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Cia si dimette da assessore

Contestato dalla Svp

dopo il passaggio a Fdi

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Il consigliere provinciale Claudio Cia ha formalizzato le dimissioni da assessore regionale, come annunciato lo scorso dicembre dopo l’adesione a Fratelli d’Italia e le proteste della Svp che gli avevano chiesto di uscire dalla giunta.

L'atto, commentato oggi dallo stesso Cia, è dunque una conseguenza diretta della nuova collocazione partitica del politico di destra.

L’adesione nei giorni scorsi dell’allora assessore regionale trentino a Fratelli d’Italia, dopo aver sciolto il suo movimento civico «Agire» era diventata un caso politico per la Regione Trentino Alto Adige, con la reazione dei rappresentanti della Svp che si ritrovano tra gli alleati di giunta regionale un esponente del partito di Giorgia Meloni. «Non si può fare come se niente fosse - aveva dichiarato il presidente della Provincia di Bolzano e della Regione, Arno Kompatscher - la posizione di Fratelli d’Italia su minoranze ed autonomia non sono conformi a quelle della maggioranza. Ne ho già parlato con l’Obmann, Achammer, e con il presidente della Provincia di Trento, Fugatti. Serve un chiarimento».

È quanto ha chiesto anche l’Obmann della Svp, Philipp Achammer. «Non ci sarà alcuna rottura di tabù sottobanco. Abbiamo sempre tracciato una linea di chiara distanza da Meloni ed i suoi seguaci», ha dichiarato al Dolomiten.

Sulle stesse posizioni della Svp è anche il Patt con il segretario Simone Marchiori che a fine dicembre aveva dichiarato: «Assieme alla Svp chiediamo che Fratelli d’Italia non faccia parte della Giunta regionale».
«Il partito della destra italiana, finora senza esponenti in Provincia, - osserva Marchiori - può da questo momento contare su Claudio Cia, passato armi e bagagli fra gli eredi missini. Ciò consentirà, a cascata, la creazione di un gruppo consiliare regionale di FdI, composto da Cia stesso e da Alessandro Urzí, ma anche l’ingresso in automatico di questo partito in Giunta regionale».

Secondo il Patt «Il cambio di casacca di Cia stride, infatti, con il suo definirsi autonomista, vicino alle tradizioni e alla storia di questa terra».
«La presenza di Fratelli d’Italia in giunta regionale - conclude Marchiori - rappresenta uno scoglio insormontabile per il Patt, che della maggioranza regionale è parte integrante».

In consiglio provinciale a Trento, con una lettera al presidente Walter Kaswalder, Cia aveva comunicato che la denominazione del proprio gruppo consiliare sarebbe cambiata, dal primo gennaio 2021, da Agire per il Trentino a Fratelli d’Italia.

Essendo l’unico esponente del gruppo subentrato al precedente da lui guidato e che cessa di esistere, Cia ne è anche il legale rappresentante. Continuerà, quindi, a partecipare, ma ora per conto di Fratelli d’Italia, alla conferenza dei capigruppo.

Attualmente Cia è anche presidente della quarta commissione permanente del Consiglio, che si occupa di welfare e sanità, e componente effettivo della prima, competente in materia di istituzioni pubbliche e bilancio.

Resta invariata la sede del gruppo, in via Manci 27, presso il consiglio provinciale.

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