Raggi prescritti dagli infermieri, si cambia: esultano i tecnici di radiologia
La richiesta di chi contestava il provvedimento (in particolare l'Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche) era di ritirare la delibera: tecnicamente non viene ritirata ma sostituita, ma comunque l'obiettivo è raggiunto
TRENTO. La Provincia va avanti, ma cambia rotta. Il progetto per permettere anche agli infermieri di triage del Pronto soccorso di richiedere radiografie in situazioni di traumi minori e secondo protocolli condivisi non viene accantonato, ma viene rivisto. La richiesta di chi contestava il provvedimento (in particolare l'Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche) era di ritirare la delibera: tecnicamente non viene ritirata ma sostituita, ma comunque l'obiettivo è raggiunto.
«Con decisa soddisfazione apprendiamo che la Giunta provinciale ha deciso di rivedere e sostituire la delibera», esulta il consiglio direttivo dell'Ordine dei tecnici di Trento. Al tempo stesso, però, l'idea viene portata avanti e la Provincia spera di poter trovare la quadra del progetto.
Nel nuovo documento presentato dall'assessore Mario Tonina e approvato dalla giunta, si legge che «abbiamo ritenuto le contestazioni meritevoli di considerazione e tali da suggerire la nuova proposta di progetto» ma «considerato che questa nuova proposta di progetto può rappresentare una risposta concreta alla necessità di rendere l'assistenza nei Pronto Soccorso più tempestiva ed efficace e considerato il parere positivo già espresso dall'Ordine dei Medici di Trento e dall'Ordine delle Professioni Infermieristiche», porteremo avanti un nuovo progetto «demandando al competente Dipartimento Salute l'invio e la presentazione della nuova proposta ai competenti tavoli nazionali e interregionali interessati, al fine di trovare condivisione rispetto alla finalità dell'intervento e alle possibili soluzioni di attuazione».
Insomma, una sorta di pit stop, necessario per accogliere le contestazioni e rivedere alcuni aspetti, ma nella volontà di trovare una soluzione e - alla fine del nuovo percorso di condivisione - arrivare all'operatività. E quindi a far prescrivere i raggi agli infermieri del Pronto soccorso. Chiaramente viene da pensare che polemiche, contestazioni, minacce di risolvere la questione nei tribunali, si sarebbero potute evitare affrontando prima di pubblicare la delibera alcune questioni, considerato che il documento era comunque frutto di un lungo percorso di confronto. Ma ormai, come si dice, inutile piangere sul latte versato. Il risultato, in fin dei conti, mette tutti d'accordo: chi contestava è soddisfatto e chi spingeva per il progetto è soddisfatto perché comunque si va avanti.
Certo, i tempi si dilatano, ma prima o poi si arriverà a rendere operativa l'idea. Tornando all'Ordine dei tecnici di radiologia, il direttivo aggiunge: “La nuova delibera prevede un progetto da condividere e questo ci sembra l'approccio corretto: ne parleremo nelle sedi opportune, anche nazionali. Siamo favorevoli al task shifting, ma solo se diventa un'opportunità che possa rispettare l'area di competenza di tutti i professionisti e non solo per il personale infermieristico. Etica e deontologia insegnano anche questo. Ci siamo mossi solo per il bene dei cittadini ed in favore della loro salute, per la radiodiagnostica fare prima non sempre significa fare meglio in termini di salute. Non bisogna dimenticare che l'attenta valutazione clinica del paziente rappresenta sempre la migliore strategia di radioprotezione”.
”Riprendiamo il tema lavorando insieme nel rispetto reciproco e imparando dagli errori. Ringraziamo l'Assessore Tonina per l'assoluta correttezza e per aver rispettato quanto precisato in riunione; abbiamo sospeso la vertenza legale fidandoci e abbiamo fatto bene. Lavorare onestamente paga e da i frutti. Coloro che ci hanno avvertito di non reagire di pancia e che la sperimentazione era decisa e giusta, ora dovranno ricredersi e ammettere che la partecipazione deve essere concreta e non solo a parole”.
L'Ordine chiude con una tirata di orecchie all'Azienda sanitaria: “Sappiamo che in Azienda sanitaria ci sono delle situazioni dove gli infermieri prescrivono esami radiologici in assoluta irregolarità, finora abbiamo arginato chiedendo di ripetere la richiesta, ma Apss deve garantire di fare qualcosa per rientrare da questa difformità che non prevede valutazione giustificativa e non garantisce appropriatezza, oltre che essere abuso della professione medica. Incidente a parte, noi siamo pronti per lavorare insieme”.