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Maggioranza di centrodestra

"irritata" con Bordon

per gli accenni agli impianti sci

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Paolo Bordon nel mirino della maggioranza provinciale.

Durante il vertice di ieri pomeriggio, i consiglieri che sostengono la giunta hanno fatto presente a Fugatti il proprio malumore per certe dichiarazioni del direttore dell’Azienda sanitaria. A diversi esponenti di centrodestra non è piaciuto che in varie occasioni Bordon abbia messo in correlazione l’aumento dei contagi da Coronavirus con l’apertura delle piste da sci sabato 7 marzo e la domenica.

Durante il confronto, nel quale si è dato atto all’esecutivo di muoversi bene, è stato anche detto al governatore che l’aumento a 130mila euro lordi all’anno dello stipendio del dirigente provinciale Giancarlo Ruscitti poteva essere fatto in una fase successiva all’emergenza del Coronavirus. Mascherine: i rappresentanti di giunta che hanno partecipato all’incontro virtuale hanno promesso che saranno presto ne verranno fornite ai trentini una o due a testa.

I dirigenti dei vari partiti che compongono la coalizione di centrodestra si sono confrontati infine sul livello di gradimento tra i propri elettori delle conferenze stampa da Covid.


Le parole di Bordon erano state chiare. La ragione dell’alto numero di contagi registrati in Trentino, che pongono la provincia autonoma tra i territori più colpiti dal Covid 19 in Italia, è da ricercare nel turismo. Il settore principe e traino dell’economia locale è diventato il veicolo del virus. Lo ha detto Paolo Bordon, dirigente generale dell’Azienda sanitaria trentina.
Lo scorso 8 marzo, gli impianti del passo del Tonale erano già stati chiusi sul versante lombardo in conseguenza del decreto della presidenza del Consiglio del ministri per impedire la diffusione del virus Covid-19. Non in Trentino, dove invece si sciava regolarmente. Come era avvenuto nella giornata precedente. Una differenza che in Trentino ha provocato polemiche e j’accuse nei confronti della Giunta provinciale guidata da Maurizio Fugatti (Lega) e che ancora non si sono arrestati, anzi.
«In quella fase di grande frequentazione delle piste e delle località sciistiche trentine si è manifestato un contagio diffuso. In particolar modo partendo dagli operatori turistici: maestri di sci, personale che lavora negli impianti di risalita e nei luoghi di ristorazione. Questo è stato sicuramente un problema che ha avuto ricadute importanti», ha detto Bordon, rispondendo ad una domanda sull’elevato numero di contagi, in termini percentuali, in Trentino.
«Noi sicuramente abbiamo un numero di contagi molto elevato, è indubbio. Probabilmente, come abbiamo rappresentato più volte, se è stata perfettamente gestita tutta l’operazione dei cinesi di rientro in Trentino, era difficile immaginare per chiunque che fosse il turismo, in particolar modo il turismo di gente che proviene da zone a noi vicine come quelle lombarde, di cui molti hanno seconde case e frequentano abitualmente gli splendidi luoghi di vacanza delle località turistiche trentine, la, tra virgolette, minaccia da questo punto di vista», ha detto Bordon.

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