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Verdi: il bonus biciclette aiuta

ma è avvilente e iniquo

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«Un aperitivo». È il giudizio che gli ecologisti del Trentino stanno pensando in questo momento sul tanto ricercato bonus bici della giunta Fugatti. Una politica decisa sull'emergenza del momento, non certamente una politica strutturata e lungimirante che guarda anche alla dichiarazione di "crisi climatica", approvata dal Consiglio Provinciale nella seduta di novembre.
Secondo un documento dei Verdi, la proposta del Bonus bici merita appena la sufficienza per le buone intenzioni. «Ma solo queste non bastano a risolvere le criticità delle nostre città, assediate dal traffico, dalle polveri sottili, dalla carenza cronica di parcheggi, dagli esercenti che dai centri vorrebbero fuggire e dai cittadini delle valli che hanno pieno diritto di venire nei centri maggiori con la propria vettura (specie in questo periodo) per fare acquisti e assolvere gli impegni burocratici».
Critico quindi il giudizio: «Il bonus bici a ben guardare si rivela essere un provvedimento avvilente, iniquo e soprattutto scarso. Avvilente: non si capisce perché alla luce delle criticità che tutti conosciamo i lavoratori beneficiari del bonus debbano essere tracciati mediante app, alla quale elargiremo dei dati sensibili a dei non identificati controllori».

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