Pandemia / I numeri

In Italia i contagi rallentano: il tasso di positività cala al 2,7% mentre continua una crescita lieve dei ricoveri

Oggi 6.599 positivi ai test e altri 24 decessi. Il monitoraggio settimanale: "L'aumento sembra aver decelerato, ma l'incidenza tende a crescere anche se più lentamente. Tutte le Regioni e Province autonome restano a rischio moderato

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ROMA. Sono 6.599 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore con 244.657 i tamponi molecolari e antigenici, secondo i dati del ministero della salute (ieri erano stati 7.230).

Sono invece 24 le vittime in un giorno (ieri erano state 27).

Il tasso di positività è del 2,7%, in calo rispetto al 3,4% di ieri. Sono 277 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, 9 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite.

Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 32 (ieri erano 25). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 2.449, 40 in più rispetto a ieri.

Si stabilizza il valore dell'Rt nazionale che rispetto a 1,57 della scorsa settimana si ferma a 1,56, mentre, secondo quanto si apprende, continua a crescere, di 10 punti, l'incidenza calcolata a ieri, passando da 58 casi ogni 100 mila abitanti a 68.

I due valori che segnano la replicabilità del contagio e la circolazione del virus, indicatori chiave per le decisioni sulle misure di contenimento, assieme ai valori di occupazione dei reparti ospedalieri, sono stati oggi all'esame della cabina di regia.

"L'Rt ha una previsione di decrescita a 1.23. Oggi siamo a 1.56, ma comunque sempre in crescita. Il numero dei casi quindi cresce anche se più lentamente. È richiesta dunque molta attenzione", ha detto il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio della cabina di regia. 

Lo stesso Brusaferro ha anche sottolineato che "la curva in Italia sta crescendo, c'è un segnale di lenta ripresa del numero di nuovi casi: c'è una crescita in molte regioni, anche se la crescita è più limitata rispetto alle settimane precedenti, e sempre la fascia 10-20 è quella più colpita e sono quasi 5mila i comuni con almeno un caso". 

"Ancora il 16-17% delle persone oltre i 60 anni non ha effettuato neppure la prima dose di vaccino". Meglio invece tra i giovani, i quali aderiscono massicciamente alla campagna vaccinale, e per i giovani adulti: si è vaccinato il 64% di coloro in età compresa fra i 20 e i 29 anni e il 60% di coloro di età compresa tra i 30 e i 39 anni. 

Oggi in conferenza stampa anche il premier Mario Draghi ha lanciato un nuovo appello ai cittadini a vaccinarsi.

"L'auspicio - ha detto ancora Brusaferro - è che tutta la popolazione scolastica nelle fasce di età raccomandate possa vaccinarsi con ciclo completo, perchè la vaccinazione è lo strumento più sicuro anche per questa fascia di popolazione. È però necessaria attenzione su tutti i momenti: si possono valutare anche attività di monitoraggio con i test".

"L'aumento sembra aver decelerato, ma l'incidenza tende a crescere anche se più lentamente rispetto al passato: quindi è bene continuare a mantenere comportamenti prudenti e misure come il green pass possono evitare in questo momento conseguenze permettendo alle attività di continuare e vivendo una estate quasi normale", ha aggiunto il direttore della prevenzione del ministero della salute, Gianni Rezza, in conferenza stampa.

"Il messaggio è positivo per l'andamento dell'Rt , c'è cauto ottimismo per la diminuzione della velocità di aumento dell'incidenza ma dall'altra parte bisogna continuare a mantenere comportamenti prudenti".

Sono tutte a rischio moderato le 21 Regioni e province autonome italiane, secondo il monitoraggio. Sedici le regioni che, secondo quanto si apprende, riportano allerte di resilienza ma nessuna riporta molteplici allerte di resilienza che potrebbero far scattare un peggioramento della condizione di rischio.

Nessuna Regione o Provincia autonoma supera questa settimana la soglia critica di occupazione dei posti letto per pazienti Covid in terapia intensiva o area medica.

Tuttavia, secondo il monitoraggio dell'Iss-ministero della salute, il tasso di occupazione in intensiva è leggermente in aumento, al 3%, con i ricoverati che passano da 189 (27/07/2021) a 258 (03/08/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta invece al 4% ed i ricoverati passsano da 1.611 (27/07/2021) a 2.196 (03/08/2021).

La variante delta del virus SarsCoV2 è ormai largamente prevalente in Italia e nell'Unione europea ed è associata ad un aumento del numero di nuovi casi di infezione anche in altri paesi con alta copertura vaccinale. 

In Italia negli ultimi 45 giorni il 69,2% dei tamponi sequenziati è risultato positivo alla variante delta, che ha superato la alfa, ferma al 17,3% e al 2 agosto il valore ha raggiunto l'85%. 

La percentuale di sequenze ascrivibili alla variante delta, è risultata pari al 2,09% ad aprile, al 7,48% a maggio, al 40,15% a giugno, al 85,66% a luglio (dati al 2 agosto 2021), con un andamento in crescita.

Per prevenire un'ulteriore diffusione, si avverte, è fondamentale il completamento dei cicli di vaccinazione, oltre a un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l'attenzione ed applicare misure e comportamenti di cautela.

Su un'eventuale terza dose del vaccino ancora Rezza dice: "È importante, come dice l'Oms, che sia reso possibile l'accesso al vaccino in tutti i Paesi, anche i più poveri, però non credo che ciò debba influenzare le scelte dei paesi che hanno vaccini a disposizione e che possono fare donazioni. Giusto valutare con attenzione le eventuali necessità legate alla terza dose. In questo momento c'è una discussione in atto e non ci sono certezze: bisogna studiare la tempistica e potrebbe essere considerata una rivaccinazione entro l'anno per persone più fragili e grandi anziani".

Va invece "valutata la terza dose per altre categorie".

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