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Le vacanze di Fugatti

tra mare e montagna

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Una settimana di mare. In Abruzzo, a Giulianova. Ad inizio agosto. Con la moglie e i due figli. Poi una serie di giornate “rubate” alla politica. Sono state queste le ferie di Maurizio Fugatti.

Presidente, ci racconta la sua estate?

Dopo l’assestamento di bilancio, sono riuscito a prendermi sei giorni di relax con la mia famiglia. Ho deciso, almeno per questo primo anno da governatore, di scegliere una località turistica non distante dal Trentino. Ero più tranquillo a sapere che, in caso di emergenze, sarei potuto tornare in ufficio nel giro di tre-quattro ore.

È stato capace di tenere spento il telefono quando era in spiaggia?

Non è possibile per chi ricopre una carica come la mia nemmeno immaginare di farlo. Il confronto con i collaboratori e gli altri componenti della giunta deve essere quotidiano. La prima cosa che facevo in Abruzzo era quella di comprarmi i giornali trentini.

Dopo il mare, è riuscito a riposarsi ancora?

Sono stato due giorni a Passo Rolle, sul Monte Baldo e ho portato i miei ragazzi a Gardaland. Domani (oggi, ndr) andrò a fare un giro, sempre con la mia famiglia, in Val di Non e zone limitrofe. Poi spero di ritagliarmi altri momenti di riposo, quando gli impegni me lo consentiranno, prima della ripresa delle scuole e dell’attività politica post-agostana. Vi dirò però una cosa.

Prego.

Non è affatto male passare le vacanze in Trentino. Per lavoro io giro spesso nelle nostre vallate e le conosco bene, ma farlo da turista è bellissimo. Ci sono dei posti fantastico. Consiglio a tutti di rivalutare le ferie “in casa”.

Come le è cambiata la vita da presidente?

Fare il governatore è un qualcosa che ti assorbe. La vita da parlamentare e da sottosegretario è meno complessa. Ora, rispetto a quando ero a Roma l’unico vantaggio è che riesco a dormire nella mia abitazione. Per il resto dalle 6 del mattino fino a tarda notte non ci sono mai per i miei cari. Vale pure il sabato e la domenica. E quando sono libero, basta una chiamata per rivoluzionare il week-end e trasformarlo in lavorativo.

La sua famiglia protesta?

I miei figli mi vedono pochissimo e per mia moglie vale lo stesso discorso. Si sono abituati. Cerco di ritagliarmi sempre degli spazi per loro, ma non è facile farcela.
Se si andrà al voto, le sue giornate diventeranno ancora più intense.

Vediamo se si tornerà alle urne. In caso affermativo la campagna elettorale sarà come sempre bella e faticosa. Non mi tirerò indietro».

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