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Dietrofront del Pd: no alla legge che nega

ai trombati poltrone in società provinciali

In commissione il partito aveva dato l'Ok irritando il Patt

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I faldoni e la giunta regionale in occasione di una seduta del consiglio regionale per la riforma dei vitalizi

Fonte:

Paolo Pedrotti

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Tempo di lettura: 
2 minuti 51 secondi

Il Partito democratico è pronto al dietrofront in consiglio provinciale sulla norma, che aveva approvato in commissione, che vieta la nomina «nei consigli di amministrazione di organi, società, agenzie, fondazioni enti strumentali direttamente o indirettamente controllati della Provincia o in cui la Provincia rivesta un ruolo dominante» di chi si è candidato alla carica di governatore o consigliere provinciale, per un periodo di due anni dalla data delle elezioni. 
In sostanza, si tratta della riforma che impedirebbe la pratica diffusa in politica di compensare o consolare i «trombati», ovvero chi non è riuscito a farsi eleggere, con una poltrona - più o meno pagata - in un Cda pubblico.

Da martedì prossimo in Consiglio si discuterà di regole e criteri per le nomine nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali di società, fondazioni ed enti vari della Provincia. All'esame ci sono infatti tre disegni di legge di modifica dell'attuale norma - uno a firma di Luca Zeni (Pd) e gli altri due dei consiglieri di minoranza Rodolfo Borga (Civica Trentina) e Filippo Degasperi (M5S). E la maggioranza di centrosinistra autonomista appare già in fibrillazione.

La norma che punta a impedire la nomina dei «trombati» è l'unico articolo del disegno di legge di Rodolfo Borga.

In prima commissione fu approvato grazie al voto a favore dei consiglieri del Pd, Luca Zeni e Alessio Manica , mentre gli altri rappresentanti della maggioranza, ovvero Gianpiero Passamani (Upt) e Walter Kaswalder (Patt) si astennero. Ora, alla vigilia dell'approdo del disegno di legge in aula, Luca Zeni annuncia che: «Il Pd voterà contro il disegno di legge di Borga, quindi contro la norma che prevede il divieto assoluto di nominare chi si era candidato alle elezioni provinciali nei due anni precedenti, perché con il presidente Rossi abbiamo concordato un testo del disegno di legge di riforma delle regole sulle nomine che dà strumenti maggiori di valutazione alla commissione. Dunque, - conclude Zeni - intendiamo lasciare la possibilità di nominare chi si è candidato alle elezioni, visto che ci potrà essere una valutazione di merito delle singole candidature da parte della commissione che oggi non è prevista. Oltre tutto - aggiunge il consigliere dem - anche all'interno del gruppo del Pd non tutti erano d'accordo con l'introduzione di un divieto di questo tipo».

Dopo il voto in commissione - la giunta aveva dato parere contrario - del disegno di legge Borga approvato grazie ai voti del Pd, il governatore Ugo Rossi aveva subito dichiarato il suo disappunto per questa scelta, e con lui il Patt, esprimendo la necessità di correggere il disegno di legge in consiglio provinciale.

E perfidamente Rossi aveva anche ricordato al Pd che l'attuale presidente di Trentino Trasporti spa, Monica Baggia era candidata nella lista del Partito democratico alle ultime elezioni provinciali; e dunque in base alla regola che si vorrebbe introdurre non avrebbe potuto essere nominata alla guida della società pubblica di trasporti. E poi tra i candidati per Itea e Trentino Sviluppo c'è anche Gigi Olivieri , primo dei non eletti Pd alle ultime elezioni.

Nel frattempo, però, sempre in commissione, si è assistito a un altro braccio di ferro tra Rossi e il presidente della commissione, Luca Zeni, sui contenuti del disegno di legge presentato da quest'ultimo, che mirava ad ottenere un ruolo di selezione preliminare delle candidature da parte della commissione prima della decisione della giunta provinciale. Alla fine si è raggiunto un compromesso con la formulazione di un testo più «soft», poi approvato dalla maggioranza.

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