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Arriva il mutuo per la natalità

Aiuti fino a 30mila euro:

regalati a chi fa tre figli

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Un prestito fino a 30mila euro per i giovani che vogliono crearsi una famiglia. Da restituire a tassi agevolati. Se la coppia che ottiene l'aiuto, nell'arco di 5 anni, fa due figli dovrà ridare indietro solo la metà della cifra ricevuta. Addirittura niente se di figli ne farà tre entro i 10 anni dal momento in cui riceve l'anticipo. 

È questo il jolly che Maurizio Fugatti si gioca nella sua prima vera finanziaria da presidente della Provincia. Una misura quella annunciata dal governatore, che ieri ha letto in aula la relazione al bilancio da 4.8 miliardi di euro, mai uscita prima. 
«Questa giunta - ha dichiarato Fugatti - si impegna da subito ad elaborare un piano per anticipare a chi vuole costruirsi una famiglia le risorse necessarie a dare gambe al suo progetto di vita che non è solo individuale ma collettivo, coinvolgendo le banche del territorio come volano finanziario». E ha precisato: «La Provincia nell'operazione avrà un ruolo da garante, gli istituti di credito ci metteranno i soldi. Vogliamo incentivare le nascite e svecchiare la popolazione del Trentino».
Con le banche la Provincia sta studiando un'altra iniziativa: un piano straordinario per riqualificare le strutture alberghiere trentine in vista delle Olimpiadi invernali. «Dobbiamo presentarci al meglio a questo appuntamento. I finanziamenti potranno essere ricevuti non solo da chi ha un hotel nelle zone delle gare, ma nell'intero territorio provinciale. La parola d'ordine è qualità». 

Intanto, risorse per i contratti pubblici, su cui ancora non ci sono le risorse richieste dai sindacati (ne chiedono 65 contro le circa 33). Irpef, su cui le minoranza hanno proclamato battaglia per evitare che i redditi bassi si vedano alzare le imposte locali.E Itea, per la quale probabilmente potrebbe essere modificato l’articolo che prevede la perdita dell’appartamento per l’intera famiglia, se un componente viene condannato in via definitiva per reati come droga o violenza. Sono alcuni dei nodi che dovranno essere sciolti dal Consiglio provinciale nella discussione della legge di stabilità provinciale per il 2020, la prima dell’era Fugatti.

La manovra finanziaria, composta dal bilancio preventivo 2020-2022 che vale 4,8 miliardi di euro complessivamente, dalla legge di stabilità e dalla collegata, avvia oggi pomeriggio alle 16 il suo viaggio consigliare. A quell’ora il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti (Lega), illustrerà la manovra. Poi, il Consiglio chiuderà per riaprire domani, quando si aprirà la fase della discussione generale e si andrà alla battaglia sui 2.300 emendamenti, presentati soprattutto dalle opposizioni. Il numero complessivo delle richieste di modifica alla finanziaria potrebbero aumentare, visto che entro oggi alle 12 è possibile presentare i subemendamenti.

Ma vediamo come si presenta la finanziaria 2020 nelle sue linee principali. Rispetto all’ultima finanziaria della giunta precedente, la prima di marchio leghista ha delle risorse in calo per la Provincia. Al netto degli accantonamenti previsti dagli accordi con lo Stato, infatti, Al netto di tali accantonamenti le risorse effettivamente disponibili sono pari a 4 miliardi 702 milioni di euro nel 2019, per scendere progressivamente, stando le cose così come sono ora, a 4 miliardi 644 milioni per l’anno prossimo, a 4 miliardi 529 milioni nel 2021 a 4.330 milioni di euro nel 2022. A tali risorse vanno aggiunge, nel triennio 2019-2021 246 milioni di euro di risorse dello Stato e dell’Unione europea per interventi di ripristino dei danni causati dalla calamità di fine ottobre 2018, ossia dalla tempesta Vaia, sia sul patrimonio pubblico che su quello privato.

Per quanto riguarda gli investimenti, la volontà della giunta è di mettere 200 milioni di euro aggiuntivi per il 2020, sfruttando non solo le risorse provinciali ma anche quelle di terzi, come A22, ad esempio, Stato o il ricorso all’indebitamento. Il totale a carico della Provincia per quanto riguarda le risorse già previste dalle finanziarie precendeti è di 1 miliardo 623 milioni (227 per la sanità, 83 sulla banda larga, 788 su viabilità e trasporti, 140 sull’edilizia scolastica, 223 sul patrimonio pubblico), altri 166 per un totale di 1.789 sono legati a nuove opere (60 milioni), ristrutturazioni, maggiori sicurezza di ponti, gallerie e investimenti minori.

Sul fronte della spesa, quella su cui si chiede già di aumentare l’entità è quella per il rinnovo dei contratti pubblici dei dipendenti provinciali. Cgil, Cisl e Uil, che proprio ieri hanno visto Fugatti sul tema, dicono: le risorse presenti in finanziaria sono poche, vanno aumentate già da questa manovra.

Ieri il governatore Maurizio Fugatti ha dato il via ai lavori in consiglio provinciale sulla manovra con la sua relazione. Ora si entrerà nel vivo della discussione.

«Si tratta di una manovra improntata al pragmatismo, non ai grandi proclami», ha sottolineato Fugatti precisando che verrà messo al centro il rilancio dell'economia e delle infrastrutture.

Per Fugatti occorre «consolidare la nostra Autonomia speciale, ma per farlo dobbiamo sviluppare rapporti con altri territori e altre autonomie» confermando «il rapporto costruttivo con Bolzano».

Fugatti ha detto di voler «evitare lo spopolamento e la concezione consumistica del vivere».

«Per noi valli e città hanno pari dignità e pari ruolo», ha aggiunto precisando che non verrà chiusa nessuna scuola nei piccoli paesi. A proposito della sicurezza, il governatore ha promesso di nuovo l'arrivo di nuovi poliziotti, l'uso di guardie giurate sui treni e la video-sorveglianza sugli autobus.

Confermato anche l'impegno per la Valdastico.

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