Dalzocchio, l’assunzione che «non esiste» nel modulo firmato dalla capogruppo «Ma la scrittura non è la mia»

di Andrea Bergamo

L’assunzione che «non esiste» è certificata dalla capogruppo della Lega Mara Dalzocchio in un modulo datato 7 gennaio. Un documento firmato, al quale è allegata la fotocopia della carta d’identità della sorella di Dalzocchio, Laura. Che secondo quanto emerge dai documenti era destinata al gruppo consiliare (i cui collaboratori sono pagati direttamente dal Consiglio provinciale, e non dai partiti di appartenenza) ma sarà «dirottata» alla Lega.

«Il modulo di attivazione dell’account esiste - ammette ora la capogruppo - ma lo ha compilato il commercialista, al quale sono stati consegnati i documenti da compilare e pre-firmati». Cioè è accaduto che Dalzocchio (Mara) ha assunto Dalzocchio (Laura) «a sua insaputa», o meglio con l’intervento di una «manina» (quella del commercialista, sostiene lei).

Dalzocchio ha spiegato che «finora non abbiamo assunto neanche un collaboratore al gruppo consiliare della Lega, sto ancora valutando i curricola. La signora Laura Dalzocchio sarà assunta dal partito».

A Mara Dalzocchio spetta il compito di firmare i contratti per gli assistenti (chiamati comunemente «portaborse») che seguono gli eletti nell’attività amministrativa tra mozioni, disegni di legge, emendamenti e interrogazioni. L’assunzione dei dipendenti del partito vengono invece fatte dal segretario, che nel caso della Lega è Mirko Bisesti. Eppure anche ieri Laura Dalzocchio figurava negli elenchi interni al Consiglio come intestataria di un account di posta elettronica, di una postazione e dell’accredito per accedere al sistema PiTre, la banca dati interna al Consiglio. Secondo la prassi del consiglio questi account vengono attivati su richiesta dei capogruppo e dopo la firma del consenso al trattamento dei dati personali firmato dal lavoratore.

Dalzocchio ipotizza un presunto «qui pro quo», parlando di «un errore» legato a «confusione tra le assunzioni da fare presso il gruppo consiliare o il partito». Dove, come detto, i datori di lavoro sono due persone diverse. Anche il segretario Bisesti ha sostenuto la tesi della capogruppo, attribuendo l’errore al commercialista che ha aperto preventivamente le posizioni Inail dei futuri dipendenti per velocizzare le pratiche. «Nessun contratto è stato firmato, anche perché avevo chiesto alla capogruppo Dalzocchio di mostrarmi i curricola prima di procedere con le assunzioni» aveva evidenziato il numero uno del partito.

Qualcosa di diverso viene però certificato (con in calce la firma della Dalzocchio capogruppo) nel modulo consegnato agli uffici del Consiglio, che ieri è stato visionato da più persone. Incluso qualche esponente dei partiti di opposizione. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi ha presentato un’istanza di accesso agli atti.
Protocollo numero 72, data 7 gennaio 2019. Il documento è indirizzato al presidente del Consiglio provinciale e l’oggetto recita: «Richiesta di creazione di nuove credenziali di autenticazione (nome utente e password) – account utente per l’accesso al sistema informativo consiliare e utilizzo dei relativi servizi dei lavoratori dipendenti o assegnati al gruppo consiliare». In fondo alla pagina compare come detto la firma di Mara Dalzocchio, che nel modulo compilato attesta di essere capogruppo del gruppo consiliare «Lega Salvini Trentino», chiede «la creazione di nuove credenziali di autenticazione per la sig.ra Laura Dalzocchio», della quale viene riportato il codice fiscale.

La Dalzocchio sorella è indicata dunque come «lavoratore dipendente con contratto di lavoro subordinato di diritto privato a tempo determinato o lavoratore assegnato al gruppo consiliare». Manca infine la croce sull’indicazione del contratto a tempo pieno o part time con orario al 50% (e questo viene interpretato come assunzione a tempo pieno). In allegato c’è pure la fotocopia del documento di identità della lavoratrice.

Si tratta insomma di una dichiarazione firmata dalla capogruppo che, allo stato, attesta come la sorella sia dipendente del gruppo. Da dire che - di certo - il regolamento del Consiglio non vieta comunque l’assunzione di familiari.

L’INTERVISTA

«L’errore di attivazione dell’account è da attribuire al commercialista». La capogruppo della Lega in consiglio provinciale Mara Dalzocchio ribadisce che la sorella Laura non lavorerà presso il gruppo, ma al partito dove già in passato ha collaborato: «Non esiste nessun contratto di assunzione e dunque non è possibile che Laura Dalzocchio sia stata assunta».

Consigliera Dalzocchio, per quale motivo allora sua sorella risulta titolare di una mail istituzionale?
«Avevo chiesto ai tecnici se sul mio computer dell’ufficio fosse possibile inserire la mail di una persona che potesse accedere in mia assenza. Ma non so spiegare come quel nome sia stato inserito nel sistema, in mancanza di un contratto di assunzione».

Si tratta di un account ufficiale, come è possibile che sia stato attivato?
«È probabile che l’errore sia avvenuto nello studio del commercialista che ha aperto alcune posizioni Inail sia per il partito sia per il gruppo consiliare. Allo studio ho lasciato alcuni moduli per l’attivazione degli account in Consiglio. Moduli prestampati lasciati in bianco ma firmati, accompagnati da un elenco di nomi delle persone che potrebbero essere assunte. È dunque possibile che abbia depositato in Consiglio una richiesta di attivazione per la persona sbagliata; in sostanza ha invertito i nomi».

Quindi tutto è accaduto per sbaglio?
«Guardi, non ci sarebbe nulla di male nell’assumere un familiare, anche perché il regolamento del Consiglio non lo vieta. C’è stato un disguido, perché la possibile assunzione di Laura Dalzocchio era riferita al partito, con cui aveva collaborato. Tra l’altro a fare le assunzioni per il partito è il segretario e non io». 

Per questo stupisce un errore nell’inserimento dei nomi: i datori di lavoro per il gruppo e per il partito sono due persone diverse.
«Ma ad occuparsi delle assunzioni è lo stesso studio. Al commercialista sono stati portati dei possibili nominativi da assumere e ha invertito due nomi nella predisposizione della richiesta di accredito al Consiglio».

Il commercialista ha inserito i nomi nei moduli che lei aveva già firmato? «Io non ho compilato i moduli. Li ho solo predisposti con la mia firma. Sicuramente quella con cui è stato redatto il documento non è la mia scrittura. Un errore da parte del commercialista può accadere: doveva inserire i dati degli assunti ma ha invertito i nomi, alla luce del fatto che lo studio si occupa sia delle assunzioni del partito sia del gruppo».

Ora chiederà la sospensione dell’account?
«Certo, non ha senso che l’account resti attivo se non ci sarà l’assunzione al gruppo. Se Laura fosse stata una dipendente, avrebbe avuto un suo computer, mentre il nome utente è per il mio pc, al quale mia sorella non ha peraltro mai acceduto».

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