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Bezzi al posto di Savoi per sentenza

il leghista furibondo: «farò ricorso»

Il neoeletto: «Mesi durissimi»

Il solandro eletto con l'Udc, ma il Carroccio non lo vuole

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Dentro Giacomo Bezzi, fuori Alessandro Savoi. Per tre voti. La sfida elettorale per conquistare una poltrona in Consiglio provinciale si conclude (almeno per ora) con la vittoria dell’esponente dell’Udc. I giudici del Tar di Trento, infatti, accogliendo il ricorso presentato da Bezzi, difeso dall’avvocato Lorenzo Eccher, hanno annullato la proclamazione del Consiglio provinciale di Trento nella parte in cui riconosce 13 seggi alla lista 1 «Lega Salvini Trentino», invece di assegnarne uno alla lista 19, «Unione di centro con Fuigatti», di cui Bezzi era capolista, disponendo quindi la correzione del risultato e proclamando eletto, da subito, l’esponente dell’Udc. La partita, però, non è finita: Savoi, assistito dagli avvocati Sergio e Giuliana Dragogna, non ci sta e farà ricorso al Consiglio di Stato, dove peraltro pende l’appello contro la sentenza parziale con cui, lo scorso gennaio, i giudici avevano assegnato due voti in più a Bezzi, facendogli superare Savoi. 

Savoi è furibondo: «Non mi arrendo. Tornerò in consiglio già a giugno, quando sulla questione si pronuncerà il Consiglio di Stato (dove pende il ricorso contro la sentenza parziale di gennaio ndr). In ogni caso Giacomo Bezzi può considerarsi fuori dalla maggioranza». 

Alessandro Savoi un po’ se l’aspettava. Ha appreso la notizia della sua esclusione dall’aula rossa di Piazza Dante direttamente dal cronista: «E vabbè, dopo la sentenza parziale di gennaio non poteva che finire così». Ma dopo le prime frasi di circostanza il presidente della Lega tira fuori tutta la tempra del combattente. È convinto di poter rientrare in gioco già in estate: «Al Consiglio di Stato non solo vinco, ma stravinco. Rispetto la sentenza, ma i giudici del Tar hanno cannato di brutto: le schede attribuite a Bezzi erano inammissibili».

Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti prende atto della sentenza pubblicata ieri all’ora di cena. A differenza di Savoi apre le porte a Bezzi: «È stato eletto con la nostra coalizione e il mio auspicio è che possa far parte della maggioranza». E rilancia. Tanto da profilare un futuro da parlamentare per il presidente del primo partito trentino: «Mi pare chiaro che Savoi sarà candidato alle suppletive di maggio nel collegio della Valsugana. Lui è una persona importante per la Lega che va giustamente valorizzata».

In verità l’interessato non è esattamente dell’idea di presentarsi alle politiche nell’election day con le elezioni europee. «Io candidato? Non mi interessano paracaduti di alcun tipo, come ho già avuto modo di dire chiaramente al partito. Ho una mia dignità. Continuerò a combattere le nostre battaglie qui in Trentino. Il Consiglio di Stato darà ragione a me perché il ricorso di Bezzi era stato notificato solo al consiglio provinciale e non a quello regionale. Un vizio di forma che per me diventa sostanziale». E se andrà male? «Pazienza, rimarrò a casa».
La sentenza del Tribunale amministrativo comporta l’uscita di Savoi dal consiglio provinciale, ma per lui potrebbe riaprirsi una porta qualora l’assessore Mirko Bisesti venisse eletto nell’Europarlamento, lasciando libero un posto in aula. Secondo Savoi la decisione dei giudici segna l’uscita di Bezzi dalla maggioranza di centrodestra autonomista: «Con la Lega e questa coalizione Bezzi ha chiuso» sono le parole del sanguigno esponente del Carroccio: «Può accodarsi ai comunisti e alle m. che ci sono in minoranza. Con lui non vogliamo più avere alcun rapporto, lo dico da presidente del partito. È nemico della Lega».

L'INTERVISTA A BEZZI

Giacomo Bezzi ci credeva. Giovedì sera, alle 19 e 9 minuti, aveva aggiornato il suo profilo Facebook con una foto che lo ritrae sui banchi del consiglio provinciale. Nessuna scaramanzia.

Perché l'ha fatto?

Ero certo che i giudici avrebbero ripristinato la democrazia. Così è stato, ma ho vissuto mesi che non auguro a nessuno.

E perché mai?
Perché ho subìto forti pressioni. Perché sono dovuto rimanere fuori dal Consiglio per quasi sei mesi benché fossi stato eletto. Perché ho dovuto fare ricorso al Tar per vedere rispettata la volontà popolare. Io ho le spalle larghe, ma un altro consigliere forse non avrebbe resistito a questo tritacarne. Mi hanno detto di tutto.


Colpa di chi?
Di fronte ad errori macroscopici fatti da alcuni presidenti di seggio, la commissione provinciale avrebbe dovuto intervenire e correggere. Così non è stato.


Errori di che tipo?
Errori madornali, fatti su alcune schede non assegnate benché fossero da computare a nostro favore. Abbiamo scoperto anche due sezioni dove hanno votato due persone in più degli aventi diritto.


Come avete scoperto gli errori?
Grazie al lavoro certosino dell’avvocato Lorenzo Eccher e dei suoi collaboratori che per una settimana hanno controllato i risultati. Li ringrazio tutti.


In consiglio dove si collocherà? Lei è stato eletto nell’alleanza di centrodestra che sostiene Fugatti, ma dalla Lega hanno fatto capire che è fuori, all’opposizione.
Oggi non parlo di politica. Lo farò dopo essermi confrontato con il mio gruppo.


Sentirà anche Fugatti?
Certo, è lui il garante della coalizione. Abbiamo lavorato insieme per 5 anni per costruire la vittoria del centrodestra.


Par di capire che lei vorrebbe tornare in maggioranza.
In questi primi mesi della legislatura in consiglio è mancata la voce popolare, cattolica e moderata. Sono valori per cui mi batterò comunque.

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