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Caso Pruner, minoranze all'attacco

«Kaswalder paghi di tasca sua»

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Chi sbaglia paga. Secondo l’opposizione dovrà essere Walter Kaswalder, non il Consiglio provinciale, a risarcire le 55 mensilità restanti al suo ex segretario particolare “cacciato” in modo illecito. Parliamo di una cifra superiore ai 220 mila euro. Se non succederà, la minoranza potrebbe presentare una mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio provinciale.

La sentenza emessa dal Tribunale del lavoro di Trento e firmata dal giudice Giorgio Flaim nella quale si è stabilito che non era un motivo valido allontantare Walter Pruner, solo perché ha partecipato al congresso di un partito di opposizione (Patt), ha provocato un terremoto nello scenario politico trentino.

Giorgio Tonini (Pd) non entra nel merito giudiziario, ma si sofferma sull’aspetto politico della vicenda: «Il nostro giudizio sull’operato di Kaswalder è profodamente negativo. Ancora una volta ha dimostrato di non essere super partes. Non possiamo far finta che non sia successo nulla». Aggiunge: «Stavolta siamo di fronte ad un danno erariale. La Corte dei Conti può intervenire con tutto ciò che ne consegue. Un passo indietro di Kaswalder o una piena assunzione di responsabilità potrebbe essere una buona cosa». Se si dimettesse o venisse sfiduciato il Consiglio risparmierebbe molti soldi, in quanto Pruner sarebbe risarcito dal giorno del licenziamento a quello della fine dell’incarico di Kaswalder.

Severo il commento di Paolo Ghezzi (Futura): «La sentenza Flaim conferma che il presidente del Consiglio predilige comportamenti consoni a un leader di parte più che a una figura istituzionale imparziale: dopo i danni politici provocati da tale atteggiamento, ora arriva un grave danno, anche patrimoniale, per l’istituzione che rappresenta tutti i trentini».

Mara Dalzocchio, capogruppo della Lega, è certa che Kaswalder manterrà la promessa di farsi carico di tutte le spese: «Non c’è nessun caso e da parte nostra c’è la massima fiducia nei suoi confronti e comunque l’iter giudiziario è ancora lungo. Quando in ufficio di presidenza abbiamo scelto il legale, Kaswalder ci ha assicurato che non sarebbe ricaduto nulla finanziariamente parlando sul Consiglio».
Una versione dei fatti questa negata da Filippo Degasperi (Onda Civica): «Durante quella votazione mi ero astenuto, ma ricordo bene che Kaswalder ha dichiarato che si sarebbe fatto carico delle spese legali. Non del risarcimento delle 55 mensilità rimanenti che pure per me deve spettare a lui»

Il Patt interviene attraverso il segretario Simone Marchiori: «La vicenda del licenziamento (illegittimo) di Walter Pruner costringe a una seria riflessione sulla politica e sulla partecipazione alla stessa in Trentino. Al di là dei risvolti legali, nei quali non vogliamo entrare, è il dato politico ad emergere in tutta la sua preoccupante gravità. Sorvolando sul fatto che il congresso fosse quello del nostro partito, non può passare il messaggio che la semplice partecipazione di una persona, tra l’altro in qualità di osservatore, ad un incontro del genere diventi motivo di ritorsione».

Secondo Marchiori «la politica è partecipazione, incontro e anche scontro, ma non dovrebbe essere tifoseria. Chi ha la responsabilità di amministrare dovrebbe farlo nel bene di tutti, accettando anche chi la pensa diversamente. Se, invece, chi la pensa diversamente è un elemento da mettere in disparte, se chi si interessa di cosa pubblica deve farlo solo seguendo le idee di chi comanda pena esclusione, allora significa che tempi bui attendono l’autonomia del Trentino».
E conclude: «Con buona pace di chi, un tempo, lanciava strali contro la cosiddetta “magnadora” invitando i sindaci a opporsi al potere provinciale e ora, passato dall’altra parte della barricata, da opposizione a governo, segue proprio quei principi».

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