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Panizza, primo giorno al Mart

«Sono contento, con Sgarbi

siamo amici da molti anni»

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È raggiante Franco Panizza, dopo il primo giorno di lavoro nel nuovo ruolo che ha assunto al Mart, fortissimamente voluto nel ruolo di «geografo» dal presidente, Vittorio Sgarbi. L’ex assessore e senatore, nonché attuale presidente del Patt, è un funzionario provinciale, da lunedì assegnato in servizio al museo roveretano, dopo mesi di discussioni e polemiche. Missione principale: occuparsi dell’individuazione delle location adatte nel territorio trentino, nel quadro di un progetto di valorizzazione diffusa delle collezioni permanenti del Mart.

«Ho trovato una bella accoglienza da parte dei miei nuovi colleghi. L’impatto è stato assolutamente positivo, c’è un bel clima. Ho trovato un ambiente molto dinamico. Varie persone le conoscevo fin dagli anni in cui ero assessore provinciale alla cultura».

A quando il primo confronto “ufficiale” con il direttore Gianfranco Maraniello?

«Ci vedremo domani (oggi, ndr) e potremo parlare dei progetti territoriali già menzionati da Sgarbi. Come noto, la mia collaborazione è legata alla conoscenza che ho del territorio, sia per quanto attiene alle strutture presenti (per ospitare eventuali esposizioni) sia alle realtà culturali e alle loro capacità e potenzialità organizzative. Si parte naturalmente dalla rete dei castelli, dei centri culturali e degli spazi artistici presenti nelle valli trentine. Questo è l’obiettivo specifico che mi è stato prospettato ma sul quale cominceremo concretamente a confrontarci solo ora. Dopo di cercherò di dare una mano al programma di attività del Mart stabilito da consiglio di amministrazione, direttore, presidente e comitato scientifico».

Ma a quando risale il primo incontro con Vittorio Sgarbi da cui è scaturita la stima che il presidente le ha attestato ripetutamente in questi mesi?

«Bisogna andare indietro di quasi una decina d’anni, quando si preparavano le iniziative per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia nel 2011. Io ero assessore alla cultura e scoppiò una polemica che mi vide coinvolto: mi ritrovai mio malgrado sui giornali perché era uscita una notizia secondo la quale Trento e Bolzano erano state le uniche a non accogliere l’invito di Sgarbi a dare un contributo alle iniziative artistiche per la ricorrenza. Lui quell’anno era il responsabile del Padiglione Italia della Biennale di Venezia e aveva proposto di estendere la mostra in 27 capoluoghi regionali italiani in onore dell’Unità d’Italia. Io spiegai che a Trento non avevamo ricevuto nessun invito. Feci subito una verifica e appurai che per un disguido l’invito era arrivato solo in Regione. Quindi chiamai Sgarbi per chiarire tutto e poi organizzammo non una ma due mostre: la prima con artisti trentini affermati, la seconda con figure emergenti. Da quella volta siamo rimasti in contatto. Quando veninvain Trentino mi chiamava sempre, magari anche per qualche indicazione sui castelli da visitare o sulle mostre. È nato così un rapporto di amicizia e di stima reciproca».

Quando vi rivedrete finalmente al Mart?

«Ci siamo incontrati la settimana scorsa a Pordenone, dove lui ha inaugurato una mostra e ha consegnato un premio. Quindi abbiamo già avuto occasione di confrontarci direttamente sull’idea di portare le opere del Mart sui territori, anche cercando di collaborare con le strutture turistiche. Ne ha già parlato, fra l’altro, con i rappresentanti degli albergatori e questa sinergia credo sia molto interessante. Si tratta ovviamente di capire con quali modalità di potrà procedere, sia dal punto di vista dei contenuti (che potrebbero relazionarsi con i singoli territori, un legame specifico) sia per quanto riguarda gli aspetti pratici di spostamento e assicurazione delle opere d’arte. Si tratterà di trovare la formula più adeguata. In ogni modo, questa idea dell’arte che si sposta anche verso le periferie mi risulta peraltro sia coltivata da tempo anche dal direttore Maraniello, che in varie occasioni pubbliche ha spiegato in passato anche questa sua visione».

Questo vuol dire che presto avremo un programma delle prime esposizioni diffuse?

«Sui tempi non mi posso esprimere al momento. Teniamo presente che all’inizio di dicembre credo che il Mart approverà il programma del prossimo anno. Chiaramente qui si tratterà delle mostre principali in sede. Ma una volta definito il quadro si potrà impostare un metodo di lavoro anche per le iniziative nei territori che saranno poi pensate via via nel corso dei prossimi mesi».


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