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Supplettive: Donei in Valsugana

«Mi piacciono le sfide»

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«Il mio è un atto di coraggio, le sfide mi piacciono». Poche parole e sul volto dell'ex procuradora dei ladini fassani Cristina Donei si apre un ampio sorriso. Sarà lei - in occasione delle prossime elezioni suppletive del 26 maggio - ad affrontare la Lega (candidato in pectore è Mauro Sutto) nel collegio di Pergine, che comprende anche Primiero, Vanoi, Fiemme e Fassa. La prof di inglese è stata scelta dall'Alleanza democratica autonomista che comprende Pd, Futura, Upt, Verdi, Socialisti e Leu. Il suo obiettivo è quello di conquistare il voto degli autonomisti, che in occasione di queste elezioni hanno deciso di rimanere alla finestra. 

Donei, perché si candida in un collegio che tutti nel centrosinistra danno per perso?
Il mio è stato un atto di coraggio. Sono stata contattata tra domenica e lunedì dall'ex presidente Dellai. Ero sorpresa, attonita. Mi sono state date poche ore di tempo per decidere e... 
E?
Per scaricare la tensione sono uscita di casa per una passeggiata. Finché mi sono trovata di fronte al murale della casa nei pressi della chiesa di Moena: " Empea el lumin e no maledir el scur (accendi un lumino e non maledire il buio)". In questo momento storico c'è una grande confusione, non riesco a vedere un dialogo politico costruttivo tra le parti. Ci sono leader che fanno uso di un linguaggio che non pensavo potesse appartenere alla politica. In un contesto così buio, oscurantista e medievale, ho pensato che fosse importante accendere un lumicino.
Dunque ha accettato la sfida.
Se guardiamo ai risultati delle ultime elezioni, chiaramente la sfida appare difficile. Però ho voluto metterci la mia faccia e il mio coraggio: noi donne su questo abbiamo forse una marcia in più. 
Qualora venisse eletta, lei sarebbe la seconda donna ladina in Parlamento: lei alla Camera e la forzista Elena Testor al Senato.
Sarebbe motivo di grande orgoglio per una valle che conta circa 10mila persone. Il Trentino potrebbe contare su due donne che sono state a capo di un ente che esprime l'autonomia dei territori come il Comun General de Fascia.
Alle ultime politiche lei aveva votato per Testor?
Posso evitare di dirglielo? Il voto è segreto...
La sua risposta sembra nascondere un sì.
Il voto è segreto. Spero che il territorio guardi più alla persona e ai valori che esprime piuttosto che il colore politico.
Il Patt non si è schierato in queste elezioni. Per un'ex procuradora sarà forse più facile convincere gli autonomisti.
Ci unisce il valore dell'autonomia. La mia non è peraltro una candidatura di partito, ma squisitamente personale. Non sono nemmeno riuscita a condividere questa scelta né con la Ual, né con il Moviment ladin de Fascia con cui mi sono candidata alle provinciali. Non c'è stato il tempo di farlo. La mia candidatura rappresenta dunque un atto di coraggio e di apertura dei partiti del centrosinistra autonomista, perché hanno scelto una persona indipendente, al di fuori delle logiche di partito. Sicuramente contatterò il Patt, spero che mi sia vicino perché fa parte del Dna autonomista il riconoscimento e la valorizzazione della cultura e delle identità dei territori.
Come pensa di conquistare il consenso degli elettori della Valsugana, che guardano al centrodestra?
Inconterò le persone e spiegherò il progetto dell'Alleanza democratica autonomista. Parlerò della mia vicinanza ai territori e il mio obiettivo di veder rafforzato il valore dell'autonomia nelle valli periferiche.
Quale contributo potrebbe dare al Trentino, in caso di elezione?
Ritengo fondamentale promuovere un dialogo costante, vicino al popolo ma non populista. Più umano. Credo nella politica sobria, semplice e responsabile, a difesa dell'autonomia trentina che in questo momento ha qualche problema, alla luce dei rapporti con Roma e la debolezza della Regione. Mi sta anche molto a cuore il tema della violenza sulle donne e sui minori su cui bisogna lavorare ancora molto. 
Ma la presenza di un presidente della Lega - lo stesso partito al governo del Paese - non favorisce secondo lei la difesa dell'autonomia?
Tutti possono parlare di autonomia, ma i contenuti sono la cosa più importante. È necessario crederci fermamente e cercare di rafforzarla. Faccio un esempio che riguarda le nostre valli: il governatore del Veneto Zaia ha organizzato una seduta di giunta in Marmolada perché non riconosce la sentenza del Consiglio di Stato che assegna la montagna al Trentino. Su questo non so se Fugatti ha fatto qualcosa. La nostra autonomia va difesa, non possiamo cedere alle istanze del Veneto. 
Se venisse eletta entrerebbe nel gruppo parlamentare del Pd o delle Minoranze linguistiche?
Non mettiamo il carro davanti ai buoi. Lo vedremo, ma credo che sceglierei il gruppo delle Minoranze, con i deputati della Svp e del Patt.

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