Pandemia / L'analisi

Covid in Trentino, con le vaccinazioni tutti i dati in calo rispetto a un anno fa

Confronto con i primi dieci giorni del novembre 2020: ricoveri giù del 91%, contagi a meno 92% e decessi scesi dell'87%. L'incidenza dei vaccini nel contenimento dell'impatto sanitario del virus è rivelata anche dal confronto della provincia con l'Alto Adige, dove a una percentuale di immunizzati inferiore corrispondono numeri ben più pesanti - LE TABELLE

COVID I dati trentini di venerdì 12 novembre
CONFRONTO A Trento più vaccini e meno ricoveri, a Bolzano viceversa
L'ALLARME Virus sinciziale nei bambini, l'infezione si diffonde anche in Trentino

di Matteo Lunelli

TRENTO. Un calo medio vicino al 90 per cento. Negli ultimi dodici mesi la pandemia Covid non ci ha abbandonato, ma è evidente che la situazione è drasticamente cambiata. A dirlo sono come sempre i numeri, oggettivi anche se interpretabili.

Abbiamo analizzato le 4 voci più importanti - e conseguenti tra loro - dell'emergenza sanitaria: i contagi, che poi portano alle ospedalizzazioni e che possono trasformarsi nei casi più gravi in ricoveri in Terapia intensiva e infine in decessi.

Il confronto tra i primi dieci giorni di novembre del 2020 e del 2021 è impietoso: in tutte e quattro le voci il calo è evidente, con una media appunto del 90%.

E cosa è cambiato in questi dodici mesi? Certo, si possono considerare fattori come i nostri comportamenti, ma è clamorosamente evidente che la differenza sia legata a un unico aspetto: la vaccinazione.

Covid, col vaccino ricoveri giù del 90%: i dati di Trentino e Alto Adige a confronto

Nell'ultimo anno il Covid non ci ha abbandonato, ma è evidente che con il vaccino la situazione è drasticamente cambiata. A dirlo sono come sempre i numeri, oggettivi anche se interpretabili, delle 4 voci più importanti dell'emergenza sanitaria: i contagi, le ospedalizzazioni, i ricoveri in Terapia intensiva e i decessi. Il confronto tra i primi dieci giorni di novembre del 2020 e del 2021 è impietoso.

Altrimenti sarebbe difficile spiegare come mai sia è passati - sempre considerando il lasso di tempo tra l'1 e il 10 novembre - da una media di 225 ricoveri Covid al giorno a 24 (meno novantuno per cento) o da 17 persone in Rianimazione a 2 (-88%) o da 39 decessi a 5 (-87%).

Certo, il virus circola ancora: la variante Delta è aggressiva e pericolosa e ci sono oltre 50 nuovi casi ogni giorno (537 totali negli ultimi dieci).

Ma anche in questo senso il confronto con un anno fa è impietoso: il calo è del 92%.

Nel 2020, infatti, in Trentino ci furono 6.500 persone contagiate (considerando ovviamente anche gli ormai famosi tamponi rapidi "fantasma" mai dichiarati ufficialmente dalla Provincia), mentre ora siamo a un dodicesimo.

I nuovi contagi, va detto, sono comunque in crescita anche in Trentino e, anche questo va detto, riguardano anche le persone vaccinate.

Su questo ultimo aspetto ad oggi, tuttavia, non possiamo essere più precisi perché non c'è uno studio o un dato provinciale sulla divisione tra positivi vaccinati e non vaccinati.

 

Tuttavia l'aspetto veramente importante riguarda i ricoveri, sia perché più alti sono maggiori sono poi i decessi, sia perché da quelli dipendono le eventuali restrizioni.

L'11 novembre 2020 negli ospedali c'erano 368 pazienti Covid. Ieri ne avevamo invece 22. Fatto il confronto 2020 e 2021 nella nostra provincia, è interessante anche dare un'occhiata agli stessi numeri in Alto Adige.

A nord di Salorno il calo rispetto a dodici mesi fa c'è, ma si attesta intorno all'80% medio nei quattro indicatori più importanti.

La differenza con il Trentino, quindi, è di circa dieci punti percentuali.

Guarda caso sono una decina anche i punti percentuali di differenza tra le due province nella copertura vaccinale: in Trentino siamo al 67% di protezione rispetto alla popolazione totale e al 77% rispetto a quella con più di 12 anni, ovvero chi può effettivamente vaccinarsi, mentre in Alto Adige le due percentuali sono più basse: 59% sul totale e 68% sugli over 12.

A Bolzano la situazione è difficile e preoccupante.

Solo ieri sono stati registrati 425 nuovi contagi, che andranno ad alzare di parecchio la media degli ultimi dieci giorni (179 casi al giorno).

Gli ospedali si stanno riempiendo e proprio ieri l'Azienda sanitaria altoatesina ha lanciato l'allarme: «Bisogna dirlo chiaramente: ogni letto Covid è un letto che manca altrove. Poi non abbiamo 400 professionisti a causa delle sospensioni.

Purtroppo, questo significa che dobbiamo rinviare numerosi interventi chirurgici non urgenti e già programmati.

Tali provvedimenti non si applicano alla chirurgia d'urgenza o alla chirurgia oncologica, che continuano ad essere garantite. Anche il cosiddetto contact tracing si sta rivelando difficile a causa dell'alto numero di casi».

Sempre l'Azienda sanitaria dell'Alto Adige ha spiegato con i numeri l'importanza della vaccinazione: «I vaccini proteggono al 75,3% dal contagio, al 92,3% dall'ospedalizzazione, al 94,8% dalla terapia intensiva e al 93,1% dalla morte. La vaccinazione rappresenta la via d'uscita da questa pandemia».

Seppur in piccola parte il messaggio è stato recepito: negli ultimi dieci giorni in Alto Adige la prime dosi sono state 1.928 (1.125 in Trentino) e le terze 5.411 (3.975 in Trentino).

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