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Liste d'attesa: causa Covid

ci sono 12mila visite da smaltire

e si coinvolge la sanità privata

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Una coda di 12.000 visite specialistiche da smaltire. È l’eredità del periodo Covid, con l’emergenza da pandemia che aveva bloccato anche le visite ambulatoriali. Ora la Provincia corre ai ripari e coinvolge maggiormente le strutture della sanità privata (si ragiona con San Camillo e Villa Bianca di Trento, Solatrix di Rovereto, oltre all’Eremo di Arco) per poter dare risposta ai pazienti in attesa.

Le conseguenze del lockdown
«Una delle conseguenze del lockdown è stato l’inevitabile allungamento dei tempi delle liste di attesa, in particolare per quelle prestazioni per cui non è stato possibile ricorrere alla telemedicina - spiega l’assessore alla salute Stefania Segnana (Lega) - Per questo, a luglio, avevamo previsto, fra gli obiettivi della direzione generale di Apss, non solo il contenimento dei tempi di attesa, ma anche la necessità di un programma di azioni organizzative e gestionali per lo smaltimento delle prestazioni specialistiche arretrate e per soddisfare la nuova domanda che contemplasse il coinvolgimento delle strutture private. Da una prima valutazione il fabbisogno di visite ambulatoriali è stimabile, ad oggi, in circa 12.000. Con questa deliberazione chiediamo alle strutture private di contribuire al loro ‘smaltimento’ nel più breve tempo possibile».

Il mandato all'Azienda sanitaria
Ieri quindi la giunta provinciale ha quindi dato mandato all’Apss di coinvolgere e responsabilizzare le strutture private accreditate e convenzionate con il servizio sanitario provinciale per contenere i tempi massimi di attesa delle visite relative a cardiologia, dermatologia, otorinolaringoiatria, oculistica, pneumologia e neurologia, mantenendo la compartecipazione a carico degli assistiti ai livelli attuali.

Tariffe in aumento
Con la delibera poi la giunta ha stabilito di aumentare temporaneamente, fino al 31 dicembre 2020, le tariffe previste dal nomenclatore tariffario provinciale delle prestazioni ambulatoriali sia della prima visita che della visita di controllo per le discipline previste. Quindi saranno date più risorse per singola visita alle strutture private, anche in «ragione dello sforzo richiesto alle strutture di erogare parte del fabbisogno di visite entro un lasso di tempo breve», spiega la Provincia.

Ma nessuna spesa in più
La spesa derivante dal provvedimento è in parte ricompresa nelle assegnazioni già disposte a favore dell’Azienda sanitaria e in parte deriva dalle risorse sulle voci dell’assistenza ospedaliera e specialistica privata non utilizzate per la sospensione delle attività durante il lockdown. «Ma non ci saranno spese in più per la Provincia, mentre il ticket per i cittadini rimane invariato» conclude Segnana.

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