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Fugatti attacca il ministro Toninelli

«A22, lo Stato non si intrometta»

E il ministro: «C'è un giornale da chiudere»

Il presidente Olivieri: «Siamo società pubblica da 60 anni»

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«Dico al ministro Danilo Toninelli che sono d’accordo con lui. Anzi che da tempo questo territorio si sta muovendo in questo senso. Ne stiamo parlando addirittura dallo scorso governo, quando al suo posto c’era il ministro Delrio. L’importante è che ci si intenda sulle parole». Lo dice alla Stampa il leghista Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, dopo che il ministro dei Trasporti ha annunciato che intende affidare la gestione dell’A22 tutta allo Stato.

Guardando agli assetti societari della A22, si vede che già l’84,7% è pubblica con azionisti principali la Regione Autonoma Trentino Alto Adige e le Province autonome di Bolzano e di Trento. «La partita va chiusa nell’interesse dei nostri territori - dice Fugatti - Questa autostrada che va da Modena al Brennero è frutto del lavoro di tutte le zone interessate. Quello che chiediamo noi è quello che chiede lui. L’importante è che pubblico non diventi statale. Noi non vogliamo una prevaricazione dello Stato sulla A22».

Teme che possa accadere? «Non lo so - afferma - Noto però che da quando lui è diventato ministro tutta la pratica si è come rallentata. Come se il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti avesse invertito la rotta che si stava perseguendo».
In ogni caso, avverte, «al governo ci siamo anche noi della Lega».

LEGGI il duro attacco di Toninelli  dopo i disagi fra Vipiteno e il Brennero.  


TONINELLI RINCARA: «A22 COMITATO D'AFFARI, E QUEL GIORNALE DEVE CHIUDERE». Il ministro passa poi alle minacce: «Un giornale che dice al sottoscritto che ha commesso una gaffe quando ha dichiarato, con un grande lavoro che sto facendo con il mio staff, che farò diventare totalmente pubblica la A22 dovrebbe chiudere i battenti e ovviamente chiedere scusa». Lo ha detto il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli a Coffee break su La7. «È vero - ha proseguito - che la partecipazione principale della concessionaria è pubblica, ma è una società di diritto privato che ha uno scopo chiarissimo, fare utili e staccare dividendi, non quello dell'interesse pubblico che avrebbe e che avrà la mia nuova concessione che abbiamo sbloccato in Europa in cui lo Stato dà direttamente a una associazione di enti locali la gestione. Quindi l'obiettivo non sarà più l'interesse privato come adesso, ma quello pubblico che significa pedaggi meno cari e utili molto più bassi reinvestiti sul territorio. Chi dice che è una gaffe si deve vergognare, ma sono felice perchè è l'ennesima conferma che sto rimettendo a posto le cose in un sistema che è equiparabile a un grande comitato d'affari».


 LA POSIZIONE  DI TONINELLI era vstata affidata alla sua pagina facebook, con un post altrettanto duro in cuiaccusa pure la stampa locale. Scrive Toninelli: «Noto in queste ore molto nervosismo in qualche esponente politico del Nordest, e non solo, che sta perdendo le staffe. Stiano tranquilli ed evitino di fare una polemica che si ritorce loro contro, malgrado il solito codazzo di stampa amica. La mia nota era chiara: si parlava di rinnovo a una concessionaria "totalmente pubblica", ripeto totalmente, come non lo è Autobrennero Spa (già scaduta da anni e in proroga). E questo è già un risultato non scontato, viste le regole Ue (anzi, abbiamo evitato la gara). Ma autenticamente pubblico sarà finalmente l'interesse privilegiato con il nuovo schema di concessione, sia in favore dei territori che dei cittadini che viaggiano. Stop infatti all'asfalto elettorale, ai clamorosi e ingiustificati dividendi. Sì a maggiori investimenti su servizi e sicurezza, ma anche a pedaggi più equi per chi viaggia. Chi si è ingrassato con la grande mangiatoia delle autostrade cercherà in tutti i modi di fermarmi, ma vado dritto per la mia strada e rimetterò a posto le cose, con infrastrutture meno care e più sicure».


GHEZZI: TONINELLI FA «IL POLIZIOTTO CATTIVO». Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere provinciale Ghezzi: «Che il ministro dei trasporti approfitti di una giornata di tilt causa neve, e camionisti senza catene, per fare la parte del poliziotto cattivo con l’Autobrennero, è il minimo che ci si può aspettare da un governo che metà del tempo governa, metà fa propaganda» afferma in una nota il consigliere provinciale di Futura 2018, Paolo Ghezzi, che risponde alla dichiarazioni del ministro sull’A22.

Ghezzi, prosegue la nota, ritiene «davvero singolare, per un uomo delle pubbliche istituzioni, scagliarsi contro i clamorosi e ingiustificati dividendi ben sapendo (si spera) che sono andati, per quasi il 90%, agli enti pubblici che ne sono i proprietari. E dunque, prima di tutto, a Regione Trentino-Alto Adige/Suedtirol, Provincia di Trento e Provincia di Bolzano, ai Comuni di Trento e Bolzano, e quindi a chi ci vive, insieme alle cospicue entrate fiscali delle tasse societarie». Il consigliere ricorda inoltre che A22 ha finanziato la nuova ferrovia del Brennero, un’opera alternativa al traffico su gomma. La partita per il rinnovo della concessione, scrive ancora Ghezzi, sarà durissima: «Il secondo vero banco di prova, dopo il disastro ambientale di fine ottobre, per il presidente della Provincia di Trento: per misurare la sua vera autonomia dalla Roma legastellare e dal Lombardo-Veneto che ci vogliono normalizzare, comandare. Insomma, asfaltare», conclude la nota.


IL PRESIDENTE DI A22 LUIGI OLIVIERI - Oggi al ministro ha replicato - come aveva fatto sull’Adige ieri - il presidente di A22, Olivieri: «Dal 1997 ad oggi la società Autostrada del Brennero ha accantonato più di 700 milioni di euro nel fondo ferrovia, tutti utili che non sono stati distribuiti come dividendi ai soci» dice l’avvocato in un’intervista a Radio 24, rispondendo al ministro Danilo Toninelli, che dopo i disagi sulla A22 ha parlato di «grande mangiatoia delle autostrade» e della necessità di «una gestione totalmente pubblica e più conveniente».

«Quando si parla di mangiatoia - sottolinea Olivieri - si dovrebbe sapere che questa è una società pubblica, gestita dal pubblico, controllata dal pubblico e che il pubblico intende possibilmente continuare nella gestione, perchè vuole avere una voce in capitolo per quanto riguarda il transito sui propri territori e non essere un mero osservatore di quello che avviene su un corridoio autostradale».

Autostrada del Brennero, che il 20 febbraio festeggerà i 60 anni, «è nata per merito assoluto degli enti locali - ricorda - i quali hanno voluto realizzare un’autostrada che in quel momento non si pensava di realizzare».

Olivieri precisa che il gruppo ha chiuso il 2017 con un utile di 80 milioni di euro: 30 milioni sono stati accantonati e altri 30 milioni (il 40%) sono stati distribuiti agli azionisti. Il capitale è in mano per l’84% a soci pubblici (tra cui la Regione Trentino Alto Adige e le Province autonome di Trento e Bolzano), il resto a privati.

 

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