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Bisesti e la scuola trentina:

«Voglio gli esami di riparazione,

è una decisione già presa»

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Gli studenti trentini saranno gli unici in Italia ad avere gli esami di riparazione. Non cambia idea, l’assessore Mirko Bisesti e la sua indicazione resta quella di reintrodurre gli esami a settembre: sul come, quando e con quale grado di rigidità se ne stanno occupando i tecnici della scuola.

Bisesti resta convinto che la strada di tornare al passato, e quindi ai test a settembre, sia quella giusta per rispondere alle esigenze di molti tra studenti, docenti e presidi che la ritengono una buona idea. E l’assessore, dopo un anno di Clil “flessibile”, in primavera prenderà una decisione definitiva anche sul tema trilinguismo. Se per gli studenti l’anno scolastico è solo a metà, per chi si occupa di scuola è già tempo di impostare il prossimo anno. Ci sono le iscrizioni, che prenderanno il via martedì, e poi, appunto, le decisioni da prendere per il futuro.

L’assessore Mirko Bisesti, la sovrintendente Viviana Sbardella e il dirigente Roberto Ceccato sono quindi chiamati a una primavera particolarmente calda. I temi sul tavolo, come accennato, sono in particolare due, ovvero esami di riparazione e trilinguismo, ma anche sul fronte docenti, tra contratto, assunzioni e strategie, bisognerà intervenire.

«Sul trilinguismo le decisioni sono già state prese e in estate si farà una valutazione su come intervenire ulteriormente. Per quanto riguarda esami e docenti, invece, la primavera rappresenterà il periodo delle scelte», spiega Mirko Bisesti.

Assessore, partiamo dagli esami di riparazione: il dibattito la scorsa estate è stato interessante, ma adesso è il momento dell’operatività: si tornerà al passato?
La mia indicazione è quella. Ho svolto una serie di incontri, con Ceccato e Sbardella in primis, e a breve incontrerò anche la Consulta degli studenti. Siamo in fase di ascolto di eventuali proposte o suggerimenti.
Ad esempio?
Ci sono un po’ di ipotesi in ballo, ad esempio sul quando farli, magari biennali. Oppure sul come, su quale grado di rigidità tenere, da quando partire. Sono domande scaturite da proposte che ci sono state fatte. Ora valuteremo soprattutto gli aspetti tecnici, e in primavera prenderemo una decisione.
La decisone pare presa: non si ragiona sul “sì” o “no”, ma sul come e quando. A prescindere dall’opinione di ognuno, senza dubbio il tema è sentito.
Sicuramente, e da ambo le parti, escludendo quella istituzionale: ovvero sia insegnanti sia studenti tengono molto a questo argomento degli esami di riparazione. E da parte dei più giovani la richiesta è sostanzialmente una: premiare il merito. Loro credono fortemente nella meritocrazia e per questo cercheremo delle formule che la premino.
Capitolo trilinguismo: diciamo che siamo in fase di passaggio e di valutazione.
Prima di Natale abbiamo dato le nuove direttive, ribadendo che una modifica del progetto è necessaria. In sostanza abbiamo dato maggiore flessibilità ai singoli istituti: dove il Clil ha successo e dà risultati si va avanti e magari si cresce, mentre dove non ci sono insegnanti o ci sono problemi si adottano altre strategie.
Però non è una decisione definitiva: per ora si naviga a vista, ma poi ci vorrà un intervento.
E ci sarà. Abbiamo un tavolo di lavoro tecnico di analisi della situazione, che si occupa durante l’anno scolastico di capire cosa funziona e cosa noi. Dopo l’estate ci sarà l’intervento, ma prima vogliamo avere delle basi.
Abbiamo parlato dei docenti: in vista ci sono assunzioni?
Per quanto riguarda le primarie abbiamo dato un’infornata nei mesi scorsi, mentre per le secondarie c’è il concorsone nazionale. Al Dipartimento siamo al lavoro per avere una stima delle necessità e poi si procederà anche in questo senso.
Brentonico e Mori sono state scorporate: si tratta dell’unica operazione in tal senso a livello provinciale? O c’è altro in programma?
Quella situazione l’abbiamo risolta. Adesso siamo concentrati su un altro “caso”, che riguarda Rotaliana e Paganella. Si tratta di un territorio molto vasto, che va sostanzialmente da Terre d’Adige a Molveno. In questo caso non abbiamo provveduto a scorporare perché la questione è più complessa, le indicazioni di comuni e comunità non sono univoche ed è necessario prendere più tempo. Sulle scuole dell’altopiano ci sarà un vicario fisso. A fine anno lui e tutte le istituzioni ci riferiranno, analizzeremo la situazione e poi prenderemo una decisione definitiva.

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