«Ecco il futuro che desideriamo» Il manifesto degli adolescenti italiani interpellati dall'Unicef

In vista della Giornata mondiale dell‘infanzia e dell‘adolescenza, celebrata ieir, l‘Unicef ha invitato bambini, adolescenti e giovani ad attivarsi nelle proprie comunità per raccontare il futuro che immaginano per se stessi e per il mondo dopo la pandemia.

Nei mesi scorsi L'Unicef ha anche invitato migliaia di ragazzi a rispondere a un questionario online, progettato da un gruppo di loro coetanei.

Da quel sondaggio è nato "Future We Want", un manifesto i cui 10 punti diventano oggi una base ideale da cui ripartire, al di là del covid.

Lo slogan dell'iniziativa è "Se sogni un futuro migliore, realizzalo ogni giorno. Il cambiamento comincia da te".

L'Unicef ha presentato anche il rapporto frutto dell'analisi delle testimonianze in particolare degli adolescenti.

Ne esce l'immagine di ragazzi attenti all'ecologia, convinti che un sistema sanitario gratuito ed efficiente sia indispensabile, contenti della loro vita, digitali quanto basta ma stressati dalla dad.

Il progetto è nato per conoscere come l'emergenza sanitaria abbia cambiato la percezione che gli adolescenti in Italia hanno del loro benessere, l'impatto che la pandemia ha avuto nelle loro vite e le lezioni apprese per un futuro più equo e sostenibile.

Gli adolescenti che vivono in Italia si dichiarano soddisfatti della vita in generale - attribuendo 6,5 su una scala da 1 a 10. Supera di poco il 6 il benessere economico. Sotto la sufficienza la salute (5,9), nella cui valutazione pesa la percezione di insicurezza e fragilità legata alla pandemia.

Unicef ha intervistato 2.000 giovani tra i 15 e i 19 anni e quasi la metà di loro pensa che il digitale li abbia uniti durante il lockdown, perché senza sarebbero stati più isolati, ma uno su tre ha dubbi in proposito e uno su 5 pensa invece che li abbia divisi, perché non tutti hanno avuto le stesse possibilità di accedere alle tecnologie e alla connessione; per quanto riguarda la didattica a distanza, quasi 6 adolescenti su 10 non si sono trovati in difficoltà con la digitalizzazione, ma 1 su 3 sì.

Più di 6 studenti su 10 hanno comunque dichiarato che la digitalizzazione ha creato stress nello studio. Tra le cose che i ragazzi apprezzano della scuola ai tempi del covid, la maggiore flessibilità degli orari e partecipazione nella definizione del calendario con gli insegnanti (58%), seguita da classi di recupero per chi è in difficoltà (37%). Solo un adolescente su 4 vorrebbe continuare a mantenere alcune sessioni di didattica a distanza.

Per aiutare gli studenti in difficoltà economiche, un adolescente su 3 vorrebbe più borse di studio e l'integrazione del bonus cultura. Inoltre emerge che il 65% degli adolescenti pensa che un sistema sanitario pubblico, gratuito e accessibile a tutti sia indispensabile per mantenere un buono stato di salute. Per quasi 4 adolescenti su 10, poi, i fattori ambientali che agiscono sulle cause delle epidemie sono da tenere in stretta considerazione per la salute pubblica; per la metà degli adolescenti, anche la promozione di una corretta alimentazione e di stili di vita più sani, che dovrebbe avvenire anche a scuola, è considerata prioritaria per il benessere fisico.

Ben l'87% degli adolescenti propone come comportamento virtuoso da mantenere anche dopo l'emergenza la diminuzione dell'inquinamento riducendo i consumi. Gli adolescenti che vivono in Italia si dichiarano soddisfatti della vita in generale - attribuendo 6,5 su una scala da 1 a 10. Supera di poco il 6 il benessere economico. Sotto la sufficienza la salute (5,9), nella cui valutazione pesa la percezione di insicurezza e fragilità legata alla pandemia.

L'ambiente in cui gli adolescenti vivono è l'aspetto di cui sono più soddisfatti, valutato con un 8,1, anche la famiglia è uno degli aspetti su cui gli adolescenti sono più soddisfatti (7,6). Un adolescente su 3 pensa che le relazioni con famiglia e conviventi durante il lockdown siano migliorate; tuttavia, un 16% dei rispondenti al sondaggio ha registrato un peggioramento dei rapporti familiari.

Emerge anche un dato allarmante: il 64% degli adolescenti, significativamente il 73% delle ragazze e il 53% dei ragazzi, pensa che casa (o il posto in cui si vive) non sia per tutti un luogo sicuro. In linea con il dettato della Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, con questo rapporto Unicef si fa portavoce delle istanze degli adolescenti emerse dal sondaggio e chiede al Governo, ai Ministeri competenti, alle Regioni, ai Comuni e alle Organizzazioni della società civile.

 

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