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La Lega "sfiducia" Conte

Il premier vuole parlare in Aula

Duello sui tempi con M5s e Pd

 

Zingaretti (Pd); "Siamo pronti alla sfida elettorale"

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La Lega ha presentato stamattina in Senato una mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte. «Troppi no (da ultimo il clamoroso e incredibile no alla Tav) - afferma il partito di Salvini - fanno male all’Italia che invece ha bisogno di tornare a crescere e quindi di andare a votare in fretta».

Il ministro Salvini ha «convocato tutti i parlamentari della Lega lunedì a Roma» in mattinata e si dice pronto a chiarire in Parlamento i motivi della crisi, come richiesto da Conte.

Sempre lunedì in programma alle 16 la conferenza dei Capigruppo del Senato per decidere quando fissare la discussione sulla mozione di sfiducia a Conte.

«Chi perde tempo - dice Salvini rigettando la proposta di Di Maio di votare la riforma per il taglio dei parlamentari - vuole solo salvare la poltrona». E parla di asse Di Maio-Renzi. Accusa respinta al mittente.

Lunedì mattina si incontreranno anche i parlamentari di M5S. Mentre il Pd chiederà di calendarizzare prima la mozione di sfiducia a Matteo Salvini già depositata di quella leghista sul premier.

 Conte risponde alla mozione leghista chiedendo ai presidenti delle camere di poter intervenire con sue comunicazioni che potrebbero, teoricamente, troncare il dibattito parlamentare sul nascere qualora il

presidente del Consiglio annunciasse la sua intenzione di recarsi al Colle per dimettersi.

Intanto si apre anche lo scontro sull'Iva, con la Lega che chiede di votare presto per non farla aumentare e il Movimento che ribatte: «Ora
lo ammettono che aumenta».

«Salvini sta giocando d’azzardo con la vita degli italiani - scrive Davide Casaleggio - perché non vuole tagliare le poltrone. Se dobbiamo andare a elezioni, andiamo il prima possibile - aggiunge - ma prima si faccia il taglio dei parlamentari, anche ad agosto: servono due ore».

Ma nel Movimento rischia di scoppiare la grana Di Maio: «Non abbiamo ancora pensato se sarà lui il candidato premier - dice il ministro Fraccaro - e per me vale la regola dei due mandati».

Poi apre a Di Battista: «Non è mai uscito dal Movimento, è una risorsa: sono sicuro che resti con noi fino alla fine».

In vista delle elezioni, Giorgia Meloni si fa avanti con la Lega: «Noi le alleanze le facciamo prima del voto e non dopo - dice la leader di FdI». Ma Salvini ribatte di non aver deciso se correre da solo. «Abbiamo un’idea di Italia per i prossimi cinque anni che sottoporremo a chi la condivide con noi».

Entra in campagna elettorale anche Zingaretti, secondo il quale la sfida «non è persa: il populismo al governo ha fallito - sostiene - e Salvini ha accelerato la crisi perchè ha paura di fare la manovra».

Dal centrodestra, Toti assicura che il suo movimento «Cambiamo» parteciperà alle elezioni. «Siamo con chi difende gli interessi nazionali del Paese - dice - e vogliamo cambiare il centrodestra: nessuno pensi di tornare a coalizioni del passato.

Dall’estero, la crisi italiana viene guardata con sospetto: «Salvini primo ministro italiano: un pensiero che fa venire la pelle d’oca», scrive il telegiornale del primo canale pubblico Ard; «Il più potente populista in Italia governa dalla spiaggia», fa eco il New York Times. «Fa scoppiare la coalizione al potere», chiosa Le Monde. 

Per il Guardian, la crisi è «una mossa drammatica».

 

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