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Rossi bacchetta i deputati leghisti

sulla gaffe dei fondi ai comuni

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«Tutti i Comuni trentini che hanno spazi finanziari li possono utilizzare perché lo ha deciso mesi fa il parlamento dell’autonomia, non perché lo ha deciso ora il ministero dell’Economia, ma i parlamentari trentini della Lega evidentemente neanche lo sanno». Il presidente della Provincia, Ugo Rossi, interviene severo dopo aver letto il comunicato dei deputati trentini della Lega, Diego Binelli, Vanessa Cattoi, Stefania Segnana e Giulia Zanotelli, che ieri hanno esultato per lo sblocco da parte del Mef (ministero dell’Economia e finanza) dell’utilizzo degli avanzi di amministrazione dei Comuni per gli investimenti.
«Per i Comuni, e di conseguenza per imprese e cittadini, - hanno scritto i deputati leghisti - è una grande opportunità di sviluppo e di crescita. Così facendo, andiamo finalmente oltre i vincoli del Patto di stabilità, premiamo i Comuni virtuosi e mettiamo uno stop alla mannaia del prelievo forzoso per raggiungere i vincoli di bilancio».
Peccato che, appunto, la novità interessa i Comuni delle altre regioni ma non quelli trentini dove questo sblocco è già avvenuto grazie a una norma provinciale contenuta nell’assestamento di bilancio approvato nel luglio scorso e non impugnata dal Governo.
«I parlamentari trentini della Lega - evidenzia il governatore Rossi - hanno fatto un comunicato di grande vittoria per lo sblocco dell’utilizzo degli avanzi di amministrazione dei Comuni per gli investimenti da parte dello Stato, peccato che per i Comuni trentini e altoatesini i consigli provinciali di Trento e Bolzano qualche mese fa avevano approvato una norma che già aveva sbloccato questi soldi. Avevamo mantenuto per prudenza un certo importo in attesa che spirasse il termine per l’impugnativa, la legge di assestamento non è stata impugnata. Lo Stato non ha alcun rapporto finanziario con i Comuni trentini, che si rapportano esclusivamente con la Provincia, questo lo abbiamo ottenuto con il patto di garanzia nel 2010, quindi questa novità dunque non interessa per nulla i Comuni trentini».
Il presidente Rossi dunque punzecchia i parlamentari leghisti che sono anche candidati alle elezioni provinciali: «Credo che sia arrivato il tempo che si studino quel libricino che ho inviato (l’Abc dell’Autonomia trentina, Ndr.) a tutti i candidati, sono solo 30 pagine. Io sono veramente preoccupato da questa deriva di non conoscenza delle cose. Non si può essere a Roma come parlamentari dell’autonomia e fare un comunicato che vale per il comune di Vercelli. Quando a Roma sarà fatto un provvedimento lesivo dell’Autonomia e succederà, perché la flat tax è lesiva l’Autonomia, non lo capiranno neppure e non si opporranno e se dovessero mai arrivare a governare a Trento, Salvini gli impedirà di impugnare i provvedimenti lesivi, mentre noi lo abbiamo sempre fatto anche quando governava Renzi. È un pericolo enorme».

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