Salute

Allarme diabete giovanile, ogni anno in Trentino 20 nuovi casi

Il presidente dell’associazione Diabete giovanile: “La tecnologia aiuta, oggi con lo smartphone si può tenere controllato il livello glicemico in tempo reale senza più la necessità di pungersi. Con le doverose attenzioni del caso, un bambino con diabete può vivere una vita in linea con quella della popolazione generale”

TRENTO. «Ancora oggi per molti genitori è difficile comprendere che il proprio bambino, colpito da diabete, è ancora lui, non cambia la persona che è e le possibilità che avrà nella vita». Sono le parole che Giorgio Cesari, presidente dell'Associazione Diabete Giovanile del Trentino, ha scambiato con noi a margine dell'assemblea al Muse. Parole che fanno emergere come la diagnosi di diabete nel proprio figlio sia ancora un trauma difficile da elaborare.

«Ogni anno ci sono una ventina di nuove diagnosi in Trentino, che avvengono solitamente all'inizio dell'età scolare, attorno ai sei anni, ma diventano più frequenti le diagnosi precoci, fin dai sei mesi o un anno di vita, - ha indicato Cesari - Le cause di questa condizione non sono ancora del tutto chiare, c'è probabilmente una familiarità, ma è frequente che il diabete emerga dopo un'infezione, un'influenza, che porta il sistema immunitario ad attaccare le cellule del pancreas che producono insulina».

Il tipico meccanismo delle patologie autoimmuni. «I primi segnali sono una grande sete, anomala, un continuo bisogno di fare pipì e una sensazione di stanchezza. Capita che il medico dica ai genitori di far riposare il bambino e di rinvigorirlo con acqua e zucchero, ma questo allontana il momento della diagnosi, che in realtà è molto rapida. Basta un test del sangue per appurare se il bambino è diabetico», ha sottolineato Cesari che indica come la qualità della vita di un bambino con diabete sia molto migliorata: «La tecnologia aiuta, oggi con lo smartphone si può tenere controllato il livello glicemico in tempo reale senza più la necessità di pungersi. Con le doverose attenzioni del caso, un bambino con diabete può vivere una vita in linea con quella della popolazione generale».

È fondamentale che nella gestione delle necessità del bambino siano coinvolte le scuole e su questo sono stati fatti significativi passi avanti: «Generalmente le scuole sono attrezzate per gestire i momenti di emergenza, - evidenzia Cesari - Anche noi come associazione interveniamo nelle scuole per formare i docenti e per parlare con le scolaresche, laddove ci chiamano. Certo, si può sempre migliorare, serve informazione».

Nel corso dell'assemblea, il presidente ha delineato il bilancio delle iniziative portate avanti nell'ultimo anno: con novanta soci, circa duecento nuclei seguiti attraverso il reparto dell'Ospedale Santa Chiara, un attivo a bilancio di 58mila euro e uscite per 48mila euro, le spese maggiori riguardano soprattutto i campi scuola per 33mila euro.

L'anno scorso i bambini sono stati coinvolti in diverse attività, come i campi scuola a Lignano e a Cesenatico e il torneo di calcio di Perugia. Le principali voci in attivo riguardano le donazioni pervenute grazie al 5 per mille (18mila euro), 12mila euro dai proventi dei calendari e dei mercatini, 11mila da altri enti e associazioni, 7700 euro dalla Provincia, a cui si aggiungono i contributi volontari degli associati. È scaduta la borsa di studio da 12mila euro che sosteneva l'intervento di una psicologa che affiancava i bambini.

«Si sta cercando una soluzione definitiva, - indica Cesari - L'assessore Tonina mostra sempre grande disponibilità, poi probabilmente per problemi di bilancio si fatica a concretizzare le soluzioni».

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