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Psicosi coronavirus: la folla

assale i bus con le persone

che rientrano dalla Cina

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La psicosi da coronavirus non risparmia neanche l’Ucraina. Una folla inferocita ha attaccato ieri sera i pullman con a bordo 72 persone evacuate dalla città cinese di Wuhan, focolaio dell’epidemia, e dirette in un centro medico a Novi Sanzhary per un periodo di quarantena di 14 giorni. Dopo aver bloccato la strada che conduce alla clinica, aver incendiato pneumatici ed essersi scontrati con la polizia, i manifestanti hanno lanciato dei sassi contro i pullman mandando in frantumi almeno un finestrino.

Una violenza gratuita che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato fermamente definendola roba da Medioevo.

«Continuiamo a dire che l’Ucraina è Europa - ha dichiarato il capo di Stato - ma purtroppo ieri ci siamo comportati come nell’Europa medievale». Il premier Oleksiy Goncharuk ha sostenuto che i disordini siano frutto di una «guerra d’informazione» contro il suo Paese, mentre i servizi di sicurezza di Kiev (Sbu) ipotizzano che dietro vi sia una notizia falsa diffusa con un’email costruita in modo da sembrare un comunicato del ministero della Salute. Nell’email si sosteneva che alcuni dei 45 ucraini e dei 27 stranieri arrivati dalla Cina avessero contratto il nuovo virus. Sarebbe stato questo a scatenare il panico a Novi Sanzhary.

In realtà, sottolineano le autorità di Kiev, tutti e 72 gli evacuati sono sani e sono stati messi in quarantena solo per precauzione.
Ci sono volute ore perché la polizia ucraina riuscisse a sgomberare le strade e permettere l’arrivo degli evacuati nel centro sanitario. Negli scontri sono rimasti feriti nove agenti e un civile, 24 persone sono state fermate. Il violento tentativo di impedire l’arrivo degli evacuati a Novi Sanzhary ha destato indignazione e, per dimostrare la propria solidarietà a coloro che hanno lascito Wuhan, la ministra della Salute Zoriana Skaletska ha annunciato che trascorrerà volontariamente con loro due settimane in quarantena guidando il dicastero via Skype.

«Spero - ha spiegato la ministra - che la mia presenza calmerà la gente a Novi Sanzhary e nel resto del Paese».

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