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Croazia, frontiera controllata

rallentamenti anche dall'Italia

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Ai cittadini del Nord-Est, che programmano una vacanza, ma in particolare ai triestini che arrivano in Croazia in meno di un’ora, sembra sia tornata l’era della cortina di ferro, con la Jugoslavia dai transiti confinari contrassegnati da lunghissime attese e minuziosi controlli.

Attraversavano la frontiera con l’attuale Slovenia per acquistare benzina, carne, sigarette. Poi quando la «Jugo» si è frammentata, per raggiungere l’Istria croata dovevano passarne due di frontiere, con disagi ancora maggiori. Ora l’inasprimento dei controlli antiterrorismo decisi dal Consiglio europeo ha riportato indietro il calendario.

Dunque, centinaia di veicoli in coda e ore di attesa per minuziosi controlli, talvolta con ispezioni accurate. Il provvedimento riguarda l’area Schengen, dunque se il confine tra Italia e Slovenia non esiste più da tempo, la Croazia, dal luglio 2013 in Ue, è fuori dall’area, non è un caso se la valuta utilizzata è ancora la kuna. Dall’estate di quattro anni fa la situazione era migliorata: controlli rapidi, almeno per i cittadini comunitari, limitati alla sola esibizione dei documenti personali. Le file si formavano soltanto in estate. Le norme impongono che i documenti elettronici siano scannerizzati, operazione da venti secondi per ciascun documento. Ma per Carta d’Identità, o equivalente, cartacea, i dati vanno digitati. In entrambi i casi bisogna attendere la risposta da tre banche dati: Repubblica slovena, Area Schengen e Interpol.

Se si moltiplica il tempo per ciascun passeggero che viaggia in una auto e l’altissimo numero di vetture e mezzi pesanti, si capisce qual è l’entità del problema. E per il momento non si prevede un potenziamento del personale nè delle strutture. D’altronde, la linea confinaria della Croazia coincide con quella dell’Europa di Schengen, dunque per chiunque giunga da Albania, Bosnia, Kosovo, Macedonia, Montenegro, Serbia, questo è la frontiera vera. Nemmeno nei momenti di più forte crisi migratoria la situazione era così grave.

Le preoccupazioni oggi sono soprattutto per i frontalieri, che attraversano il confine due volte al giorno, ma a cominciare dalla prossima settimana, con le vacanze di Pasqua, la situazione potrebbe aggravarsi e molto.

Con problemi ancor più seri in estate, quando sulle coste croate si riversano gli italiani e i tantissimi tedeschi e austriaci, che già oggi affrontano ore di attesa. Il problema è generalizzato a tutti i punti di confine ma a Obrezje (Bregana) sull’autostrada Lubiana-Zagabria, Macelj, Gru?kovje si registrano le situazioni peggiori. Gli operatori turistici croati hanno espresso timori per un possibile calo, non hanno torto: già oggi,tanti triestini hanno rinunciato alla tradizionale gita in Istria, scoraggiati dalle notizie.

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