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Pat, via libera al Bilancio 2017

Ecco i dettagli della manovra

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La giunta provinciale ha approvato oggi il Bilancio 2017.

Le risorse totali ammontano a 5,25 miliardi di euro, di cui 4,540 effettivamente spendibili, al netto delle partite di giro.

Nel dettaglio, le entrate complessive sono pari a 4.402 milioni di euro a cui si aggiungono economie di spesa per 138 milioni sul bilancio 2016, che verranno impiegate nel 2017.

Come noto, l’accordo recentemente raggiunto con il Governo ha sbloccato l’utilizzo del Fondo pluriennale vincolato, mentre per quanto riguarda l’avanzo di amministrazione, è prevista la possibilità di utilizzarlo nel 2017 ma è ancora aperto il confronto per gli anni successivi.

Gli obiettivi dichiarati dalla giunta: imprese, lavoro,  famiglie, opere pubbliche, spesa sociale

Sostegno alla crescita: imprese e occupazione

Sono due le leve principali attivate: Irap e Imis.
La prima misura importante di carattere fiscale a sostegno delle imprese riguarda agevolazioni Irap per circa 215 milioni di euro (erano 170 milioni nel 2016), che premiano soprattutto le imprese che assumono e accrescono la produttività. In questo modo, chi crea lavoro e produce in Trentino pagherà meno tasse, anche rispetto alle agevolazioni poste in essere a livello nazionale. Nel dettaglio, è prevista fra l’altro una deduzione di 18mila euro per ogni nuova Ula (Unità lavorativa annuale), che sale a 36mila euro per giovani assunti dopo un percorso di Garanzia Giovani o un’alternanza scuola-lavoro. Confermate inoltre le misure già in vigore come l’azzeramento per 5 anni dell’aliquota per le nuove imprese e un’aliquota generalizzata del 2,68% per tutte le altre (3,9% a livello nazionale).
Sul versante dell’Imis sui fabbricati produttivi abbiamo invece una aliquota fissata al 0,55% per studi professionali, negozi, fabbricati ad uso produttivo e alberghi e pensioni e una a 0,79% per tutti gli altri immobili (nazionale a 0,86%). Il valore totale è di 13 milioni.
Infine, cresce del 5% l’aliquota sui contributi concessi alle micro-imprese (fino a 5 addetti) in relazione agli investimenti realizzati, e viene assegnato un plafond ai Confidi per la concessione alle stesse  di mutui a tasso agevolato, per un totale di 10 milioni.

Famiglie. sgravi fiscali e tariffe dei nidi più basse

Il Bilancio opera poi una precisa scelta di campo in favore delle famiglie con figli. Le misure adottate sono diverse, ma ne spiccano due, le detrazioni d’imposta e la riduzione delle tariffe degli asili nido. Sul versante della defiscalizzazione, alla misura già in vigore, zero Irpef fino a 20mila euro, si aggiunge una detrazione di 252 euro per ciascun figlio a carico per chi ha un reddito fra i 20 e i 55mila euro. Complessivamente, la detassazione totale ammonta a 46 milioni di euro fra esenzione dall’Irpef e addizionale d’imposta (22 milioni in più rispetto al 2016).
Parallelamente, abbiamo una riduzione delle tariffe, in particolare degli asili nido, mediamente di circa il 40%, che comporterà risparmi per 3,2 milioni. Sul versante degli asili nido è obiettivo della Provincia finanziare inoltre la realizzazione di nuove strutture in val di Fassa e valle dei Laghi. Tutto ciò senza toccare la finanza locale, cioè assumendo il sacrificio relativo direttamente sulle finanze provinciali e non su quelle dei Comuni. Sullo sfondo, l’attivazione, nel 2018, dell’assegno unico, che accorperà in un unico strumento tutti gli interventi economici a sostegno delle famiglie. L’obiettivo è razionalizzare gli interventi, in uno spirito di ancora maggiore equità e trasparenza.

Opere pubbliche, «benzina» per lo sviluppo

Nel Bilancio 2017 ci sono anche 900 milioni di opere pubbliche, a cui si aggiungono gli investimenti che potranno essere realizzati dagli enti locali, circa 500 milioni, per un totale di 1,4 miliardi di euro. Risorse che rappresentano «benzina» per lo sviluppo del territorio. Si va dalla viabilità all’edilizia scolastica, dalle strutture sanitarie e sociali alla banda larga. Qualche esempio: il Polo sanitario trentino, l’Ospedale di Cavalese, la Loppio-Busa, la variante di Cles, gli investimenti nel Polo della Meccatronica e nel Depuratore Trento 3, il polo fieristico di Riva, l’Istituto d’Arte Vittoria di Trento. Parliamo di investimenti che rappresentano un valore aggiunto in sé, per la loro strategicità e coerenza con le linee-guida dello sviluppo del Trentino, ma anche perché generano un effetto positivo sul settore delle costruzioni e su quelli ad esso connessi.

Spese sociali in favore dei cittadini

Nel 2017 si registra  una tenuta delle spese per la coesione sociale, comprendendo in questa voce Reddito di garanzia, assegno regionale al nucleo familiare, abbattimento dei canoni dati in locazione (Itea e sul libero mercato), assegni di studio, contributi alle famiglie numerose, Reddito di attivazione, assegno di cura, eliminazione Imis prima casa e così via. Sono state anche definite nuove misure fra cui la già citata riduzione sull’addizionale Irpef  e quelle per le tariffe degli asili nido, a cui si aggiungono un -20% sulla tassa automobilistica (per euro 5 e superiori), un’imposta sulle assicurazioni auto del 9% (imposta statale ordinaria 12,5%), una tassa per il diritto allo studio universitario di 140 euro (a livello nazionale sale fino a 200 euro).

Macchina pubblica più efficiente, economica e semplice

La giunta conferma l’impegno a tenere sotto controllo le spese di funzionamento della Provincia, degli enti locali, delle società provinciali, confermando una tendenza già avviata da alcuni anni. Secondo i calcoli di piazza Dante, nel periodo 2017-2019 le spese di gestione si ridurranno del 5,7% grazie alla centralizzazione degli acquisti e alla riduzione dei mezzi di servizio (100 unità). La manovra conferma inoltre il turn over nella misura 1/10 (un nuovo assunto ogni 10 dipendenti che cessano la loro attività), e parallelamente lo sforzo per migliorare ulteriormente il capitale umano, dirigenziale e non. Ci sarà invece una assunzione nel 2017 di 50 giovani in formazione-lavoro e un incremento di risorse per i rinnovi contrattuali. È prevista infine l’adozione di un nuovo disegno di legge di semplificazione dei rapporti fra cittadino e pubblica amministrazione per ridurre la burocrazia.

Finanza locale: ai Comuni + 46 milioni per investimenti

Per quanto riguarda i Comuni, innanzitutto va detto che, in seguito all’accordo raggiunto con il Governo, anch’essi possono utilizzare  integralmente il Fondo pluriennale vincolato per il triennio 2017-2019, mentre rimane ancora aperta la partita sugli avanzi di amministrazione.

Spese correnti

Per le spese correnti il Bilancio mette a disposizione degli enti locali circa 255 milioni di euro, da utilizzare per la gestione delle competenze relative, comprese assistenza, diritto allo studio ed edilizia abitativa. Inoltre sono disponibili 126 milioni di euro derivanti dall’Imis.

Investimenti

ll Bilancio 2017 mette a disposizione degli enti locali 46 milioni in più rispetto all’anno precedente per gli investimenti, così suddiviso:

  • 25 per la manutenzione del patrimonio pubblico;
  • 13 per interventi di sviluppo territoriale nell’ambito del Fondo strategico;
  • 8 di nuovo per interventi di manutenzione, in favore dei Comuni che apportano risorse al Fondo di solidarietà comunale (che ammonta a 41 milioni ed è alimentato dai Comuni con il bilancio più alto oltre che dalla Provincia).

 

La Finanziaria 2017 in 10 punti

Il disegno di legge di bilancio è accompagnato dal disegno di legge di stabilità provinciale e dal disegno di legge collegata: il primo contiene le disposizioni riguardanti a finanza locale e gli enti collegati alla finanza provinciale, le disposizioni sul personale provinciale e sul personale insegnante della scuola, nonché le disposizioni concernenti imposte, tasse, tariffe, contributi e altre entrate della Provincia; il secondo contiene le disposizioni aventi riflessi finanziari in relazione agli obiettivi di razionalizzazione della spesa, equità e sviluppo contenuti nel DEFP e nella relativa nota di aggiornamento, nonché le disposizioni necessarie per adeguare la normativa provinciale agli obblighi derivanti dalla normativa statale ed europea, le disposizioni abrogative di disposizioni desuete e le disposizioni di proroga o differimento dei termini.

Fra i punti salienti, le agevolazioni Irap, le misure a supporto della famiglia e del diritto allo studio, i tributi degli enti locali, la disciplina delle società provinciali.

IRAP

In materia fiscale viene da un lato confermato l’impianto sostanziale delle agevolazioni IRAP già previste per gli anni 2017 e 2018; dall’altro si innova l’efficacia dell’agevolazione fiscale introducendo una deduzione per chi incrementa l’occupazione stabile o stagionale di almeno una ULA (Unità lavorativa annuale, può consistere in un lavoratore assunto o anche più di uno per periodi di tempo che complessivamente coprono tutto l’anno),e potenziando la deduzione del salario di produttività in attuazione di accordi o contratti collettivi aziendali o territoriali.

La deduzione di 20.000 euro per i soggetti con reddito imponibile non superiore a quella soglia, prevista per gli anni 2016 e 2017,viene prorogata per gli anni 2018 e 2019.

FAMIGLIA

Viene introdotta, per gli anni dal 2017 al 2019, una detrazione di 252 euro per ciascun figlio a carico per i soggetti con reddito imponibile non superiore a 55.000 euro. In tal modo, per i medesimi anni, i soggetti con imponibile fino a 20.000 euro non verseranno nulla a titolo di addizionale mentre i soggetti con imponibile superiore a 20.000 euro ma non superiore a 55.000 euro con figli fiscalmente a carico avranno diritto ad una detrazione di 252 euro per ciascun figlio a carico, in proporzione alla percentuale e ai mesi di carico.

ENTI LOCALI

In materia di tributi degli enti locali viene disciplinato il cosiddetto “contributo di scopo” per coinvolgere il privato nel finanziamento di progetti strategici, soprattutto infrastrutture, che per la loro rilevanza valorizzano economicamente il territorio in cui sono realizzate e quindi accrescono il valore economico degli immobili. Tecnicamente si tratta di un’addizionale, nella misura massima dello 0,5 per cento, da applicare alla base imponibile dell’IMIS.

IMIS

In materia di IMIS si conferma fino al 2019 la facoltà dei comuni di prevedere un’aliquota agevolata (anche fino all’azzeramento) per i fabbricati destinati ad impianti di risalita comunque denominati, si riconosce ai comuni la facoltà di esentare dall’IMIS le aree edificabili, comunque denominate, che urbanisticamente consentono solo l’ampliamento di fabbricati esistenti (trattasi delle cosiddette aree «sature» o «consolidate»), si conferma fino al 2019 la deduzione, dalla rendita catastale, di euro 1.500,00 in favore dei fabbricati strumentali all’attività agricola qualificati come tali dal Catasto nonché le aliquote base dei fabbricati e delle aree edificabili in vigore nel 2016, e quindi le aliquote agevolate (0,79% per la generalità dei fabbricati tranne banche ed assicurazioni, 0,55% per negozi, piccoli insediamenti produttivi, alberghi e studi professionali) previste per i fabbricati catastalmente destinati ad attività produttive, 0,895% per tutte le altre fattispecie imponibili.

DIRITTO ALLO STUDIO

In tema di scuola e università la normativa provinciale viene allineata a quella nazionale in materia di diritto allo studio prevedendo la differenziazione della tassa per il diritto allo studio universitario in base alla condizione economica (articolata in tre fasce) e garantendo il rispetto del limite superiore definito dalla normativa statale. Con propria deliberazione la Giunta provinciale determinerà gli importi per ciascuna fascia. Sempre in tema di diritto allo studio sono riconosciute le borse di studio a favore degli studenti universitari frequentanti corsi presso università fuori dalla provincia.

POLITICHE SOCIALI

Nel settore delle politiche sociali e della famiglia si introduce il nuovo assegno unico provinciale al fine di razionalizzare e riordinare gli interventi a sostegno delle persone e delle famiglie disciplinati da leggi nazionali, regionali e provinciali. Confluiranno quindi nell’assegno unico l’assegno regionale per il nucleo familiare, il contributo alle famiglie numerose, il reddito di garanzia automatico, il reddito di garanzia sociale, l’assegno integrativo per gli invalidi, il diritto allo studio Con uno o più regolamenti sono individuati, gradualmente, i bisogni generali e particolari per il soddisfacimento dei quali sono erogate le quote che compongono l’assegno unico (una quota finalizzata a garantire il raggiungimento di un livello di condizione economica sufficiente al soddisfacimento di bisogni generali della vita ed una quota diretta a sostenere la spesa necessaria al soddisfacimento di bisogni particolari della vita, quali, tra l’altro, la cura, l’educazione e l’istruzione dei figli, l’assistenza di soggetti deboli, invalidi o non autosufficienti, l’accesso a soluzioni abitative idonee).

Si modifica la periodicità dei pagamenti delle prestazioni economiche a favore degli invalidi civili, ciechi civili e sordi (da bimestrali a mensili).

A sostegno della natalità si introduce un contributo alle famiglie per ridurre gli oneri derivanti dall’accesso ai nidi di infanzia.

In tema di edilizia abitativa si modifica la disciplina relativa al contributo concesso a copertura degli interessi maturati sui mutui stipulati dal beneficiario per un importo corrispondente alla detrazione fiscale prevista dallo Stato per gli interventi di recupero e di riqualificazione energetica degli immobili al fine di estendere il novero delle fattispecie potenzialmente destinatarie del contributo.

Si istituiscono, presso l’ufficio del difensore civico, il garante dei diritti dei detenuti e il garante dei diritti dei minori.

PATRIMONIO PUBBLICO

In materia di territorio si introduce un nuova disciplina per accelerare i procedimenti relativi a recupero, valorizzazione o alienazione degli edifici non utilizzati appartenenti al patrimonio immobiliare pubblico della Provincia o degli enti o organismi collegati, con un procedimento semplificato di variante al Prg. L’accordo urbanistico riguardante la destinazione urbanistica di questi edifici è approvato e sottoscritto dal rappresentante legale dell’ente proprietario e dal sindaco in via preliminare e, dopo una fase di partecipazione popolare, è sottoscritto in via definitiva dai medesimi soggetti.

Si differisce al 31 dicembre 2018 il termine fissato dalla legislazione provinciale per la pubblicazione del bando di gara per l’affidamento del servizio di distribuzione di gas naturale (c.d. «gara gas») a fronte dall’incertezza del quadro normativo vigente in materia di distribuzione del gas, dovuta a sua volta a corpose innovazioni legislative susseguitesi negli ultimi anni in sede statale.

PARTERNARIATO PUBBLICO-PRIVATO

Si modifica la disposizione provinciale concernente le concessioni ed il partenariato pubblico-privato (art. 28 legge provinciale 2/2016) al fine di rilanciare lo strumento del parternariato nel campo dei servizi.

TRASPARENZA

Si adegua la normativa provinciale agli obblighi derivanti dalla normativa statale in materia di trasparenza (introdotti dal D. Lgs. n. 97 del 2016) in particolare prevedendo l’accesso generalizzato da parte di chiunque ai dati e ai documenti detenuti dall’amministrazione.

SOCIETÀ PROVINCIALI

In tema di nuove discipline statali introdotte dai cosiddetti «decreti Madia» si innova la disciplina provinciale in materia di società provinciali rispetto al  decreto legislativo 175/2016 «Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica». Nello specifico:

  • si introduce lo strumento del programma di riordino, finalizzato alla realizzazione di processi di riorganizzazione societaria
  • viene rivisitato la disposizione provinciale riguardante la composizione degli organi collegiali e la remunerazione dei compensi;
  • viene riscritta la disposizione in ordine alla legittimazione dell’azione amministrativa della Provincia e degli enti locali nel costituire o partecipare in società;
  • si applica direttamente l’aggiornata disciplina statale sulle perdite di esercizio e sul piano di risanamento aziendale;
  • si dispone, da un lato, l’applicazione agli enti locali delle disposizioni provinciali per l’adozione del piano di razionalizzazione societaria, nel rispetto del loro ordinamento e con lo specifico e proporzionato rinvio al limite del fatturato medio, dall’altra parte, si rimanda alla base negoziale fra Giunta provinciale e Consiglio delle Autonomie Locali per l’aggregazione dei soggetti che forniscono servizi, strumentali o di interesse e generale, in conformità agli obiettivi dello stesso testo unico nazionale.

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