavoro anche a pediatri e medici di medicina generale in quanto si è rivelata molto aggressiva, con febbre alta che dura anche 4-5 giorni. Inoltre la caratteristica di questa variante è che risulta essere molto contagiosa e quindi spesso, a finire a letto, è l'intera famiglia.

Gli esperti ribadiscono che, nonostante la comparsa anche di sintomi gastrointestinali, la gestione dell'influenza rimane in gran parte simile a quella delle stagioni precedenti: è fondamentale il riposo, l'idratazione e l'uso di farmaci sintomatici per febbre e dolori, oltre alla vaccinazione anche se in questo caso il consiglio è ormai valido per il prossimo anno.

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