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La giunta e gli eventi in quota

si deciderà caso per caso

aspettando la «Carta etica»

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«Più Moroder e meno Jeep» si è lasciato scappare l’assessore all’ambiente, Mario Tonina, dopo l’approvazione in giunta provinciale, nella seduta prenatalizia, delle linee guida per gli eventi in montagna. Ricordate le polemiche, lo scorso aprile, per il concerto di Giorgio Moroder ai 2.200 metri dell’Alpe Tognola, seguite da quelle che hanno preceduto e accompagnato il «Camp Jeep» di metà luglio, sempre in Primiero, tre giorni con 600 mezzi rombanti tra l’area di Ces e la Tognola? E, ancora, ricordate il passo indietro che, nelle Giudicarie, in aprile ha evitato il mega concerto «Dolomitic Top Music» sullo Spinale, memori di quello dell’anno prima, con Bob Sinclair?
Ecco, alla ricerca di un punto di equilibrio tra esigenze di marketing turistico, da una parte, e tutela della risorsa ambiente, dall’altra, sono state concepite le linee guida. Non un approccio direttivo e normativo, calato dall’alto, ma una doppia indicazione: di princìpi e di metodo. Con tre strategie indicate: la predisposizione di una “Carta etica della montagna trentina”; la costituzione di un “Tavolo permanente di confronto”; la prospettiva di investire in ricerca e sensibilizzazione.

Due gruppi al lavoro. Due distinti gruppi di lavoro hanno contribuito, a partire dalla scorsa legislatura, alla definizione delle linee guida: il primo, in ambito Fondazione Dolomiti Unesco, che ha coinvolto anche portatori di interesse di Veneto e Alto Adige, per affrontare il nodo dell’utilizzo dei mezzo motorizzati a fini ludico-sportivi; il secondo, nell’ambito della Cabina di Regia delle aree protette e dei ghiacciai, dedicato in particolare agli eventi musicali, culturali e sportivi. La premessa è che c’è una «inidoneità della normativa ambientale a rispondere a questioni che non afferiscono esclusivamente alla salvaguardia degli ecosistemi ma che attengono anche alla dimensione economica e, soprattutto, a quella etica». E, per quanto riguarda l’accettazione delle norme di natura ambientale, emerge «la centralità del tema della cultura e dell’educazione».
Valutazione preventiva degli eventi.

Per dare una prima risposta operativa ai problemi contingenti, sarà costituito un “Tavolo permanente di confronto” cui saranno sottoposte programmazione di eventi e manifestazioni. Toccherà a questo tavolo fare una «valutazione preliminare sotto diversi aspetti». Le linee guida stabiliscono che «l’iniziativa per sottoporre al Tavolo la valutazione di un evento che si intende programmare deve essere riconosciuta ai proponenti o agli organizzatori degli eventi, ai soggetti della promozione turistica/territoriale, ai vari portatori di interesse significativi, come pure a tutti i soggetti istituzionali che abbiano potestà autorizzatorie o di vigilanza». Il Tavolo sarà costituito con delibera di giunta e sarà formato dai dirigenti dei dipartimenti competenti in materia di ambiente (Livia Ferrario sarà la coordinatrice, ndr), foreste e turismo, dal responsabile di Trentino Marketing (Maurizio Rossini, ndr) e da due membri esperti, uno di ambiente, l’altro di turismo (proposto dall’assessore Roberto Failoni che, su eventi come il Camp Jeep si era detto a favore, al contrario del collega Tonina).

I princìpi irrinunciabili. Saranno i fatti a dire come e quanto le linee guida peseranno davvero. Ma, intanto, sono messi nero su bianco alcuni concetti. Il valore della non riproducibilità di una offerta turistica e il fatto che «i nuovi paradigmi del turismo mondiale si allontanano, tendenzialmente, dalla prospettiva del turismo di massa». Che c’è quindi la necessità di «una visione di distintività responsabile dei luoghi turistici». E, poi, il fatto che «l’immagine di una destinazione si costruisce nel tempo» ed è una sorta di «patrimonio intangibile» associato ad un territorio, che hanno bisogno di una «reputazione positiva». Da qui, per quanto riguarda gli impatti degli eventi in montagna, soprattutto in alta quota, il «concetto di limite negli usi territoriali e nella fruizione turistico-ricreativa». Limite che è un «elemento essenziale per la promozione di quelle basi culturali di sobrietà, di consapevolezza e di precauzione, senza le quali l’uso del territorio in ambiente alpino può degenerare pericolosamente».


Equilibrio, silenzio e sostenibilità. A fare da guida a modi diversi di fruizione, ecologicamente appropriati, per favorire la cultura del limite, del rispetto, della biodiversità, nella sostanza dell’equilibrio, sarà nel medio-lungo periodo una «Carta etica della montagna trentina», istanza emersa anche dai tavolo degli Stati generali della montagna. Per ora, le linee guida si limitano a fissare sette parole chiave della futura “Carta”: consapevolezza, perché la conoscenza è la base imprescindibile per indurre un legame con un luogo; equilibrio, perché la montagna richiede «un approccio integrato fra le esigenze di tutela e le necessità delle comunità locali, volto a perseguire un equilibrio fra conservazione e sviluppo»; responsabilità (la montagna va vissuta per quello che può dare, in maniera “dolce”); rispetto, perché «la montagna è libertà, ma nel rispetto dell’ambiente, dei suoi abitanti e dei suoi frequentatori»; sensibilizzazione, per facilitare l’introduzione di modelli positivi di comportamento; sostenibilità, perché ci sono luoghi e ambiti «dove il piede dovrebbe posarsi leggero, quasi senza lasciare traccia del passaggio, e le Alpi sono uno di questi luoghi, fragile mosaico di ambienti, paesaggi, culture». Infine, il silenzio, perché in una società sempre più esposta al rumore, il silenzio sta diventando di fatto un bene di lusso».
Chi promuove concerti e Jeep in quota o le Audi e le Ferrari sulle piste della Rendena, prenda nota: «le vacanze all’insegna della quiete e della disconnessione sono un nuovo trend» e il silenzio è «un patrimonio da tutelare al pari di specie e habitat, non solo per la conservazione degli ecosistemi ma per il nostro benessere». Do. S.

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