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Il capo dei Forestali, Romano Masè,

lascia dopo la fuga dell'orso M49

«Mi assumo la mia responsabilità»

Fugatti: «Scelta da rispettare, ma nulla viene messo in crisi, la struttura resta»

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Alessio Coser @ladige

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Romano Masè, dirigente generale del Dipartimento agricoltura foreste e fauna della Provincia, e capo del Corpo forestale trentino. si è dimesso dopo la seconda fuga dell'orso M49 dal recinto del Casteller.

In una lunga lettera aperta ne spiega le ragioni. Ecco ampi stralci. 

«A fronte di quanto si è verificato nella notte scorsa - scrive Masè - con la nuova fuga di M49 - esemplare che si è dimostrato capace di una grande vitalità nella ricerca spasmodica di conservare il suo stato di libertà - pur consapevole del fatto che la struttura tecnica che rientra nell’ambito delle mie competenze ha messo in campo, con impegno e competenza, ogni azione che poteva essere considerata ragionevolmente necessaria, a fronte anche delle esperienze fin qui messe in campo a livello internazionale, ritengo doverosa da parte mia, anche a loro tutela, un’assunzione di responsabilità connessa al mio ruolo».

«Per questo, - informa - già nella giornata di ieri ho predisposto una nota che ho consegnato nella prima mattina della giornata odierna al Presidente della Provincia e con la quale ho rimesso nelle Sue mani il mio incarico di dirigente generale del Dipartimento Agricoltura Foreste Difesa del Suolo e di Comandante del Corpo Forestale provinciale. Lo ritengo, lo ripeto, non un’assunzione di colpe che, in tutta onestà, non intravedo, bensì un segno di responsabilità e di attaccamento alla mia Terra e all’Amministrazione che ho avuto l’onore di servire in tanti anni di professione».

«Lo faccio, in modo particolare, - prosegue il dirgente del Dipartimento - per i miei Uomini, per la mia Squadra, per la Struttura forestale nel suo insieme, per tutti i Collaboratori che non voglio vengano ancora una volta trascinati in polemiche, in strumentalizzazioni, in accuse che infangano la loro competenza ed il loro lavoro quotidiano.

Lo faccio per lo spirito di servizio che mi ha sempre contraddistinto, per il Trentino e per la nostra Comunità, che è stata - in molti casi in stretta connessione con la gestione dei grandi carnivori - ingiustamente dipinta come una terra nemica dell’ambiente, degli animali e degli orsi nello specifico, disconoscendo la realtà dei fatti.

Lo faccio anche per la mia famiglia, per i miei figli, affinché possono ricevere da questo piccolo gesto un grande insegnamento rispetto ai valori che, prima di ogni altra cosa, devono ispirare le nostre scelte nella vita quotidiana.

Mi auguro, infine che, per un futuro di pacifica convivenza tra orsi e uomini e più in generale tra gli uomini e l’ambiente nel quale viviamo, sia possibile superare le posizioni strumentali, estreme, radicali e di principio, spesso di natura emotiva o ideologica, pure comprensibili e degne di considerazione, quando oneste, per cercare, invece, tutti insieme, di aprire una nuova stagione di confronto positivo, basato sulla conoscenza e sulla informazione, su elementi oggettivi di natura tecnico-scientifica, sulla Responsabilità e sul Rispetto».

Masè si mostra amareggiato e ferito per le accuse di aver gestito male la situazione e replica:

«Quanto è accaduto nella giornata di ieri, con la fuga di M49 dal recinto del Casteler, rappresenta, al di là di tutte le possibili argomentazioni tecniche, un fatto rilevante che, ancora una volta, crea l'occasione per gettare discredito nei confronti della Provincia Autonoma di Trento e della Struttura che mi onoro di dirigere. Fa davvero male vedere il Trentino, l'Amministrazione per la quale ho lavorato per più di 30 anni e il gruppo di lavoro con il quale ho condiviso una lunga esperienza professionale tacciati di essere, da un lato, nemici degli orsi e, dall’altro, di inerzia, di incompetenza, di impreparazione e di superficialitàDi fronte a questo, può consolare solo parzialmente il fatto che gli esperti internazionali nella gestione dei grandi carnivori (mi riferisco, ad esempio, al Bear Specialist Group della IUNC Species Survival Commission), ai quali facciamo riferimento a supporto delle nostre principali scelte operative, abbiano sempre riconosciuto e continuino a riconoscere la qualità, la competenza e la professionalità nella gestione di un progetto unico a livello europeo e tra quelli più ambiziosi e di successo a livello internazionale».

Il governatore Maurizio Fugatti ha dichiarato che queste dimissioni saranno valutate dalla giunta nella prossima riunione. Ma appare pressoché scontato che saranno accolte.

«È sicuramente una scelta difficile - ha detto il presidente - che va anzitutto rispettata, perché l'impegno e la dedizione di un professionista qual è il dottor Masè, merita rispetto accanto al ringraziamento per quanto fatto. Ma è anche, vorrei aggiungere, una scelta che va apprezzata perché denota un profondo senso di lealtà nei confronti delle istituzioni».

 

«C’è una struttura che gestisce le funzionalità relative ai grandi carnivori, quindi nulla viene messo in discussione o in crisi», ha aggiunto Fugatti intervenendo in Consiglio provinciale.

 

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