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Premio Letterario - Francesco Gelmi di Caporiacco 2018 - VIII edizione


CERIMONIA DI PREMIAZIONE DELL’OTTAVA EDIZIONE DEL PREMIO LETTERARIO FRANCESCO GELMI DI CAPORIACCO

L’israeliano Yval Noah Harari con il romanzo “Homo Deus. Breve storia del futuro” (edizioni Bompiani) e la terna composta dallo statunitense Brian Keller Vaughan e dagli spagnoli Marcos Martín e Muntsa Vicente con il fumetto “The private eye” (edizioni Bau Publishing) sono i vincitori dell’ottava edizione del Premio Francesco Gelmi di Caporiaccio. Due i segnalati per i premi speciali della giuria: Walter Tevis con “Solo il mimo canta al limitar del bosco” (edizioni Minimum Fax) e Bruno Latour con “Tracciare la rotta” (Raffaello Cortina editori). Tema dell’edizione 2018 del premio letterario “FuturoLogica: le traiettorie delle storie di domani fra progresso e regresso”.

Si è conclusa anche l’ottava edizione del Premio letterario dedicato alla memoria di Francesco Gelmi di Caporiacco (1937-1996), editore e figura centrale del processo di rinnovamento e sviluppo della testata giornalistica l’Adige negli anni Ottanta/Novanta del secolo scorso. Come le precedenti anche quest’ultima edizione è stata promossa e sostenuta dall’Associazione culturale “Francesco Gelmi di Caporiacco”, dai giornali l’Adige, Corriere del Trentino, Corriere dell’Alto Adige e dalla rivista di studi storici Archivio trentino dell’Associazione Museo storico in Trento.

La giuria del Premio - presieduta dall’insigne filologo, storico e saggista Luciano Canfora e composta da Edoardo Barbieri, ordinario di Storia del libro e dell’editoria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Gianmario Baldi, direttore della Biblioteca civica “G. Tartarotti” di Rovereto, Brunamaria Dal Lago Veneri, scrittrice e critica letteraria, Franca Eller, bibliotecaria e critica letteraria, Paola Maria Filippi, docente di letteratura tedesca presso l’Università di Bologna, Enrico Franco, giornalista, Pierangelo Giovanetti, giornalista, Rodolfo Taiani, direttore di “Archivio Trentino” e Danilo Curti, segretario dell’Associazione Gelmi - ha esaminato 55 opere di autori ed editori di rilievo nazionale, tutte dedicate al tema “FuturoLogica: le traiettorie delle storie di domani fra progresso e regresso”. 

Dopo la quinta edizione dedicata al passato (“La storia e i nostri figli”, 2010) e la sesta edizione che guardava al presente (“Il noir racconta la società”, 2012), questa ottava edizione del premio si rivolge al futuro e alle narrazioni che di esso si possono immaginare. Digitalizzazione, rapporto uomo-macchina, distopie postmoderne e riflessioni riguardo il delicato tema del mutamento climatico e della sua negazione sono i temi al centro delle opere premiate e segnalate dalla giuria. Due le sezioni in gara – opere edite e graphic novel/fumetto – per premiare le narrazioni che utilizzano la scrittura e il disegno come mezzo di riflessione sulle possibilità di evoluzione o distruzione dell’essere umano e dell’ambiente che abita.

Delle 55 pubblicazioni pervenute, 48 hanno concorso alla categoria “opere” e 7 alla categoria “graphic novel/fumetto”. Moltissime e prestigiose le case editrici responsabili delle pubblicazioni: da quelle locali come Edizioni del Faro (Trento) e Curcu e Genovese (Trento) alle nazionali Giunti Editore (Firenze), Pendragon (Bologna), Fandango Libri Editore (Roma), Nottetempo (Milano), Laterza (Bari), Rizzoli (Milano), Einaudi (Torino), Piemme Editori (Milano), Neri Pozza Editore (Vicenza), Minimum Fax (Roma), La nave di Teseo (Milano), Marsilio (Venezia).

Per la categoria “opere” il primo premio di 2.500 euro è stato assegnato allo scrittore israeliano Yval Noah Harari con il romanzo “Homo Deus. Breve storia del futuro” (Bompiani edizioni, 2018) e di 1.000 euro al suo traduttore Marco Piani. Con la motivazione: “Opera di sicuro interesse e solido impianto che tocca alcuni temi cruciali della contemporaneità proiettandone gli sviluppi nel futuro. In un mondo senza più divinità, sono attentamente presi in considerazione i rischi della separazione tra intelligenza e coscienza e il potere crescente degli algoritmi nelle scelte quotidiane.”

Per la sezione “graphic novel e fumetto” l’opera indicata vincitrice dalla Giuria è stata invece “The private eye” (edizioni Bau Publishing, 2017) di Brian Keller Vaughan, Marcos Martín e Muntsa Vicente, che si è aggiudicata il premio di 3.500 euro. La motivazione della giuria: “La vicenda narrata si svolge in una Los Angeles del futuro, ma in realtà questa scenografia potrebbe essere sostituita da una qualsiasi altra realtà metropolitana: al centro della storia un paparazzo senza licenza coinvolto nell’indagine su un delitto apparentemente inspiegabile; sullo sfondo una società ossessionata dalla tutela della privacy dell’individuo, occultata o reinterpretata anche per mezzo di fantasiose maschere personalizzate.”

Due i Premi speciali della giuria: allo scrittore Bruno Latour il premio di 3.000 euro per la sua opera “Tracciare la rotta” (Raffaello Cortina editori, 2018) e all’editore di Minimum fax il premio di 2.000 euro per il volume di Walter Tevis, “Solo il mimo canta al limitar del bosco” (edizioni Minimum Fax, 2016).

 

LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE DELL’OTTAVA EDIZIONE ALLA FONDAZIONE CAMPANA DEI CADUTI

Il 9 maggio nella suggestiva cornice della Sala Convegni della Fondazione Opera Campana dei Caduti al Colle di Miravalle di Rovereto si è tenuta la cerimonia di consegna dei premi per l’ottava edizione del Premio Gelmi di Caporiacco. In luogo della consueta lectio magistralis che accompagna la cerimonia, ad introdurre ed analizzare il tema di quest’anno (“FuturoLogica: le traiettorie delle storie di domani fra progresso e regresso”) è stato il dibattito tra il filologo, storico e saggista Luciano Canfora, presidente della Giuria del Premio, e il neuroscienziato Giorgio Vallortigara, professore presso il Centro Interdipartimentale Mente/Cervello CIMeC del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento. Il dibattito è stato moderato da Enrico Franco, già direttore del Corriere del Trentino e del Corriere dell’Alto Adige. L’incontro ha permesso di affrontare il tema dell’ottava edizione del Premio Gelmi di Caporiacco tra due punti di vista distinti ma non necessariamente contrapposti: quello delle discipline umanistiche e quello delle discipline scientifiche.

Il dialogo tra i due intellettuali ha preso le fila dalle narrazioni del futuro proposte dalle 55 opere in concorso per l’ottava edizione del Premio Gelmi di Caporiacco: assoluta la prevalenza di visioni distopiche che illustrano il futuro che verrà come tempo di contrasti e tensioni, luogo di azioni brutali e grottesche; rare invece le narrazioni che descrivono il domani in chiave utopistica positiva. Il dibattito tra i due studiosi ha rappresentato anche un importante momento di riflessione su come il rapporto con la storia, l’intima natura dell’essere umano in termini neurologici e le sue scelte a breve termine possano avere ricadute nodali sul futuro più distante.

 

Importante anche la riflessione a proposito dell’Europa, della quale proprio il 9 maggio si celebra la festa e a poche settimane dalle elezioni europee che rappresentano un momento fondamentale di scelta per il futuro dell’Italia e dell’intero continente.

I riconoscimenti sono stati consegnati dalla contessa Marina Gelmi di Caporiacco, presidente dell’Associazione culturale “Francesco Gelmi di Caporiacco”, che ha ringraziato i direttori del Corriere dell’Alto Adige e del Corriere del Trentino Alessandro Russello e dell’Adige Alberto Faustini per il supporto dato alla causa, insieme ai membri della Giuria e a tutti i collaboratori che hanno reso possibile la realizzazione della cerimonia. Premiato per la sezione “opere” lo scrittore israeliano Yval Noah Harari con il romanzo “Homo Deus: breve storia del futuro” (Bompiani) e il suo traduttore Marco Piani, protagonista di un’intervista a cura di Paola Maria Filippi, già docente di letteratura tedesca presso l’Università degli studi di Bologna e giurata del Premio. Per la sezione “Graphic novel e fumetto” è stato premiato “The private eye” (Bao Publishing) di Brian Keller Vaughan, Marcos Martín e Muntsa Vicente, il cui riconoscimento è stato ritirato dall’editore Michele Foschini.

Due invece i riconoscimenti speciali assegnati: l’uno allo studioso Bruno Latour per la lucida analisi condotta nell’opera “Tracciare la rotta” (Raffaello Cortina) sulle possibili conseguenze dell’attuale fase politica e l’altro all’editore Minimum fax Daniele di Gennaro per la pubblicazione del testo “Solo il mimo canta al limitar del bosco”, dello scrittore statunitense Walter Tevis, morto nel 1984, distopia postmoderna sulle inquietudini dell’uomo (Minimum fax). Latour, impossibilitato a prendere parte alla cerimonia, ha inviato un lungo video messaggio riflettendo sulle delicate tematiche dell’identità, dell’ambiente, della patria e del nazionalismo.

La cerimonia è stata accompagnata dagli interventi musicali del “MP Saxophone Quartet”, che hanno eseguito una composizione i brani di Gioachino Rossini (Rossini…per quattro, arrangiamento di Gaetano Di Bacco) e due brani originali del compositore leccese Cosimo Colazzo: La geometria è un canto (2019) e Futuro anteriore (2019), entrambi in prima esecuzione assoluta.

Il premio

Il Premio letterario dedicato alla memoria di Francesco Gelmi di Caporiacco (1937-1996), editore e figura centrale del processo di rinnovamento e sviluppo della testata giornalistica l’Adige negli anni ottanta/novanta del secolo scorso, è promosso e sostenuto dall’Associazione culturale “Francesco Gelmi di Caporiacco”, dai giornali l’Adige, Corriere del Trentino, Corriere dell’Alto Adige e dalla rivista di studi storici Archivio trentino, curata dall’Associazione Museo storico in Trento ed edita dalla Fondazione Museo storico del Trentino.

Il tema

L’ottava edizione del premio intitolata “Futuro-Logica: le traiettorie delle storie di domani
fra progresso e regresso” si è incentrata sulle narrazioni e le ipotetiche prospettive del nostro avvenire più o meno prossimo. Digitalizzazione, automazione, rapporto uomo-macchina, mutamento climatico e trasformazioni esistenziali sono state le prospettive che più di altre hanno caratterizzato le opere presentate. Delle 55 pubblicazioni pervenute, 48 hanno concorso alla categoria “opere” e 7 alla categoria “graphic novel/fumetto”. Molte le case editrici coinvolte: da quelle locali come Edizioni del Faro (Trento) e Curcu e Genovese (Trento) alle nazionali Giunti Editore (Firenze), Pendragon (Bolo- gna), Fandango Libri Editore (Roma), Nottetempo (Milano), Laterza (Bari), Rizzoli (Milano), Einaudi (Torino), Piemme Editori (Milano), Neri Pozza Edito- re (Vicenza), Minimum Fax (Roma), La nave di Teseo (Milano), Marsilio (Venezia).

La giuria

La giuria dell’ottava edizione del Premio, presieduta dall’insigne filologo, storico e saggista Luciano Canfora, è stata formata da Edoardo Barbieri, ordinario di Storia del libro e dell’editoria presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Gianmario Baldi, direttore della “Biblioteca civica Girolamo Tartarotti” di Rovereto, Brunamaria Dal Lago Veneri, scrittrice e critica letteraria, Franca Eller, bibliotecaria e critica letteraria, Paola Maria Filippi, già docente di letteratura tedesca presso l’Università degli studi di Bologna, Enrico Franco, giornalista, Pierangelo Giovanetti, giornalista, Rodolfo Taiani, direttore di Archivio Trentino e Danilo Curti, segretario dell’Associazione Gelmi.

I premiati

Il primo premio per la sezione “opere” è stato assegnato allo scrittore israeliano Yval Noah Harari con il romanzo “Homo Deus: breve storia del futuro” (Bompiani) e al traduttore Marco Piani con la seguente motivazione: “Opera di sicuro interesse e solido impianto che tocca alcuni temi cruciali della contemporaneità proiettandone gli sviluppi nel futuro. In un mondo senza più divinità, sono attentamente presi in considerazione i rischi della separazione tra intelligenza e coscienza e il potere crescente degli algoritmi nelle scelte quotidiane”.

Il primo premio per la sezione “Graphic novel e fumetto” è stato invece assegnato a “The private eye” (Bao Publishing) di Brian Keller Vaughan, Marcos Martín e Muntsa Vicente con la seguente motivazione: “La vicenda narrata si svolge in una Los Angeles del futuro, ma in realtà questa scenografia potrebbe essere sostituita da una qualsiasi altra realtà metropolitana: al centro della storia un paparazzo senza licenza coinvolto nell’indagine su un delitto apparentemente inspiegabile; sullo sfondo una società ossessionata dalla tutela della privacy dell’individuo, occultata o reinterpretata anche per mezzo di fantasiose maschere personalizzate.”

Due invece i riconoscimenti speciali assegnati: l’uno allo studioso Bruno Latour per la lucida analisi condotta nell’opera “Tracciare la rotta” (Raffaello Cortina) sulle possibili conseguenze dell’attuale fase politica e l’altro all’editore Minimum Fax per la pubblicazione del testo “Solo il mimo canta al limitar del bosco”, dello scrittore statunitense Walter Tevis, morto nel 1984, distopia postmoderna sulle inquietudini dell’uomo (Minimum Fax).

VIDEO DELLA CERIMONIA DI PREMIAZIONE 

 

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