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Il decreto per salvare Carige

copia-incolla da quello Gentiloni

VIDEO - Quando Dibattista tuonava

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Carige, banche, Conte, governo, salvataggio

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Governi che salvano banche. Se il governo Gentiloni salvò Banca Etruria (ma non solo), il governo Conte-Salvini-Di Maio ha appena salvato la banca ligure Carige. La cosa ha provocato grandi polemiche: quando fu Renzi a intervenire, i 5 Stelle parlarono di «scandalo», adesso è l’opposizione a dire che Lega-5 stelle sono uguali, ma loro replicano che non è vero. Ma c’è una sorpresa: il testo con cui il governo Conte salva Carige è esattamente copiato parola per parola (copia-incolla) da quello del governo Gentiloni.

Ieri il presidente della Repubblica ha firmato un decreto legge approvato dal governo per evitare il fallimento di Carige, la banca genovese da tempo in grave crisi. Diversi esponenti del governo – tra cui il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio e il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli – hanno sostenuto che il decreto legge per Carige sia molto diverso dal cosiddetto «decreto salvabanche» del governo Gentiloni, che il Movimento 5 Stelle aveva duramente criticato.

Copia-incolla? Confrontando i due testi, scrive però il «Sole 24 Ore» oggi in edicola, questa diversità non si nota, anzi: il decreto su Carige sembra essere stato copiato parola per parola dal decreto del 2016. I testi messi a confronto sono quello del decreto del 2016.

Scrive il quotidiano economico: il governo Conte ha deciso per una fedeltà assoluta al decreto 2016. All’articolo 1, sulla “Garanzia dello Stato su passività di nuova emissione”, l’unica differenza rispetto al decreto Gentiloni è ovviamente nell’indicazione di «Banca Carige» come beneficiaria, invece delle «banche italiane» citate dal Dl 237/2016. Anastatica è anche la ristampa dell’articolo 2, sulle «caratteristiche degli strumenti finanziari» che possono essere garantiti dall’ombrello pubblico: si tratta di sei parametri, dall’emissione successiva all’entrata in vigore del Dl fino al divieto di «titoli strutturati o prodotti complessi» che «incorporano una componente derivata», indicati in lettere dalla a) alla f) nello stesso ordine di due anni fa. Lo stesso accade ai «limiti» dell’articolo 3, alle «condizioni» dell’articolo 4 e così via, giù giù fino alla seconda parte del provvedimento. Quella dedicata alla «ricapitalizzazione precauzionale».

I due testi a confronto


Ad accorgersi del copia-incolla è stato per primo l’ex ministro dell’Economia Padoa Schioppa: «una cosa deve essere chiara a tutti. Questo governo si ritrova a fare quanto fatto dal governo precedente e che loro avevano violentemente criticato. Mi farebbe tanto piacere se riconoscessero quanto fatto prima di loro, invece che ricoprirci di insulti dicendo che si bruciavano soldi degli italiani. Se ci fosse un minimo di buona fede queste cose sarebbero riconosciute e ciò dimostra solo che viviamo in un clima di astio e che siamo sempre in campagna elettorale» ha detto a La Stampa.

«Non prendiamoci in giro! Quando si fa a mercati chiusi un decreto che attiva le stesse azioni già adottate da noi, si fa una cosa esattamente negli stessi termini, ma con una fretta inaspettata. Vuol dire che lunedì è emerso qualcosa, altrimenti avrebbero atteso il weekend prossimo per varare il decreto. Stanno facendo un’inversione ad U sulla politica bancaria così come l’hanno già fatta sul bilancio».

Conflitto di interessi di Conte? Ma c’è di più: una interrogazione del Pd chiede chiarezza sui conflitti di interesse del premier Conte. Dice padoan: «Viene spontaneo chiedersi se ci sia stato conflitto di interessi ed è bene che la vicenda sia chiarita. Chi sostiene la trasparenza come un dogma non si può meravigliare della domanda su un evidente conflitto di interessi, vista la posizione che Conte e il professor Alpa tenevano su Carige. Mi stupisce che ci si stupisca».

Di cosa parla? Delle domande di 25 senatori del Pd in un’interrogazione urgente rivolta allo stesso premier. «Il professor Guido Alpa è stato presente nella commissione esaminatrice del concorso svolto nel 2002 per l’assegnazione della cattedra di Diritto privato, vinto dall’ attuale presidente del Consiglio Conte - ricordano nella nota comune - e ha condiviso con lo stesso uno studio legale. Il professor Alpa è stata una figura di primo piano nella storia recente dell’istituto ligure. Dal 2009 al 2013 è stato membro del consiglio di amministrazione di Carige, mentre dal dicembre 2013 al febbraio 2014 di quello della Fondazione Carige, azionista di riferimento della banca. Da aprile 2013 a dicembre 2013 è stato invece presidente di Carige assicurazioni e Carige Vita nuova».

«Lo stesso presidente del Consiglio - si legge nell’interrogazione - ha svolto nel recente passato, a lungo, il ruolo di consulente e legale di Raffaele Mincione, socio di Banca Carige». Da qui «i motivi che evidenziano un chiaro conflitto di interesse del presidente Conte che ci spingono a chiedere formalmente come si è comportato ieri in Consiglio dei ministri».

Dibattista e l'anatema contro i salva-banche. Molti siti di informazione oggi citano anche il durissimo intervento di Alessandro Dibattista dei 5 Stelle all'epoca del «salva banche» di Gentiloni. L'esponente 5 Stelle arrivò a dire: «Mentre l'Italia brucia loro regalano i soldi degli italiani alle banche». Ma era la legislatura scorsa. Guarda il video: 

 

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