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Madrid commissaria la Catalogna
Reazioni durissime, sale lo scontro

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AGGIORNAMENTO: In un appello rivolto all’Ue le decine di migliaia di manifestanti riuniti in Paseig de Gracia a Barcellona per denunciare il «colpo di stato» del premier spagnolo Mariano Rajoy e la detenzione dei leader indipendentisti e «detenuti politici» Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, hanno chiesto all’Unione di «aiutare la Catalogna, salvare la Spagna, salvare l’Europa».
Un testo letto dal palco ha avvertito che «oggi non è morta l’autonomi catalana, è morta la democrazia in Spagna».

Secondo la polizia urbana di Barcellona circa 450 mila persone hanno partecipato alla grande manifestazione convocata nella capitale catalana per chiedere la liberazione dei «detenuti politici» Jordi Sanchez e Jordi Cuixart e denunciare le misure decise questa mattina contro la Catalgna dal premier spagnolo Mariano Rajoy.

 In una dichiarazione solenne a nome del parlamento catalano la presidente Carme Forcadell ha detto che il premier spagnolo Mariano Rajoy oggi «ha annunciato un colpo di stato di fatto», un «golpe autoritario in uno Stato membro dell’Unione Europea». «Rajoy - ha aggiunto - pretende che il Parlamento catalano smetta di essere democratico».
«Attaccando le istituzioni attacca la cittadinanza», che «vede lesi i suoi diritti»: «Non lo permetteremo».

La Cup, l’ala sinistra della coalizione indipendentista catalana, ha chiesto una «proclamazione immediata» della repubblica in risposta al «colpo di stato» del premier spagnolo Mariano Rajoy.
Il parlamentare Carles Riera ha detto che «l’unica risposta possibile è la proclamazione immediata» dell’indipendenza e della «Repubblica catalana».

AGGIORNAMENTO: Decine di migliaia di catalani si trovano sul Passeig de Gracia, nel centro di Barcellona, dove è iniziata verso le 17 la grande manifestazione convocata dal Tavolo per la Democrazia contro il commissariamento della Catalogna deciso da Madrid e contro la detenzione dei due leader indipendentisti Jordi Sanchez e Jordi Cuixart.

Fra i manifestanti c’è anche il presidente Carles Puigdemont, che è stato accolto ma applausi e grida di appoggio, e ha preso la testa del corteo.

Madrid prevede di prendere il controllo fra l’altro dei Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana, della Radio-Tv pubblica (Tv3 e Radio Catalunya), grazie all’art. 155. Lo precisa il documento con le misure previste dall’esecutivo spagnolo inviato al Senato, che lo approverà probabilmente il 27 ottobre.
Il governo spagnolo, attraverso i delegati che nominerà in Catalogna, potrà destituire e sostituire i dirigenti di polizia e radio-tv catalane.

L’associazione della stampa della Catalogna ha denunciato la presa di controllo da parte dei rappresentanti dello Stato spagnolo delle Radio-tv pubbliche catalane, Tv3 e Catalunya Radio, prevista dal pacchetto di misure di commissariamento annunciato oggi da Madrid.
Per l’associazione si tratta di «un attacco alla libertà di espressione».

Il partito Catalunya en Comu del sindaco di Barcellona Ada Colau ha denunciato «l’offensiva autoritaria» del premier spagnolo Mariano Rajoy «contro tutta la Catalogna» e un «grave attacco» ai diritti e alle libertà fondamentali con le misure annunciate oggi ex-articolo 155.
«Siamo un solo popolo contro l’oppressione, ha aggiunto, ora dobbiamo rappresentare a livello politico questa unità».

«La decisione di Mariano Rajoy di sciogliere e commissariare la Generalitat catalana è una scelta disgraziata, la peggiore che si potesse fare in questa fase, tanto più di fronte ai molteplici appelli al dialogo venuti dalle istituzioni catalane, dalla sindaca di Barcellona Ada Colau, dalla stragrande parte della società catalana e spagnola.

La storia si ripete sempre due volte, diceva Carlo Marx, la prima volta come tragedia, la seconda come farsa».
Lo dichiara Michele Piras, deputato di Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista. «Rajoy è il grottesco replicante di una storia troppo vicina da poter essere dimenticata e l’Europa non può stare a guardare, tantomeno assecondare il comportamento inqualificabile del governo spagnolo», conclude.

«Catalogna: Rajoy propone la democrazia,Puigdemont atti eversivi e incostituzionali.  Con il governo spagnolo per #Espanaunida». Così su Twitter il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia).


Il governo di Madrid ha commissariato la Catalogna con l’applicazione dell’art. 155. Destituito il presidente catalano Carles Puigdemont.

Lo ha annunciato il premier spagnolo Mariano Rajoy al termine del consiglio dei ministri straordinario.

Da Barcellona il deputato del Pdecat, il partito del presidente Carles Puigdemont, Josep Lluis Cleries grida al "colpo di stato contro il popolo della Catalogna".

Podemos è sotto shock davanti alla "sospensione della democrazia non solo in Catalogna ma anche in Spagna" ha detto il numero due del partito viola Pablo Echenique.

Rajoi ha annunciato  di voler andare a elezioni il prima possibile. Per questo il premier spagnolo assumerà le competenze del presidente catalano Carles Puigdemont per convocarle.

Con queste iniziative ‘non si sospende l’autonomia né l’autogoverno della Catalogna - ha precisato il premier - ma si sospendono le persone che hanno messo la Catalogna fuori dalla leggè, ha spiegato il premier spagnolo che ha deciso di proporre al senato la destituzione del presidente catalano Puigdemont, del vicepresidente Junqueras e di tutto il Governo.

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