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Trasporti, Fugatti sull distanziamento

«L'apertura delle scuole è a rischio»

Ruscitti: «Basta la mascherina»

 

Per la Provincia non c'è pericolo di contagio perché i tragitti sono brevi

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Il dirigente generale del dipartimento salute della Provincia, Giancarlo Ruscitti, spiega le ragioni che inducono il Trentino a ritenere che il trasporto scolastico possa svolgersi senza riduzioni dei posti occupati sui bus al 50%, come invece vorrebbe il governo.

«Si tratta di tragitti brevi - dice - durante i quali un contagio è altamente improbabile, se si fa rispettare l’obbligo di mascherina e di evitare contatti ravvicinati. Sappiamo che il rischio zero non esiste, ma in questo caso siamo confortati anche dall’esperienza di questi ultimi mesi. Il nostro sforzo è convivere con questa situazione facendo scelte oculate».

«Finora le nostre prescrizioni sul trasporto pubblico sono state rispettate con attenzione, - aggiunge - non abbiamo registrato problemi. Viceversa, ne avremmo di insormontabili se dovessimo far viaggiare i mezzi a metà carico: il parco bus non basterebbe e qualunque altra opzione, per esempio organizzarsi per turni, causerebbe ulteriori difficoltà a un ambito, quello scolastico, già denso di complicazioni. E l’alternativa del trasporto privato in famiglia farebbe invece esplodere il traffico in città e paesi».

Il governatore Maurizio Fugatti ha lanciato lancia l’allarme: se le regole annunciate dal governo sull’uso a metà servizio degli autobus (50% di capienza) saranno confermate, la scuola il 14 settembre rischia di non partire «con le modalità che abbiamo previsto» ossia con il 100% degli studenti in presenza. L’attacco al governo guidato da Giuseppe Conte arriva poco prima della nuova seduta della Conferenza Stato-Regioni che si terrà domani.

«Esprimiamo preoccupazione per le misure in discussione al governo, che porterebbero il distanziamento sociale sui mezzi di trasporto, bus e treni, con una diminuzione del 50% dei posti a sedere. Se così fosse, non riusciremo a trasportare tutti gli studenti, perché non disponiamo di un numero di autobus sufficiente», ha precisato Fugatti, auspicando una soluzione della questione alla prossima conferenza Stato-Regioni.
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Se i criteri sono questi non siamo in grado di portare a scuola tutti gli alunni che dovremmo portare. Non vorremmo questo, ma il governo si deve assumere la sua responsabilità. Se la situazione sanitaria è quella di oggi, crediamo che se il governo fa salire sugli aerei i passeggeri che restano vicini per ore, non capiamo perché non si può fare su un autobus tra Aldeno e Trento» sottolinea ancora Fugatti.

«In questa situazione vediamo il rischio che come accaduto sui bar e sui ristoranti se non mettevamo la nostra firma non riaprivano, così oggi il governo stia addossando la responsabilità alle Regioni» afferma Fugatti.

Se le regole rimangono quelle annunciate dal governo, che per lunedì ha annunciato un nuovo decreto del presidente del Consiglio in materia di comportamento sul Covid, si potrebbe arrivare al rischio che a settembre le scuole non ripartano. «Se le regole restano queste, non siamo in grado di riaprire le scuole», sottolinea Fugatti.
Che ha chiesto al governo di prendersi le sue responsabilità e di evitare di addossare alle Regioni la responsabilità di sciogliere i nodi, come già accaduto all’epoca delle regole Inail per bar e ristoranti.
Dal punto di vista giuridico, a chiarire che le ordinanze provinciali che disapplichino i decreti del presidente del consiglio sono del tutto legittime è il dirigente provinciale Roberto Andreatta che sovrintende al settore dei trasporti e della mobilità. Se la Provincia cioè decidesse di mantenere la capienza al 100% sarebbe in piena legittimità. Col 50% di capienza come previsto dal governo i 100 autobus in più già recuperati dalla Provincia tra i mezzi privati «non basterebbero» per trasportare i 50.000 studenti che prendono i mezzi pubblici per andare e tornare da scuola.

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