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Pesticidi, comitato contro Zeni

«La riforma svende la salute»

L'assessore accusato di ignorare le esigenze dei cittadini e di favorire l'industria

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Pesticidi, trattore con atomizzatore in un meleto

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«Hanno fatto passare il documento come migliorativo e sostenibile, credendo che la gente non sia in grado di capire che ridurre le distanze equivale ad aumentare il rischio». Il Comitato per il diritto alla salute in Val di Non boccia il nuovo regolamento sui trattamenti fitosanitari proposto dalla Provincia: «È molto pericoloso per la salute in quanto riduce notevolmente le distanze di non uso di atomizzatori dalle case e dalle aree sensibili e renderà impossibili i controlli, poiché le distanze variano secondo il tipo di pesticida usato (tossico, nocivo, irritante, eccetera), i mezzi utilizzati e come sono usati (atomizzatore normale, munito di antideriva, tunnel, la pressione, il volume d'aria eccetera). Le forze dell'ordine preposte alla vigilanza come faranno a controllare che queste cervellotiche norme siano rispettate?».

Sotto accusa l'assessore alla salute Luca Zeni: «Con questo regolamento la Provincia ha svenduto la nostra salute, economia, ambiente e qualità della vita alle lobby dell'agricoltura industriale (in forte crisi economica) e alle multinazionali che producono e vendono pesticidi. Il nuovo assessore alla salute Luca Zeni ha anche demolito il faticoso cammino che noi come Cds Val di Non avevamo intrapreso con le istituzioni, grazie alla disponibilità del precedente assessore Donata Borgonovo Re, per riequilibrare il rapporto tra agricoltura e società.

Zeni non ha nemmeno tenuto minimamente conto che la misura più votata dai cittadini per migliorare la salute, nel recente e partecipato sondaggio previsto dal piano della salute provinciale, era quella di eliminare i pesticidi».

Il Comitato chiede ai sindaci di applicare «misure più restrittive e soprattutto efficaci». Ai residenti in Trentino, il Comitato chiede di manifestare la loro indignazione scrivendo a Luca Zeni, all'assessore all'agricoltura Michele Dallapiccola e a Paride Gianmoena , presidente del Consiglio delle autonomie, chiedendo il ritiro della proposta.

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