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La giunta contro l'integrazione

fa dire «basta» persino

all'alleato Grisenti (dall'Africa)

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Lo ha scritto persino il consigliere provinciale Paolo Ghezzi: «speriamo che il presidente della Provincia di Trento Fugatti, ora privo di protezione di polizia a Roma, cali il suo tasso di razzismo, ora che perfino un suo fan come Grisenti dice "basta"». E infatti...

Sarà il contesto, la Tanzania dove è “in missione”. Sarà che da Roma, con l’accordo di governo tra Movimento 5 Stelle e Pd, si alza una brezza che incrina la deriva nazional- sovranista e di destra. Sarà un po’ tutto questo, fatto è che il “volontario” Silvano Grisenti ieri ha detto basta. E, da presidente di Progetto Trentino, partner del “governo del cambiamento” di piazza Dante, ha chiesto un «chiarimento politico» a Fugatti sull’allontanamento dei profughi dalle case di riposo.

Ed è bastata questa richiesta a scatenare il consigliere Alessandro Savoi, presidente della Lega Salvini Trentino: «Grisenti chi? Le dichiarazioni di Silvano Grisenti di oggi contro Fugatti sono inopportune e fuori luogo. Ma del resto che cosa ci dobbiamo aspettare da un pregiudicato come Grisenti, ex presidente di A22? Nulla. Proprio nulla. Rimanga pure in Africa, il signor Grisenti... Noi andiamo avanti con orgoglio, onore e dignità. Abbiamo sconfitto la Democrazia cristiana... Sconfiggeremo anche i comunisti, non molliamo mai».
«Parole, quelle di Savoi, che non condivido e da cui prendo le distanze» interviene Fugatti «Silvano Grisenti è un nostro alleato politico e con lui, è notorio, ho un ottimo rapporto personale». Anche Mario Tonina, di Progetto Trentino, vicepresidente della Provincia, rimbrotta Savoi: «Ogni dichiarazione estrema è inopportuna e fuori luogo!. Ci vuole sempre rispetto per le persone. Ricordo che Silvano Griesenti è in Africa per svolgere volontariato e aggiungo che le scelte personali, essendo tali, non possono essere viste, giudicate e strumentalizzate sotto una lente politica». Quanto al richiamo alla Dc, Tonina aggiunge: «Le parole di Savoi mi hanno fatto ricordare che domani (oggi, ndr) festeggiamo la nostra Autonomia che abbiamo proprio grazie ad un grande statista democristiano: Alcide De Gasperi».
Grisenti, ex Dc, ex Margherita, ex uomo forte “del fare” dell’epoca dellaiana, che ha continuato a negare, ma il cui nome come candidato sindaco di Trento la prossima primavera continua a rimbalzare, è rimasto di sasso, dopo avere appreso della dichiarazione fatta dal governatore Fugatti a Pinzolo: «Finalmente niente più profughi badanti nelle case di riposo trentine».

L’”africano” Grisenti ha postato su Facebook, sotto forma di “comunicato stampa”, il disagio, tutto politico, di Progetto Trentino: «Ho letto e riletto questa dichiarazione del Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, pronunciata a Pinzolo alla festa della Lega alla presenza del Sen. Salvini» scrive Grisenti «ma sinceramente non sono riuscito a darmi una spiegazione logica visto che conosco il Trentino come lo conosce il Presidente Fugatti. Siamo in Tanzania, in terra di missione, fortunatamente come tanti trentini, e leggere certe dichiarazioni mi ha lasciato basito. Mi sono chiesto: sarà forse diventato il Presidente della Lega? Purtroppo no! È il mio Presidente, è il presidente del Trentino». E qui Grisenti entra nel merito politico della performance pinzolera di Fugatti: «Progetto Trentino» scrive «ha contribuito alla vittoria della “Coalizione per il Cambiamento” alle elezioni provinciali dell’ottobre 2018 perché il Trentino potesse respirare un’aria diversa dopo 20 anni di governo del Csx che avevano asfissiato la nostra vita. Questo cambiamento non comporta però il calpestare o peggio ancora il tradimento dei valori fondamentali della nostra Terra, della nostra Autonomia, di Progetto Trentino e dei suoi iscritti».
Cambiano i toni, ma la “sberla” politica a Fugatti è pari a quella che ieri gli hanno inferto proprio gli esponenti del centrosinistra autonomista, dall’ex presidente Ugo Rossi a Luca Zeni del Pd, a Paolo Ghezzi di “Futura”. «La convivenza, la solidarietà, la capacità di guardare al diverso con apertura sono per i trentini e per noi di Progetto Trentino dei valori fondamentali e per questo irrinunciabili. Per questa ragione» conclude Grisenti «Progetto Trentino prende le distanze dalle dichiarazioni del Presidente Fugatti e chiede immediatamente un incontro di Coalizione per un chiarimento politico». Postilla finale: «Uno è la propaganda politica, altro è rappresentare una Comunità nel rispetto della sua storia e dei suoi valori».

Progetto Trentino, come detto, esprime il vicepresidente e assessore all’urbanistica, all’ambiente e alla cooperazione della Provincia, Mario Tonina. Il disagio è evidente. Dentro il partito si cerca una ragione delle dichiarazioni, ritenute sconcertanti, di Fugatti a Pinzolo. Sarà stata l’eccitazione per avere al fianco il Capitano Salvini e davanti la calda platea leghista, ma l’aver spinto all’estremo la logica del “Prima i trentini!” da parte del più “democristiano” tra i leghisti, qual è ritenuto Fugatti, mette disagio anche ad un partner fondamentale come Grisenti. Che, ora, gliene chiede conto. Il governatore si dice sereno: «Ho già parlato con Silvano. Facciamo di frequente incontri di maggioranza: ne faremo uno anche sulla questione posta da Grisenti. Non temo ripercussioni». Vero che Grisenti è il suo consigliere di fiducia in materia di infrastrutture? «Che abbia esperienza in materia nessuno lo può negare» risponde Fugatti «ascolto lui come altri membri di maggioranza». «Confermo» aggiunge il segretario della Lega, Mirko Bisesti, a proposito di Grisenti «che durante prossima riunione di coalizione, già definita per la prossima settimana, ci si potrà confrontare e chiarire al tavolo di coalizione». Do. S.

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