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India: aereo si spezza in due

nell'atterraggio causa maltempo

almeno 20 morti e molti feriti

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Ha tentato di atterrare ma ha dovuto riattaccare, come si dice in gergo aeronautico, per il maltempo e le forti piogge che si abbattono da ore in Kerala, nel sud dell’India. E, al secondo tentativo di toccare terra, è andato fuori dalla pista dell’aeoroporto di Kozhikode, nota in passato con il nome di Calicut: si è spezzato in due tronconi, finendo in una vallata, causando la morte di almeno 20 persone - tra cui il comandante ed il secondo in cabina di pilotaggio - e tante decine di feriti, molti in gravi condizioni.

L’incidente, il cui bilancio finale rischia di essere ancora più grave, è stato causato dalle forti piogge che si stanno abbattendo sullo stato del sud dell’India da giorni, e che, la scorsa notte, hanno già portato alla morte di otto persone, travolte da una slavina. Secondo i soccorritori, le stesse piogge che hanno reso impraticabile la pista hanno tuttavia impedito, quasi «miracolosamente» che l’aereo prendesse fuoco.

Il volo ‘IX-1344’, operato con un Boeing 737 dalla Air India Express - società controllata dalla compagnia di bandiera - era partito da Dubai e non faceva un viaggio di linea normale: per l’emergenza Covid, l’India intera è ancora chiusa ai voli internazionali fino al 31 agosto ed il volo schiantatosi a Kozhikode rientrava nel programma nazionale di rimpatrio per cittadini bloccati all’estero dalla pandemia di coronavirus. Un viaggio speciale di ritorno, che riportava a casa passeggeri, tutti indiani, molti di loro emigrati per lavoro, che avevano dovuto attendere mesi prima di rientrare in patria e riabbracciare le famiglie. Tra i 191 a bordo (compreso l’equipaggio), hanno riferito i media locali, anche dieci bambini, alcuni dei quali, secondo la Protezione Civile che ha gestito i soccorsi, sarebbero ricoverati in condizioni critiche.

Un piccolo di appena un anno e mezzo è stato salvato dai soccorritori mentre hanno commosso i social le immagini di una bimba rimasta da sola mentre si aggirava tra i rottami: portata all’ospedale più vicino è stata lanciata su Twitter una richiesta, con un numero da contattare, per chi la conoscesse.

Dopo lo shock e le varie testimonianze di vicinanza alle vittime, sui media indiani si sono immediatamente aperte le polemiche: secondo onmanorama.com, il più importante sito di news del Kerala, la pista dell’aeroporto di Kozhikode, costruita sulla sommità di un pianoro e con una delle due estremità affacciata ad un precipizio, è da tempo sotto osservazione. Gli esperti la ritengono infatti una delle più pericolose dell’intero paese. Questo tipo di piste, dicono «creano un’illusione ottica che costringe il pilota ad un approccio di massima precisione. E, nel caso di cattive condizioni meteorologiche, i rischi di incidenti come quello avvenuto oggi sono veramente altissimi». Il comandante del volo IX-1344 era un pilota di lunga esperienza, sottolineano i media indiani spiegando che aveva 59 anni e tantissime ore di volo alle spalle, ex pilota militare con tanto di onorificenza.

Il nuovo incidente aereo è il secondo di questo tipo nel Paese nell’ultimo decennio. Nel 2010 a Mangalore un altro velivolo, sempre della compagnia di bandiera Air India, si schiantò in fase di atterraggio, causando la morte di 140 persone.

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