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Elezioni: le liste in campo

Agire punta su welfare e sanità

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Sanità e welfare sono le due colonne che avvicinano Agire per il Trentino alla data fatidica del 21 ottobre. La squadra capitanata da Claudio Cia, consigliere provinciale uscente, ha preparato da tempo l’esordio alle provinciali. La campagna elettorale è partita già nel mese di giugno ed i primi preparativi risalgono addirittura a dicembre.
Agire per il Trentino è stato tra i primi a sostenere la candidatura di Maurizio Fugatti alla presidenza della Provincia.
L’attuale consigliere provinciale la rincorsa verso il turno elettorale del 21 ottobre l’ha presa da tempo.

Nella lista spiccano Pierangelo Villaci sindaco di Segonzano, Francesca Franceschi assessore del Comune di Primiero San Martino e consiglieri comunali di Garniga, Borgo, Avio, Malé e Segonzano. Una lista che presenta una età media di 47 anni.

Ospedali periferici e punti nascita sono due temi importanti nel programma di Agire per il Trentino. «Siamo favorevoli al mantenimento di tutti gli ospedali periferici che non devono essere visti come un problema o come una fonte di spesa, ma come una risorsa. Crediamo altresì che essi vadano valorizzati e che, per questo, sia necessario quantomeno dotarli di pronto soccorso efficienti in cui dovrà essere assicurata la presenza (h24) di un’anestesista e di medici di medicina d’urgenza, reparti di medicina e lungodegenza, chirurgia di base e poliambulatori» si legge nel programma.

Ma non basta: «La chiusura dei punti nascita periferici ha rappresentato una grande sconfitta per la politica della nostra Provincia. Per questo motivo noi» «siamo favorevoli alla riapertura dei punti nascita di Cavalese, Arco e Tione in quanto presidi di territori fortemente popolati (con forte vocazione turistica che comporta dei picchi di utilizzo) e collocati in zone svantaggiate dal punto di vista orografico e della viabilità. Crediamo inoltre che, all’interno di essi, vi sia la necessità di attivare dei reparti di screening e di ginecologia». Agire intende poi ridurre «la tempistica di attesa per le prestazioni sanitarie» che «si è notevolmente allungata negli ultimi anni». E punta sul «ripristino e la valorizzazione delle guardie mediche vittime dei “tagli” e delle scellerate politiche del centro-sinistra pseudo-autonomista. Per questo motivo riteniamo che i medici di guardia debbano essere coadiuvati da una squadra di infermieri del territorio in grado di supportare la loro attività di assistenza».

Sul Not, Agire è critico: «Riteniamo che la costruzione di un nuovo ospedale non rappresenti una priorità. Crediamo invece che, più che investire sulle strutture, sia necessario investire sul personale in quanto la qualità di un ospedale è determinata dall’organico e dal modo in cui esso è organizzato. Se, invece, si ritiene che un nuovo ospedale debba essere costruito (naturalmente sarebbe bene pensare prima a cosa fare con il Santa Chiara in modo da evitare che esso si trasformi nell’ennesimo ecomostro) è evidente che la collocazione del Not» in via al Desert «risulta infelice in quanto esso rimarrebbe comunque all’interno della città di Trento e comporterebbe una totale rivisitazione della viabilità cittadina. Noi crediamo che, nel caso si dovesse optare per la costruzione di un nuovo ospedale, esso sia da collocare tra le città di Trento e Rovereto». Agire spinge poi per un aiuto alla natalità delle famiglie trentine e per il riconoscimento della famiglia tradizionale.

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