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Vitalizi, in arrivo sforbiciate fino al 70%

La riforma in aula mercoledì prossimo

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Riduzioni anche del 69%, tetti che evitano di aumentare il vitalizio oltre quota 4.127 euro lordi al mese, pari a circa 2.800 euro netti. In vista del 13 novembre, quando in Consiglio regionale andrà in scena il dibattito sul disegno di legge 11 relativo alla riforma dei vitalizi, si iniziano a fare i conti su come cambieranno gli assegni per gli ex consiglieri già beneficiati del vitalizio e di quelli che ci andranno in futuro.

Se approvata, la riforma parte dal punto fermo del ricalcolo in base ai contributi versati degli assegni vitalizi, ma senza poter superare la cifra dell’assegno incassato attualmente.
Nonostante si sia abolito il contributo di solidarietà, come prevede un sistema contributivo che calcoli il vitalizio sulla base di quanto versato nel corso della carriera politica, i tagli dovrebbero toccare anche coloro che, tra gli ex consiglieri, non hanno attualizzato. Si tratta di quei 31 ex consiglieri che, nel 2012, nell’anno della riforma dei vitalizi firmata dall’allora presidente del Consiglio regionale Rosa Thaler Zelger, hanno detto no a un anticipo di parte di quanto versato come montante contributivo e anche no, quindi, al taglio del vitalizio che arrivava, in alcuni casi, fino a 10.400 euro lordi al mese. Attualmente, il contributo di solidarietà è pari al 20%, con l’assegno che quindi viaggia attorno agli 8.000 euro.

Per il futuro, spiegano dal Consiglio regionale, il tetto per il nuovo assegno vitalizio ricalcolato secondo quanto versato, sarà quello al netto del contributo di solidarietà (8.000 euro quindi) e non i 10.400 euro lordi conseguiti in precedenza. Su questo punto, come su altri della riforma (il mancato adeguamento delle aspettative di vita ad esempio, o l’incremento degli assegni per chi ha il vitalizio dai 50 anni di età), la Regione si aspetta che ci potranno essere dei ricorsi ulteriori, oltre alle circa 60 cause in corso.

«A marzo dovrebbero chiudersi tutte le cause - spiega il presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher (Lega) - Credo che in ogni caso siano da rispettare tutte le posizioni, ma va detto anche per onestà intellettuale che coloro a cui si taglia, hanno ottenuto molte risorse in passato. Serve equità e credo che questa riforma la introduca».
Intanto, tra gli ex consiglieri si inizia a fare un calcolo di quanto potrebbe essere il taglio dei vitalizi.

Tra gli altri, ad esempio, un possibile taglio è quello per Antonio a Beccara, classe 1939, che dovrebbe vedersi ridurre con il contributivo il vitalizio dagli attuali 41.27 euro lordi mensili a 1.263 con un calo del 69% circa. Mauro Gilmozzi, che sulla base del contributivo potrebbe arrivare a 6.000 euro lordi al mese, ne avrà 4.127. Michele Di Puppo, ex presidente del Consiglio provinciale a Bolzano, arriverebbe a 5.200 euro secondo il calcolo contributivo, ma ne avrà, con al riforma, sempre 4. 127 lordi al mese. Eva Klotz avrebbe diritto sulla base del cotnributivo a 9.800 euro lordi al mese, ma andrà con 4.127 euro, lo stesso importo per Nerio Giovanazzi, che col contributivo avrebbe diritto a 6.000 euro lordi al mese circa.
Tra gli aspetti che la riforma, entrata lunedì in commissione e votata dai componenti, ha cambiato c’è quello relativo al tetto al cumulo di più vitalizi.

La Svp, grazie a un subemendamento di Josef Noggler, è riuscita ad abolire la cifra limite di 9.000 euro lordi al mese.
Tra chi ne potrebbe usufruire, ma occorrerà capire che effetto avrà concretamente la norma, c’è Siegfried Brugger.
«Seguo senza passione la discussione sui giornali relativamente alla riforma . afferma Brugger - e non saranno certo queste riosorse a cambiarmi la vita. Ma dal punto di vista del principio, l’abolizione del contributo di solidarietà è un sistema sacrosanto visto che si introduce il calcolo contributivo».

In passato, col tetto al cumulo, «ho preso per anni 139 euro al mese e poi ho preso qualche centinaio di euro in più» quando sono cambiate le norme, continua Brugger.

Brugger è uno dei 187 beneficiari di vitalizi tra gli ex consiglieri e le vedove: 31 sono gli assegni senza attualizzazione, 87 con attualizzazione, 51 gli assegni
di reversibilità. Il vitalizio massimo (lo prendono 10 consiglieri) è pari a 10.400 euro, che potrebbero rimanere tali per i consiglieri che non hanno aderito all’attualizzazione.

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