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Moranduzzo contro padre Alex

Giulia Merlo: «Prete che fa politica?

E Salvini con il rosario, allora?»

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Il consigliere provinciale leghista Devid Moranduzzo ha attaccato con parole molto dure padre Alex Zanotelli, definendolo un «terzomondista fanatico», che «non è un vero prete» e che dovrebbe «pensare a fare il missionario», anzi «se vuole fare politica si tolga la tonaca e si candidi».

Molte, ieri, le reazioni sui social. Ma la più condivisa è l’opinione di Giulia merlo, giornalista, già candidata per il PD al collegi odi Trento alle elezioni suppletive.

Scrive Merlo: «Moranduzzo spiega anche che “la Chiesa (preti compresi) non deve fare politica, in caso contrario si tolgano la tonaca e si candidino”.
Le parole di Moranduzzo si commentano da sole: inutile ricordare come padre Zanotelli - che io ho ascoltato qualche mese fa nella sala della comunità di Valle di Malè, davanti a una sala gremita di giovani e anziani, cattolici e non - abbia fatto il missionario in Africa tutta la vita, stia oggi dedicando la sua missione pastorale a un difficile quartiere di Napoli e sia instancabilmente testimone di pace ovunque venga chiamato.
A colpirmi è soprattutto il concetto che la Chiesa non debba fare politica, quando questo viene espresso da chi segue un leader come Matteo Salvini, che brandisce il rosario in un’aula parlamentare e invoca il cuore immacolato di Maria ad ogni buona occasione.
Personalmente, ritengo che la politica debba essere laica, per rispetto a se stessa ma anche a chi pratica un credo religioso. Per questo, i rosari si usano in Chiesa e non sui palchi di comizi politici e io diffido di chiunque li usi come strumenti di propaganda e non come strumenti di fede.
I sacerdoti, come chiunque in questo Paese, hanno diritto di parola tanto quanto il consigliere Moranduzzo. La loro opinione interessa e pesa, come per tutti, in funzione di ciò che hanno fatto e ciò che rappresentano: le parole di padre Zanotelli qualificano lui (In relazione ai fatti della nave Open Arms, ha detto che “qui siamo di fronte a un processo di disumanizzazione mai visto. Quello cui stiamo assistendo nel Mediterraneo è disprezzo totale verso le persone” e per questo “non ci si può dichiarare cristiani e votare Lega”), tanto quanto il suo commento (“Come lui si prende la libertà di additarci a non-veri-cristiani, allora noi possiamo dire che lui non è un vero prete”) qualifica Moranduzzo.
A chi legge spetta ancora il diritto scegliere da che parte stare, laicamente ma consapevolmente. Io, consapevolmente e laicamente, sto con padre Zanotelli».


COSA HA DETTO MORANDUZZO

«Secondo padre Alex Zanotelli “non ci si può dichiarare cristiani e votare Lega” in quanto “la politica leghista è antitetica al Vangelo”.
Che dire, questo personaggio sprizza odio da tutti i pori. È indegno utilizzare la religione per dividere le persone tra buoni e cattivi sulla base di opinioni puramente personali e ideologizzate. Rimango sempre dell’idea che la Chiesa (preti compresi) non deve fare politica, in caso contrario si tolgano la tonaca e si candidino.
Io sono orgoglioso di professarmi cristiano e cattolico, anche se mi sento sempre meno parte di questa Chiesa Cattolica, per fortuna non tutta, ridotta a fare la sponda a ONG a fini di lucro. Forse la riflessione che andrebbe fatta è proprio in riferimento a preti come Zanotelli che, a causa di questa professata lontananza dalle persone, portano le chiese a svuotarsi.
Come lui si prende la libertà di additarci a non-veri-cristiani, allora noi possiamo dire che lui non è un vero prete, e di cristianesimo vero ne dimostra ben poco, mentre si preoccupa solamente di ricoprire il ruolo di terzomondista fanatico spesso preda di deliri ideologici che con la religione hanno poco o nulla a che fare.
Padre Zanotelli pensi a fare il missionario, anche se devo ricordare che dall’Africa - alla fine - è scappato pure lui. Con questi suoi continui attacchi dimostra solo di essere una persona maleducata, che non ha rispetto per gli altri e per le altrui vedute. Per fortuna anche all’interno della Chiesa stanno emergendo sempre più voci non allineate, a dimostrazione che l’interpretazione del Vangelo non è univoca ed il pensiero unico è sempre sbagliato.
Invece che predicare il Vangelo, questo si preoccupa solo di ragioni di Stato: ecco uno dei motivi della crisi della Chiesa: preti prestati alla politica invece che a Dio. Gli consiglio un esame di coscienza e capire che – forse – ha sbagliato missione». Questo è quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale Devid Moranduzzo della Lega Salvini.


L'INTERVISTA A PADRE ALEX IL GIORNO PRIMA

Intervistato da l'Adige, sulla crisi di Governo.

«Finalmente una buona notizia». Alex Zanotelli “benedice” la fine del governo M5S-Lega.
«In questi mesi abbiamo assistito ad uno spettacolo indecente. Indegno per l’Italia. Abbandonare in mare - attacca il missionario comboniano - come ha fatto Matteo Salvini, chi fugge dalla povertà, dalle torture, dagli stupri è un comportamento criminale. Spero che un giorno lui e altri ne rispondano in tribunale».

Padre Alex, il premier Conte si è dimesso. Cosa si augura che succeda adesso?

«L’unica cosa auspicabile è il ridimensionamento della Lega. Dietro a questo partito c’è l’estrema destra internazionale, che vuole distruggere l’Europa. Il peggio del peggio, i portatori dei valori contrari a quelli che sono indicati nel Vangelo».

Lei sostiene che non si può essere cristiani e votare Lega.

«Chi si ritiene un cristiano non può schierarsi con chi considera i migranti dei nemici. Siamo di fronte a un processo di disumanizzazione mai visto. Quello a cui stiamo assistendo nel Mediterraneo è disprezzo totale verso le persone. Lo dovrebbero rimarcare di più anche i sacerdoti».

Perché non lo fanno?

«I vescovi italiani non possono tenere un profilo così basso, devono schierarsi. I preti dovrebbero cominciare a comunicare con i fedeli anche su questo fronte: ?Ragazzi, venite a messa, cominciate a riflettere cosa significa votare per la Lega...?».

Per queste sue affermazioni ha ricevuto diverse critiche. Pure da importanti esponenti leghisti trentini.

«Immagino. La macchina del fango è sempre in funzione. So che le mie affermazioni hanno fatto discutere pure in Trentino. Sono abituato agli insulti. Ma ho una grande fortuna».

Quale?

«Non frequento i social. Preferisco il confronto tradizionale. Stare in mezzo alla gente e vedere in faccia le persone che mi parlano. Approfitto dell’occasione per esprimere il mio stupore per quello che sta avvenendo nella mia terra».

A cosa si riferisce?

«Al taglio dei fondi per la cooperazione internazionale. Quando l’ho saputo non volevo crederci. Dalla patria del cooperativismo, di un modo di fare economia sano, non mi aspettavo un autogol del genere. A Maurizio Fugatti consiglio di ripensarci. Se un territorio benestante come il Trentino nega un aiuto a chi soffre è finita».

Come si spiega il boom del Carroccio alle ultime provinciali?

«Mi sono spesso posto questa domanda. E mi sono dato una risposta: quando c’è troppa ricchezza aumenta l’egoismo. Ma resto ancora convinto che qualcosa potrà cambiare».

Come?

«Se aiuteremo gli abitanti delle terre che negli anni la “tribù” bianca ha colonizzato e sfruttato, avremo un’economia più stabile. E una società migliore».

 

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