Spese mediche a rate, meno cani e gatti: la crisi secondo l'Eurispes

Pochissime luci e tante, tantissime ombre: questa l’immagine sull’Italia che la 27ª edizione del Rapporto Italia dell’Eurispes tratteggia in oltre mille pagine.

Una radiografia impietosa, che ha fotografato un Paese ai minimi storici sul fronte del lavoro e della disoccupazione. Ma il pessimismo supera le frontiere, se è vero che quattro italiani su 10 pensano che sarebbe meglio uscire dall’euro e che addirittura uno su 2 addebita alla moneta unica l’indebolimento della nostra economia.

In questo quadro non si stenta a credere che quasi la metà degli italiani si trovi costretta a rateizzare le spese per sottoporsi a cure mediche. Ma qualcosa di positivo è emerso: oltre al forte attaccamento all’Italia che comunque continua a resistere, svetta il forte consenso dato a Papa Francesco, stimato addirittura al 90%.
Ulteriore cartina al tornasole per comprendere però il grado di sfiducia può essere il fatto che circa la metà dei nostri connazionali (45%) sarebbe disponibile a trasferirsi all’estero.

Elemento che collima (47%) con la quantità di persone che non riesce ad arrivare a fine mese con il proprio stipendio, percentuale peraltro aumentata di oltre 16 punti rispetto al 2014. Comprensibile quindi il fatto che più di un lavoratore su 2 (58%) non riesca a fare progetti per il futuro anche se, viene segnalato, la percentuale è leggermente migliorata rispetto al 63,4% dello studio precedente.

Ma il dato, in qualche modo incoraggiante, viene subito contraddetto da un’altra quota importante di lavoratori (65%) che sente di non essere in grado di poter garantire serenità alla propria famiglia: da qui il ricorso a genitori e parenti (28%). Negativo, ma decisamente in linea con i risultati, il «sentiment» sul capitolo risparmi, che per otto italiani su 10 ha preso le sembianze di un miraggio. Un fiato corto, quindi, che spiega bene il calo del potere di acquisto, percepito in forte ribasso da sette italiani su 10 (in linea con il 2014).

PER 4 ITALIANI SU 10 MEGLIO USCIRE DALL’EURO
I meno convinti della moneta unica sono soprattutto i lavoratori atipici (47,5%), vale a dire, segnala l’Eurispes, «quelle categorie più indebolite dalla crisi economica e dall’ instabilità del mercato del lavoro». Gli occupati con contratto a tempo determinato si dividono invece in due fasce quantitativamente simili: un 47,4% di favorevoli, e un 42,1% di contrari.

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CONSENSI AL 90% PER PAPA FRANCESCO
Ma il giudizio oltremodo positivo traina la fiducia nella Chiesa, che tocca livelli mai raggiunti nella serie 2009-2015: i consensi sono al 62,6%, rispetto al 49% del 2014, e il 36,6% del 2013. Intanto per Papa Bergoglio i consensi raddoppiano (dal 27,1 al 51,1%) tra i 18-24enni, e sale addirittura dal 34,3 al 53,5% nella fascia d’età tra 25 e 34 anni. Al 70%, poi, per le persone sposate.

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Il 45% SI TRASFERIREBBE ALL’ESTERO
In questo caso i dati appaiono come una conferma del fatto che oggi le condizioni di vita nel nostro Paese sono più difficili che in passato.

47% ITALIANI NON ARRIVA A FINE MESE CON ENTRATE
La percentuale è aumentata di 16,4 punti rispetto alla rilevazione precedente. Solo il 44,2% degli intervistati riesce ad arrivare a fine mese senza grandi difficoltà. Oltre la metà dei lavoratori (57,7%) non è per nulla ottimista sulle possibilità che la propria situazione lavorativa permetta di fare progetti per il futuro.

40 MILA USURAI, IN FORTE CRESCITA AL CENTRO-NORD
Secondo l’Eurispes sarebbero non meno di 200mila i commercianti coinvolti in rapporti di usura. Inoltre, poiché ciascuno si indebita con più strozzini, le posizioni debitorie sono oltre 600mila e, in almeno 70mila casi, il debito è stato contratto con associazioni per delinquere di stampo mafioso finalizzate all’usura.

PER 58% LAVORATORI DIFFICILE FARE PROGETTI
Il dato tuttavia mostra un leggermente miglioramento rispetto al 63,4% della precedente rilevazione. Stop quindi, per il 57%, alle spese «importanti», nonostante, anche in questo caso, il dato precedente fosse al 66%.

CROLLA LA FIDUCIA VERSO AUTORITÀ GIUDIZIARIA: -12,6%
La percentuale dei cittadini che si fida dell’autorità giudiziaria passa dal 41,4% al 28,8%. Crolla tuttavia anche la quota di cittadini che non ha fiducia nella magistratura, passata dal 54,8% al 68,6% attuale.

MARINA E CARABINIERI LE FORZE PIÙ AMATE
La Marina, con un +5,8% rispetto all’anno scorso, è la forza armata che raccoglie i maggiori consensi, con il 73,5%. Segue l’Aeronautica, con il 72,3% (+7,1%) e, infine, l’Esercito, che fa registrare un 68,4% di gradimento ma ha il più alto incremento rispetto al 2014, (+8,1%).

CRESCE LA MASSONERIA
Riviste, iniziative di solidarietà, approdo sul web. Mentre crescono i suoi iscritti, la massoneria sta tentando di improntare a una maggiore trasparenza la propria immagine. Sono stati analizzati i dati forniti dalle prime tre più importanti obbedienze italiane che evidenziano come la massoneria sia tornata numericamente a crescere negli anni e mostri una particolare attrattività presso i giovani. Il Grande Oriente d’Italia può contare su 22.601 adesioni, circa 600 nuove affiliazioni ogni anno e 824 logge attive. La Gran Loggia d’Italia conta circa 400 logge su tutto il territorio italiano e una forte proiezione internazionale a livello di scambio e cooperazione con altre realtà massoniche, oltre a essere presente in diversi paesi esteri; sono 8.078 i fratelli iscritti. La Gran Loggia Regolare d’Italia, istituita nel 1993, è la più «giovane» e può contare su una presenza capillare a livello regionale con 139 logge.

OLTRE IL 46% PAGA A RATE LE SPESE MEDICHE
Aumentano le rateizzazioni per far fronte a spese mediche. Secondo l’inchiesta Eurispes, nel 2014 il 46,7% degli intervistati ricorre alle rate per pagare cure mediche, si tratta di un incremento di 24,3 punti percentuali rispetto al 2013. Si pagano a rate anche automobili (62,4%), elettrodomestici (60,4%), computer e telefonini (50,3%).

POTERE D’ACQUISTO IN CALO
Ancora in calo il potere d’acquisto degli italiani. L’indagine Eurispes rileva che sette italiani su dieci (71,5%) hanno visto nell’ultimo anno diminuire nettamente o in parte il proprio potere d’acquisto, un dato in linea con quanto rilevato nel 2014 (70%). Dall’inchieste emerge che l’82,1% dei cittadini ha ridotto le risorse per i regali, l’80,8% ha tagliato sui pasti fuori casa, il 74,7% ha tagliato le spese per viaggi e vacanze, l’80,1% ha ridotto quelle per articoli tecnologici (+8,5%).

COPPIE DI FATTO E NOZZE GAY
Strada spianata alla tutela giuridica delle coppie di fatto indipendentemente dal sesso dei partner e al cosiddetto «divorzio breve», ma no al matrimonio tra persone dello stesso sesso o all’adozione di bambini da parte di queste stesse coppie. Se infatti l’86,6% apprezza le facilitazioni introdotte per divorziare e il 64,4% si dice d’accordo sulla tutela delle coppie di fatto, aumenta (dal 50,7% del 2014 al 59,2% di quest’anno) la percentuale di persone che si dicono contrarie alle nozze gay. Stabile invece (72,2%) la percentuale dei contrari alle adozioni da parte di coppie omosessuali. La fecondazione eterologa raccoglie il 47,2% dei consensi, la possibilità di ricorrere all’utero in affitto il 49,8% e la pillola abortiva il 58,1%. Gli italiani si dicono favorevoli all’eutanasia nel 55,2% dei casi e al testamento biologico nel 67,5%, mentre il suicidio assistito segna il 66,5% dei contrari. La legalizzazione delle droghe leggere raccoglie il 33% dei consensi, ma ciò che sembra diffusamente auspicata è la legalizzazione della prostituzione (65,5%). L’utilizzo delle staminali per le cure mediche vede una posizione compatta dei favorevoli fino all’86,6%.

IL 7,5% VITTIMA DI STALKING
Lo stalking, cioè il comportamento di ossessiva e continuata persecuzione o molestia nei confronti di una persona, colpisce il 7,5% delle persone in Italia. Il dato registra un calo rispetto alla precedente rilevazione, quando la percentuale era del 9,9%.

ABBANDONO SCOLASTICO
Sul fronte degli «abbandoni» scolastici l’Italia ha ancora molta strada da fare e si attesta su valori «non consoni a uno Stato avanzato». Le dimensioni del fenomeno sono ancora molto elevate: 17% contro la media europea che si attesta a quota 11,9%. Fanno peggio di noi soltanto Spagna e Portogallo, Malta e Romania e la riduzione degli abbandoni procede a una velocità troppo bassa per poter raggiungere l’obiettivo comunitario, motivo per cui è stato fissato un target nazionale da raggiungere, vista la lontananza da quello europeo, a quota 15-16%.

C’È LA CRISI: ANIMALI DOMESTI IN CALO
Con la crisi si rinuncia a far spazio in casa per un animale. Calano, infatti, al 33% gli italiani che hanno fatto posto a uno o più animali domestici rispetto al 41,7% del 2012 e al 39,4% del 2014. Insomma, non si rimpiazzano animali che muoiono e se ne adottano meno. La maggior parte dei padroni (81,9%) non spende più di 50 euro al mese per la cura del proprio ‘compagno di vità: quasi la metà, il 45,9% spende meno di 30 euro. Per la cura del proprio pet, solo 13,7% sostiene una spesa fra 51 e 100 euro e via via si assottiglia la percentuale di coloro che spendono di più. Nelle case degli italiani prevalgono cani (63,1%) e gatti (41%), e a distanza, con uno scarto sotto la soglia dei dieci punti percentuali, seguono pesci e tartarughe (7,3%), uccelli (6,7%) e conigli (2,9%). Fra le spese per gli animali domestici c’è innanzitutto l’alimentazione e, stando ai dati raccolti dall’Eurispes, per il 96,2% del campione degli intervistati non occorre spendere più di 100 euro al mese: il 47,4% spende meno di 30 euro, probabilmente ricorrendo a cibi e pietanze preparati in casa, il 34,8% spende da 30 a 50 euro e il 14% da 51 a 100 euro. Per le cure veterinarie e i medicinali il 70,3% di chi ha un animale riesce a spendere, nell’arco di un anno, meno di 100 euro, seguito dal 19,5% di chi spende una cifra compresa tra 101 e 200 euro. Solo una minoranza spende di più: il 6,7% dai 200 ai 300 euro e il 3,5% va oltre.

TURISMO: ITALIA 5° PAESE PIÙ VISITATO
L’Italia rimane tra i paesi più visitati (il 5° per numero di presenze turistiche) ma riesce ad attrarre poco più della metà dei turisti diretti in Francia nello stesso intervallo di tempo, pur avendo ben circa il 25% in più di siti patrimonio dell’Unesco. Il comparto alberghiero rappresenta uno dei principali motori dell’economia italiana, fornendo nel 2013 un contributo stimato in 159,6 miliardi di euro e il comparto turistico riveste un impatto rilevante anche in termini occupazionali, con oltre 2,6 milioni di posti direttamente e indirettamente generati nel 2013, pari all’11,6% dell’occupazione totale del Paese. L’Italia possiede un patrimonio artistico, naturalistico e enogastronomico straordinario, il Made in Italy è popolare e apprezzato in tutto il mondo ma purtroppo questo enorme potenziale non si traduce necessariamente in uno sviluppo dell’attività turistica, o per lo meno non nella misura in cui sarebbe auspicabile in virtù dell’enorme potenziale attrattivo di cui il Paese è dotato.

SMARTPHONE BATTE PC
Lo smartphone è il dispositivo più diffuso nelle famiglie italiane: lo possiede il 67%, mentre il pc portatile è diffuso nel 64,4%, quello fisso nel 62,7%. Il telefonino connesso a Internet viene usato prevalentemente per chiamare ed essere chiamati (99,5%) e per inviare e ricevere sms (88%). Molto diffusa anche l’abitudine di fare filmati e foto (65,3%), mentre la moda di fare «selfie» coinvolge il 29,9% degli intervistati. Riguardo i social network, secondo Eurispes, la quasi totalità del campione (il 95,7%) è attivo su Facebook. Su Twitter lo è il 43,2%, su Google plus il 40,1%, su Instagram il 34,2% e su LinkedIn il 20,9%. «Ben il 43,1% di chi ha un profilo su Facebook afferma di aver sentito violata la propria privacy perchè qualcuno ha pubblicato online foto in cui era presente», spiega l’Istituto di ricerca. I social network si controllano anche con lo smartphone (41,8 del campione) e con il dispositivo si naviga sul web (61,2%), si comunica tramite WhatsApp e altre app di messaggistica (60,6%), si usa per lavorare (40,2%), si ascolta musica (34,2%), giocare (31.1%) e anche vedere programmi tv e video (20,3%) Oltre allo smartphone, più di un terzo del campione afferma di possedere un tablet (36,8%), un abbonamento alla tv a pagamento (36%), una smart tv (33,3%) un lettore Mp3 (30,75), una console per videogiochi (29,1%), un eBook (11,3%). Più in generale, Internet viene utilizzato per cercare informazioni di interesse personale (98,4%), inviare e ricevere mail (88,2%), vedere YouTube (64,6%) e i social network (60%), ma anche per fare acquisti online (59,9%) e controllare il conto bancario (53%).

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