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Fase 2, scoppia il "caso" del tennis

Nessuno sa se si può giocare

Il presidente Fugatti nel mirino, non chiarisce la sua ordinanza

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Si può giocare a tennis? La domanda è semplicissima, così come potrebbere esserlo la risposta: o sì oppure no. Se affermativa gli appassionati esulteranno, se negativa, vabbè, si attenderà ancora un po’.

La domanda l’abbiamo posta al presidente Maurizio Fugatti, al quale spettava la parola definitiva dopo le chiare istruzioni del numero uno della Protezione civile Raffaele De Col («Non si può fare la classica partita, al massimo un allenamento da soli in campo»). Ma la risposta è stata: «Vedremo nei prossimi giorni». Quindi? 

Le interpretazioni del ministero, della Federazione nazionale tennis e di molti avvocati sono chiare e univoche: a tennis in Trentino non si può giocare. Lo si può fare, viceversa, in Veneto e Liguria (gli agonisti), ma anche in Abruzzo (tutti), regioni che hanno presidenti che hanno firmato un’ordinanza chiarificatrice, citando lo sport in questione e spiegando le regole. Fugatti, invece, non ha risposto: ha spiegato che bisogna essere prudenti, che le attività economiche hanno la precedenza sulle libertà personali, che ci vuole attenzione, ma non ha saputo dire “sì” oppure “no” alla questione tennis. L’assessore Roberto Failoni? Non pervenuto. Ai presidenti dei circoli avrebbe assicurato di aver fatto inserire una postilla apposita nell’ordinanza per dare il via libera, ma di questa non c’è traccia e molti avvocati dicono che, così come è, l’ordinanza vieta di giocare a tennis.

La vicenda, naturalmente, già ieri mattina ha assunto anche dei contorni politici: il consigliere Pd Luca Zeni, sul proprio profilo Facebook ha postato un fotomontaggio con un presidente Fugatti in versione Roger Federer, accusando il governo provinciale di vivere un momento di confusione totale: «Uno dei massimi dirigenti provinciali spiega l’ordinanza e dice che è possibile giocare a tennis, ma da soli: d’altra parte il documento recita testualmente “è consentito lo svolgimento individuale di attività sportiva”. Peccato che l’assessore Failoni assicuri, al contrario, che si può giocare e che a essere vietati sono solo i doppi. Ci risiamo, la giunta fa solo confusione con interpretazioni personali».

Da un avvocato all’altro, ma da un runner (Luca Zeni) a un tennista e appassionato di tennis come Andrea Colorio, al quale chiediamo un’interpretazione prettamente giuridica. «Ritengo che il dirigente Raffaele De Col - spiega l’avvocato Colorio - abbia detto le cose come stanno e l’ordinanza è chiara: la partita di tennis non si può fare. Nel testo si spiega che è concesso lo sport in forma individuale, quindi da soli, e l’unica novità è che viene autorizzato anche presso i circoli. A dispetto del fatto che il tennis è uno sport “individuale”, in contrapposizione agli sport “di squadra”, l’interpretazione per cui si può fare una partita o un allenamento con un amico o un parente è un fraintendimento. E lo dico senza pregiudizi o interessi personali, anzi lo affermo pur essendo un tennista: fatte salve le eccezioni di cui al Dpcm nazionale, non si può giocare a tennis, la norma così com’è appare chiara. E intendo sia quella nazionale sia quella provinciale, che è “ad esplicitazione delle misure nazionali”».

Ultima questione giuridica: per una eventuale retromarcia sarebbe necessaria una nuova ordinanza?

«Ci vorrebbe eventualmente una circolare per interpretare l’ordinanza diversamente, in un senso o nell’altro. Ma anche in quel caso resterebbe un dubbio legato alla “forza”: il Dpcm nazionale, secondo molte interpretazioni, non può essere derogato, tantomeno con misure meno restrittive, da un’ordinanza locale».

Intanto, ieri mattina i circoli tennis prima hanno aperto, convinti ci fosse il via libera, e poi nel pomeriggio hanno chiuso. Una gran confusione e sconforto.


 

Il caos per il tennis si aggiunge alla valanga di proteste che hanno sommerso il presidente Fugatti perché l'ordinanza prevede che si possa andare in bicicletta o correre partendo da casa e non spostandosi prima con l'auto o i mezzi pubblici per raggiungere il posto dive fare attività sportiva.

Su questo punto ieri il governatore è stato netto. Non intende cambiare - almeno per ora - quanto previsto dall'ordinanza, perché il rischio che i contagi tornino ad aumentare è ancora molto alto. "Non è un liberi tutti" ha precisato.

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