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La legge: non si può più dire

Alto Adige, né altoatesino,

il ministro Boccia interviene

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È polemica per l’approvazione, da parte del Consiglio provinciale di Bolzano, del provvedimento che ha modificato il testo italiano del disegno di legge 30 sull’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea.

Nella versione tedesca del testo esiste il «Südtirol», ma non più l’Alto Adige, sostituito invece con «Provincia di Bolzano» nella versione italiana. In serata il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, ha reso noto di aver «personalmente chiesto al Presidente Arno Kompatscher di intervenire sulla norma relativa al disegno di legge sulle “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea” - ha detto il ministro - perchè è necessario rendere i testi italiani e tedeschi perfettamente identici e rispettosi della Costituzione. Se così non dovesse essere la legge sarà impugnata dopo la sua pubblicazione».

Era stato il consigliere provinciale di «Alto Adige nel cuore - Fratelli d’Italia» e coordinatore regionale del partito, ad esprimere «profondo sconcerto per la decisione assunta dal Consiglio provinciale di Bolzano di cancellare l’espressione “altoatesino” e “Alto Adige” dalla Legge definita “europea”.
Perchè non va bene? Perchè Alto Adige è dizione imputata di “fascismo” dai secessionisti di Süd-Tiroler Freiheit».

Urzì è l’unico ad aver votato contro il provvedimento, approvato con 24 sì (Suedtiroler Volkspartei, Suedtiroler Freiheit e Freiheitlichen) e 5 astensioni (Pd, Verdi, Lega e Team Koellensperger).

A tuonare è stata anche la leader di Fdi Giorgia Meloni: «Continua l’ignobile guerra di aggressione della Svp e dei secessionisti sudtirolesi all’italianità dell’Alto Adige. È vergognosa la decisione del Consiglio provinciale di Bolzano di cancellare le parole Alto Adige e “altoatesino”. Fratelli d’Italia chiede al Governo di rispondere con nettezza a questo inaccettabile affronto e di impugnare immediatamente questa scandalosa legge anti-italiana, che calpesta la Costituzione e la nostra storia».

Ma Fratelli d’Italia non è la sola voce contraria. Anche Italia Viva, con Maria Elena Boschi, ha sostenuto che «aver cancellato il termine Alto Adige dalla legge europea con un colpo di maggioranza è stato un grave errore. Mi auguro che si tratti di un caso isolato e che si possa porre rimedio».

Il presidente altoatesino Arno Kompatscher ha gettato acqua sul fuoco: «La denominazione Alto Adige non è stata abolita. Va ricordato che non sarebbe neanche possibile, visto che la denominazione della Regione Trentino Alto Adige Suedtirol è sancita dalla Costituzione. Il provvedimento approvato - spiega ancora Kompatscher - riguardava semplicemente un comma della legge omnibus, nel quale la denominazione Alto Adige è stata sostituita con quella di Provincia di Bolzano». Il dibattito, prosegue Kompatscher, «riguarda il fatto che la dizione tedesca Südtirol non è stata modificata. Giustamente, va detto, è stato evidenziato che di conseguenza anche in tedesco andrebbe scritto Provinz Bozen. Così però non è stato fatto».

Rassicurazioni che tuttavia non devono essere bastate al ministro Boccia. Le parole del governatore altoatesino hanno invece «piacevolmente sorpreso» la coordinatrice regionale di Forza Italia, Michaela Biancofiore: «Il presidente Kompatscher, che riconosce l’errore di aver abolito con legge provinciale il termine Alto Adige. Le sue parole sono un atto di umiltà e di intelligenza che lo certificano presidente di tutti».

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